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Una terapia sostitutiva a base di cellule staminali per la nefropatia da reflusso

Un progetto finanziato dall'UE ha indagato sulle potenzialità di una terapia sostitutiva a base di cellule staminali, per prevenire la malattia renale allo stadio terminale. Si è lavorato sulla progettazione di un nuovo tipo di nanoparticella magnetica da utilizzare come etichetta per le cellule staminali da tracciare in vivo.
Una terapia sostitutiva a base di cellule staminali per la nefropatia da reflusso
La nefropatia da reflusso è una patologia in cui i reni che presentano danni o cicatrici provocati nel tempo dal reflusso dell'urina nell'organo stesso. Tale condizione medica può causare l'insufficienza renale sia nei bambini che negli adulti. Il progetto RENALSTEM ("Developing a stem cell based therapy to replace nephrons lost through reflux nephropathy") si proponeva l'obiettivo di lungo termine di sviluppare una terapia sostitutiva a base di cellule staminali, diretta a prevenire la nefropatia cronica.

Durante la fase iniziale (i primi 17 mesi), si è puntato essenzialmente a sviluppare un metodo non invasivo per monitorare le cellule staminali dopo il loro impianto. L'etichettatura delle cellule con nanoparticelle magnetiche (MNP), unita all'immaginografia a risonanza magnetica (MRI), presenta vantaggi rispetto ad altre tecniche immaginografiche, perché il segnale magnetico non diminuisce con la profondità del tessuto.

Tuttavia, la maggior parte delle MNP disponibili ad oggi si degradano rapidamente nell'ambiente cellulare. I ricercatori del progetto hanno preparato MNP con un rivestimento protettivo e hanno dimostrato che tali MNP sono state trattenute più prontamente all'interno delle cellule staminali rispetto alle MNP in commercio. Le MNP di RENALSTEM non hanno causato alcuna citotossicità significativa a concentrazioni di 30 microgrammi per ml ogni 100 000 cellule.

Le cellule staminali embrionali etichettate con le MNP hanno espresso livelli simili dei marcatori di multipotenza e hanno espresso marcatori di tre derivati di strati germinativi. Le cellule staminali etichettate con le MNP potevano essere soggette a osteogenesi e adipogenesi in una misura simile a cellule staminali non etichettate, a conferma che le MNP sviluppate non avevano effetti avversi sulla multipotenza e sul potenziale di differenziazione delle cellule staminali.

I risultati ottenuti in questo stadio iniziale del progetto hanno costituito la base di una proposta per un'iniziativa britannica sulle cellule staminali, finanziata a marzo 2010. Sono stati pubblicati due documenti nelle riviste IEEE Transactions on Nanoscience (2010) e Journal of Nanoscience and Nanotechnology (2011).

Ulteriori indagini fondate sui risultati di RENALSTEM costituirebbero un significativo passo avanti nello sviluppo di terapie basate su cellule staminali in generale.

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