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Analisi dei rischi per i nanomateriali

Il settore della nanotecnologia rappresenta un ambito relativamente nuovo che, in seguito a una rapida crescita, ha conosciuto un’ampia diffusione. Nel tentativo di gestire problemi legati alla salute pubblica e ambientale, alcuni giovani scienziati stanno ricevendo una formazione multidisciplinare nel campo della nanotossicologia.
Analisi dei rischi per i nanomateriali
Negli ultimi 20 anni, il settore della nanotecnologia ha conosciuto una rapida crescita grazie ai progressi raggiunti in termini di materiali e di tecniche, che hanno fatto sì che le nanoparticelle e i nanomateriali si imponessero nei luoghi di lavoro, nelle abitazioni e nell’ambiente circostante in virtù delle loro proprietà uniche.

La ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione in questo settore hanno superato l’attuazione dei relativi protocolli di caratterizzazione e di prova finalizzati alla valutazione della sicurezza umana o della tossicità. Nonostante i progressi raggiunti, la formazione di una nuova generazione di scienziati nel campo della nanotossicologia rappresenta tuttora un aspetto di vitale importanza.

Il progetto NANOTOES (Nanotechnology: Training of experts in safety), finanziato dall’UE, si prefiggeva l’obiettivo di aiutare i giovani scienziati a comprendere i meccanismi di interazione dei nanomateriali con le cellule e i tessuti. Tali conoscenze hanno consentito di sviluppare saggi affidabili e accurati, fornendo spunti preziosi che hanno condotto alla formulazione di un quadro normativo adeguato.

Le proprietà legate alla tossicità individuate nei singoli progetti riguardavano la dimensione delle particelle, la forma, la carica superficiale, il fissaggio di sostanze chimiche specifiche sulla superficie e il rilascio di ioni di metallo tossici. In diversi casi, si è scoperto che la tossicità è legata alla presenza di contaminanti indesiderati, principalmente composti batterici che fungono di per sé da stimoli proinfiammatori e che relegano pertanto le nanoparticelle allo stato di vettori innocui.

I partner del progetto hanno inoltre provveduto a sviluppare nuovi metodi e ad adattare quelli esistenti al fine di riflettere le condizioni di esposizione delle nanoparticelle, tra cui il rilascio di ioni di argento, i cambiamenti a cui sono sottoposte le nanoparticelle che entrano in contatto con i composti ematici e la produzione di specie di ossigeno altamente reattive e pertanto tossiche indotte dai nanomateriali. È stato inoltre analizzato il processo di induzione dell’infiammazione unitamente alle mutazioni e alla rottura del DNA, che potrebbero condurre al cancro.

Una collaborazione tra 13 ricercatori universitari presso 12 istituzioni ha condotto alla nascita di una rete di esperti in varie discipline che hanno analizzato la sicurezza dei nanomateriali da prospettive diverse. I ricercatori hanno seguito un percorso di formazione scientifica in varie aree, tra cui medicina, immunologia, biochimica, scienze dei materiali e ingegneria.

Sono stati inoltre approfonditi vari argomenti, come ad esempio gli aspetti legali e normativi, la comunicazione scientifica e l’applicazione pratica dei risultati. Il lavoro è stato pubblicato su riviste soggette alla valutazione di esperti.

L’iniziativa NANOTOES ha offerto percorsi formativi avanzati a una nuova generazione di professionisti che ha così potuto misurarsi con il bisogno crescente di condurre test standardizzati sui nuovi materiali e di garantire la sicurezza pubblica e ambientale. Le specifiche abilità sviluppate nell’ambito del progetto consentiranno ai ricercatori di costruire il proprio futuro professionale nel settore della nanotecnologia, della nanomedicina e di altre aree correlate, nonché di garantire all’UE una posizione all’avanguardia nel campo della sicurezza delle nanotecnologie.

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Keywords

Nanomateriali, nanotecnologia, nanotossicologia, NANOTOES, nanoparticelle