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FP6

P-MARK — Risultato in breve

Project ID: 503011
Finanziato nell'ambito di: FP6-LIFESCIHEALTH
Paese: Paesi Bassi

Alla ricerca di marcatori specifici e affidabili del cancro alla prostata

L'antigene prostatico specifico (PSA) attualmente disponibile è caratterizzato da una bassa specificità e sensibilità che determina diagnosi false di cancro alla prostata. Nell'ambito di un progetto dell'UE, è stata individuata una serie promettente di biomarcatori del cancro alla prostata che sono stati sottoposti a valutazione clinica.
Alla ricerca di marcatori specifici e affidabili del cancro alla prostata
Il cancro alla prostata è la patologia che registra la maggiore frequenza in Europa e la causa principale dei decessi per cancro nella popolazione maschile. L'antigene prostatico specifico (PSA) nel siero, un biomarcatore per il cancro alla prostata, non è in grado di distinguere il cancro aggressivo dalle condizioni prostatiche benigne.

Lo screening effettuato mediante il PSA causa, di conseguenza, effetti collaterali notevoli, a partire, ad esempio, dal trattamento non necessario dei tumori benigni. Oggigiorno si registra un'estrema necessità di diagnosi precoce e di stratificazione dei rischi tra gli uomini affetti da cancro alla prostata potenzialmente letale e prognosi più benigne.

Lo sviluppo della strategia di gestione del cancro alla prostata della prossima generazione richiede il trattamento di campioni istopatologici con una buona caratterizzazione e che presentano biomarcatori di elevata sensibilità/specificità diagnostica.

I fautori del progetto P-MARK ("Validation of recently developed diagnostic and prognostic markers and identification of novel markers for prostate cancer using European databases"), finanziato dall'UE, hanno coordinato uno studio europeo di screening di ampio respiro ai fini del miglioramento dei marcatori diagnostici e prognostici del cancro alla prostata.

I centri clinici che hanno collaborato all'iniziativa P-MARK si sono concentrati sulla creazione di una biobanca europea del cancro alla prostata tesa ad una migliore comprensione dell'eziologia di tale patologia. Il progetto si basava su un approccio proteomico ottimizzato, incentrato sulla ricerca di nuovi biomarcatori. I biomarcatori putativi selezionati sono stati oggetto di ulteriori studi tesi all'esplorazione della loro utilità clinica.

La biobanca europea del cancro alla prostata contiene una serie completamente annotata di campioni di sangue e di urina provenienti da varie fasi di casi e di controlli relativi al cancro alla prostata. I profili proteomici della prostata e degli stati di controllo hanno condotto all'identificazione di nuovi marcatori, nonché alla valutazione e all'analisi di marcatori promettenti sviluppati di recente.

Lo studio dell'utilità clinica di questi biomarcatori della prostata ha fatto sì che l'osteoprotegerina, le multi-callicreine e l'antigene prostatico specifico 3 (PCA3) venissero indicati come candidati di nuovi studi di convalida. Le molecole selezionate, che sono state valutate nella pratica clinica, si sono rivelate uno strumento utile di indicazione del rischio di cancro alla prostata. Tale sistema garantisce in tal modo strategie di screening efficaci sotto il profilo dei costi che potrebbero aumentare le potenzialità dei PCA3 nella diagnosi precoce del cancro alla prostata.

Inoltre, l'interesse nei confronti dei biomarcatori multi-callicreine potrebbe condurre ad analisi diagnostiche commerciali e a sperimentazioni cliniche precoci, in grado di valutare il loro ruolo da indicatori di rischio per il cancro alla prostata.

La creazione del progetto P-MARK e della biobanca di campioni longitudinali in evoluzione faciliterà la convalida della diagnostica dei biomarcatori potenziali e dei parametri prognostici e terapeutici per questa tipologia diffusa di cancro.

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