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Bloccare la resistenza alla radioterapia nelle cellule cancerose

Alcuni scienziati hanno dimostrato per la prima volta la specifica inibizione del sito velcro, un sito legante proteina-proteina, di importanza critica per la resistenza alle radiazioni nelle cellule cancerose. Tale risultato inaugura importanti percorsi nuovi per la terapia oncologica mirata.
Bloccare la resistenza alla radioterapia nelle cellule cancerose
Le cellule cancerose si riproducono a un ritmo anormalmente rapido, dando origine ai tumori. La formazione di tali cellule anomale è correlato a danni al DNA. Nelle cellule normali, i danni al DNA inducono la riparazione oppure la morte della cellula. Nelle cellule cancerose, il DNA non viene riparato, ma le cellule non muoiono. Pertanto, le cellule cancerose continuano a riprodursi.

Risulta particolarmente interessante che una forma di riparazione del DNA (tramite ricombinazione omologa del DNA (HDR)) svolge di fatto un ruolo nella resistenza delle cellule cancerose rispetto alle radiazioni ionizzanti e ai farmaci radiomimetici. L'inibizione della HDR potrebbe essere una via percorribile per la terapia. Con il finanziamento dell'UE a favore del progetto BRCA2-RAD51, alcuni scienziati hanno cercato piccole molecole capaci di bloccare il sito velcro, ovvero un sito legante che consente l'interazione tra due molecole di proteine, ovvero la proteina di suscettibilità al cancro di tipo 2 (BRCA2) e RAD51, necessarie per la HDR.

L'attenzione è stata puntata su una piccola sequenza di quattro aminoacidi su BRCA2 in corrispondenza del sito velcro, la quale si lega molto debolmente a RAD51. Gli scienziati hanno sfruttato peptidi graffati (SP), vale a dire peptidi che conservano gli aminoacidi necessari interagire con una proteina bersaglio, ma includono due ulteriori aminoacidi che possono essere indotti a formare un linker tutto di carbonio denominato graffa, la quale stabilizza la struttura alfa-elica del peptide e aumenta l'affinità di legame.

I ricercatori hanno progettato sei diversi SP che esibiscono tutti una maggiore elicità rispetto al peptide velcro nativo. Alcuni di essi hanno turbato l'interazione BRCA2–RAD51, uno in particolare con un aumento di 100 volte nell'affinità per il sito velcro BRCA2 rispetto al peptide nativo.

I risultati del progetto hanno aperto la strada a nuovi trattamenti per il cancro. Hanno inoltre fornito uno strumento chimico che può chiarire i meccanismi di riparazione del DNA e contribuire allo sviluppo di nuove terapie per altre malattie.

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