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FP7

HIV ACE — Risultato in breve

Project ID: 201095
Finanziato nell'ambito di: FP7-HEALTH
Paese: Francia

Nuovi farmaci anti-HIV

La prevenzione e la terapia antivirale attualmente solo le uniche possibilità per contrastare la diffusione dell'HIV. La scoperta di farmaci anti-HIV durante l'assemblaggio, la gemmazione e il rilascio di particelle HIV potrebbe migliorare la terapia classica esistente rivolta contro gli enzimi virali.
Nuovi farmaci anti-HIV
Si stima che in tutto il mondo oltre 33 milioni di persone siano infettate dall'HIV. Anche se lo sviluppo della terapia antiretrovirale altamente attiva (HAART) ha trasformato in malattia cronica il decorso dell'infezione HIV, non è in grado di curare l'AIDS o di sradicare il virus.

Premesso che la maggior parte delle ricerche anti-HIV si concentra su farmaci che interferiscono con la replicazione virale, sono necessari composti che impediscono l'assemblaggio e la gemmazione virale da cellule infette. L'obiettivo del progetto HIV ACE ("Targeting assembly of infectious HIV particles"), finanziato dall'UE, consisteva nello sviluppo di tali farmaci antivirali, prendendo a bersaglio l'interazione tra proteine virali e proteine ospiti. Questo approccio presenta il vantaggio di alterare l'interazione piuttosto che gli enzimi virali, più soggetti a mutazioni.

Tra gli obiettivi di HIV ACE rientravano l'identificazione di inibitori dell'assemblaggio del capside e l'incorporazione della proteina Env. A tal fine, è stato effettuato uno screening ad alta intensità di elaborazione per distinguere le piccole molecole che interferiscono con l'interazione di entrambe le proteine HIV, sia CA (capside) sia Env, con fattori cellulari.

Anche se sarebbe necessario eseguire test pre-clinici su topi per stabilire l'efficacia di tali composti, questi tipi di farmaci anti-HIV si configurano come una novità rispetto alle esistenti strategie che prendono a bersaglio la replicazione virale. La spiegazione delle strutture tridimensionali (3D) delle proteine bersaglio nonché dei complessi inibitori delle proteine era finalizzata a migliorare la futura progettazione di farmaci.

Tra gli importanti progressi di HIV ACE vi è la descrizione del meccanismo con cui la proteina Vpu HIV ostacola il fattore di restrizione di infezione CD137/BST2 e favorisce l'infezione da virus. Ulteriori novità scaturite riguardano la scoperta del ruolo determinante della proteina Rab7a per la formazione di particelle virioni interamente infettive, accanto alla caratterizzazione particolareggiata del processo di assemblaggio di virioni nelle cellule viventi.

Le attività di HIV ACE hanno generato conoscenze senza precedenti sull'assemblaggio del virus HIV, sull'interazione con proteine ospiti e sui fattori di restrizione. Attraverso lo sviluppo di farmaci capaci di inibire tali processi, ha dimostrato come sia praticabile prendere a bersaglio le interazioni proteina-proteina come mezzo per limitare la diffusione dell'HIV.

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