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FP7

CETIEB — Risultato in breve

Project ID: 285623
Finanziato nell'ambito di: FP7-ENVIRONMENT
Paese: Germania

Migliorare i climi interni negli edifici ristrutturati

Gli europei trascorrono al chiuso oltre il 90 % del tempo, che sia dedicato al lavoro, alla distensione o ai viaggi. Sia per motivi di salute che di benessere, è importante che questi ambienti siano monitorati e controllati in modo efficiente in termini di costi e di energia.
Migliorare i climi interni negli edifici ristrutturati
La riqualificazione finalizzata ad aumentare le prestazioni energetiche degli edifici ha condotto a involucri edilizi a tenuta, e potrebbe portare a tassi di ventilazione inferiori al necessario, con la conseguenza frequente di una degradazione della qualità dell’ambiente interno. Il progetto CETIEB (Cost-Effective Tools for Better Indoor Environment in Retrofitted Energy Efficient Buildings), finanziato dall’UE, ha affrontato la questione, sviluppando soluzioni di monitoraggio intelligenti, nonché forme attive e passive per migliorare i climi interni.

In primo luogo, il team ha identificato i pertinenti parametri di qualità dell’ambiente interno, l’impatto degli edifici ristrutturati, le attuali lacune normative e le strategie per migliorare gli ambienti interni. Le conclusioni sono state sintetizzate in linee guida e diffuse presso il pubblico; sono anche disponibili sul sito web CETIEB.

Il monitoraggio e il controllo dell’ambiente interno

È stata sviluppata e valutata una serie di sistemi di monitoraggio di semplice uso, tra cui sensori avanzati per rilevare composti organici volatili e luce, accanto a un sistema a infrarossi per monitorare la temperatura e i flussi di energia, nonché sensori commerciali per il biossido di carbonio, la luce ultravioletta e la velocità dell’aria. È stato anche sviluppato un middleware che consente agli utilizzatori di monitorare e controllare l’ambiente interno e che sarà venduto alle aziende HVAC (riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria).

Un sensore avanzato aumenta la precisione

Una tecnologia particolarmente promettente consiste in un avanzato sensore VOC spettrometrico a IR, in grado di rilevare i composti organici volatili (VOC) al livello di 2 ppm. Anche se la sua sensibilità non equivale alle serie di sensori Total VOC MOX, il nuovo sensore presenta il vantaggio di avvalersi dello spettro, per distinguere agevolmente tra diverse sostanze.

“I sensori VOC esistenti sono sensibili, ma non consentono di sapere la causa dell’inquinamento negli ambienti chiusi; con il nostro sensore, è possibile identificarla con chiarezza,” spiega il dott. Jürgen Frick, coordinatore del progetto e direttore dell’Unità energia, clima e comfort presso l’Università di Stoccarda.

Il sensore potrebbe essere impiegato in applicazioni legate alla medicina e alla sicurezza, e viene già fornito su base OEM a varie aziende. È un microspettrometro compatto, basato su un rilevatore con filtro Fabry-Pérot MEMS (sistema microelettromeccanico) integrato su un chip; risulta meno costoso dei sistemi attuali.

Conservazione del conforto termico

È innovativo anche il sistema di comfort termico a infrarossi che è stato sviluppato. Normalmente, i sensori termici sono presenti solo nei muri e forniscono un raggio di copertura limitato. Il sistema a infrarossi, invece, esegue una scansione dell’intero locale, compresi muri e pavimenti, valutando il comfort termico di diverse zone del locale stesso. Ad esempio, è in grado di indicare gli effetti della luce solare in arrivo, che potrebbe elevare la temperatura in una porzione soltanto di un locale, oppure le differenze tra il livello di comfort di un insegnante (tendenzialmente in piedi e più attivo) e un allievo (seduto e più passivo). Nei test, il sistema ha realizzato risparmi di energia del 15 %. I suoi sviluppatori dell’Università Politecnica delle Marche ad Ancona hanno presentato la domanda di brevetto e stanno pianificando l’avvio di una società di derivazione accademica.

Nuovi sistemi di isolamento e filtraggio

CETIEB ha anche sviluppato un sistema di intonacatura passivo (Passive Plaster System), costituito da tre strati sovrapposti, il quale riduce le variazioni della temperatura e dell’umidità all’interno e, tramite attività fotocatalitica, elimina gli inquinanti dell’aria interna. Si prospetta particolarmente promettente la malta isolante, il primo strato funzionale del sistema integralmente minerale. Un ulteriore sviluppo successivo al progetto è riuscito a raggiungere una conducibilità termica di 0,060 W/(mK) rispetto a 0,066 W/(mK) degli intonaci tradizionali contenenti polistirene. Schwenk Putztechnik GmbH & Co. KG, lo sviluppatore dello strato isolante, intende lanciare prodotti basati sullo strato stesso in Svizzera e in Germania.

Uno dei sistemi di controllo attivo sviluppati è un prototipo di biofiltro dell’aria che filtra, pulisce, umidifica e ossigena l’aria, che viene attratta attraverso di esso, riducendo fino al 50 % le concentrazioni di VOC.

CETIEB ci ha avvicinato ulteriormente alla realizzazione di edifici a energia quasi zero, migliorando al contempo la salute e il benessere degli europei all’interno di tali spazi. In definitiva, darà un impulso alla produttività e ridurrà i congedi per malattia, le spese mediche e l’esposizione a potenziali responsabilità.

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Keywords

CETIEB, efficienza energetica, edifici, VOC, isolamento, ambiente interno, salute