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FP7

SHIPARRESTOR — Risultato in breve

Project ID: 222575
Finanziato nell'ambito di: FP7-SME

Stop alle navi in pericolo

Un nuovo sistema consente a un elicottero di fissarsi a un'ancora galleggiante di una nave in pericolo. Grazie alla sua capacità di dispiegarsi in modo rapido, il dispositivo consentirà agli operatori di impedire arenamenti o collisioni di navi, riducendo in tal modo il rischio di disastri marittimi.
Stop alle navi in pericolo
L'incagliamento di un'imbarcazione rappresenta sempre un evento negativo che, in caso di trasporto di sostanze pericolose, come ad esempio il petrolio, si trasforma in una vera e propria catastrofe. Qualsiasi sistema in grado di prevenire tale situazione potrebbe rappresentare un'autentica benedizione per la sicurezza marittima e ambientale. Tuttavia, fino a poco tempo fa, l'arresto di una nave in deriva rappresentava un'operazione complessa.

Nel corso dei 26 mesi di durata del progetto SHIPARRESTOR , finanziato dall'UE e terminato nel dicembre 2010, si è assistito a un'importante collaborazione tra 8 organizzazioni di ricerca europee e alcuni partner provenienti dalle piccole e medie imprese (PMI). L'obiettivo dell'iniziativa consisteva nello sviluppo di un sistema di ancore galleggianti in grado di arrestare le navi alla deriva che giungono fino alle coste.

Il sistema concepito nell'ambito del progetto consiste essenzialmente in un enorme paracadute subacqueo. Durante un'emergenza, un elicottero aggancia un rimorchio a un punto resistente della nave (generalmente il supporto dell'ancora) mediante una catena a laccio, facendo quindi cadere l'ancora galleggiante in mare che, a questo punto, si dispiega come un paracadute, arrestando rapidamente la deriva della nave e stabilizzandone il rollio. L'ancora include una boa che funge da connettore per il rimorchio, alla quale le navi di salvataggio si agganciano agevolmente evitando di rimorchiare direttamente l'imbarcazione in avaria.

Il lavoro di ricerca condotto nell'ambito dell'iniziativa SHIPARRESTOR è stato incentrato sullo studio dei materiali al fine di ridurre il peso dell'ancora, su simulazioni delle interazioni tra i corpi galleggianti in condizioni atmosferiche avverse e su prove in scala, preceduti dall'analisi della letteratura pertinente e da interviste rivolte alle squadre di salvataggio. Dopo aver selezionato i materiali e le dimensioni adeguati, gli scienziati hanno condotto prove in scala reale nel mare di Barents su un'unità completa progettata per il trasporto in elicottero grazie ai quali si è giunti alla convalida del prototipo, seguita da ulteriori test simili eseguiti con l'utilizzo di materiali diversi. Entrambi i tipi di sperimentazione hanno dimostrato tutti gli elementi del sistema con risultati positivi.

Una volta ottenuta la convalida industriale, sarà possibile commercializzare l'ancora e il connettore sia in modo separato sia in modo congiunto. Il mercato attuale rappresenta una nicchia specializzata formata dagli enti governativi europei che lascia pertanto poco spazio allo sviluppo del potenziale di tali prodotti. I ricercatori sperano tuttavia di riuscire a persuadere l'autorità dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO) a sancire l'obbligo per talune imbarcazioni di dotarsi del sistema a bordo, consentendo così al mercato potenziale di conoscere uno sviluppo mille volte più grande di quello attuale.

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