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FP7

RAPSODI — Risultato in breve

Project ID: 223341
Finanziato nell'ambito di: FP7-HEALTH

Un vaccino per controllare la diffusione della leishmaniosi

Un'iniziativa internazionale ha identificato il possibile vaccino peptidico più adatto per contrastare il parassita Leishmania. Combinato con test di nuova concezione, la standardizzazione dei protocolli e i marcatori di stratificazione della malattia, questo vaccino dovrebbe permettere di controllare la diffusione della malattia.
Un vaccino per controllare la diffusione della leishmaniosi
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), questa malattia parassitica sta riemergendo e minaccia milioni di persone nei paesi in via di sviluppo. Un vaccino contro la Leishmania è stato proposto come la misura più efficace e più economica contro questo problema.

Numerosi studi hanno lavorato per identificare gli antigeni della Leishmania come possibili vaccini soprattutto in modelli di ratti. Il progetto RAPSODI , finanziato dall'UE, ha cercato di sviluppare un possibile vaccino umano contro tutte o quasi tutte le specie di Leishmania che provocano i diversi fenotipi clinici. Un altro obiettivo era lo sviluppo di test per eseguire lo screening delle persone in relazione all'immunità contro la Leishmania e di una firma del marcatore per la valutazione della suscettibilità genetica.

Il lavoro precedente svolto dai partner del consorzio ha permesso di sviluppare un vaccino canino efficiente basato su LiESAp, un antigene secreto ottenuto da una coltura di supernatanti del Leishmania infantum. Nel corso del progetto RAPSODI, gli scienziati hanno lavorato per definire gli ingredienti attivi da utilizzare nel vaccino ad uso umano e, poiché la proteina ricombinante (nsLaPSA) si è dimostrata non conveniente dal punto di vista economico, hanno deciso di utilizzare alcuni dei peptidi (spPSA) della proteina. Vari peptidi sono quindi stati designati e selezionati in varie combinazioni, per valutarne l'efficacia sulle cellule umane.

Grazie alla profilazione trascrizionale è stato possibile selezionare 35 marcatori genetici che potrebbero essere utilizzati per diagnosticare gli specifici fenotipi dell'infezione. Questi marcatori hanno mostrato di essere coinvolti nelle interazioni tra ospite e patogeno associate alla resistenza o alla suscettibilità verso l'infezione naturale della Leishmania. La loro integrazione in un chip genetico potrebbe quindi servire per eseguire lo screening della popolazione vaccinata nei test clinici e fornire importanti dati epidemiologici nelle regioni endemiche.

Nel complesso, gli strumenti, le strategie di vaccinazione e le informazioni raccolte durante il progetto RAPSODI comporteranno grandi vantaggi socioeconomici per i paesi affetti dalla leishmaniosi, perché contribuiranno a mantenere la malattia sotto controllo. La diffusione a livello globale delle tecniche sviluppate e dei protocolli standardizzati aiuterà la comunità scientifica ad adottare una visione comune nella lotta ai problemi posti da questa grave malattia.

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