ETS ha avviato il processo di creazione di una rete di professionisti di teatro della scienza, e chi ha partecipato alla formazione non vede l'ora di servirsene. I festival di teatro della scienza stanno diventando un mezzo importante per riunire i professionisti al fine di dividere le esperienze, assistere alle rappresentazioni reciproche ed iniziare a lavorare insieme.
Il primo festival svedese del teatro della scienza
Grazie al progetto ETS, la Svezia ha ospitato il suo primo festival del teatro della scienza nel dicembre 1998. L'evento è stato organizzato dal Klara Soppteater in collaborazione con l'Università di Stoccolma. Il festival contemplava dieci giornate di lezioni mattutine con gli scienziati, discorsi di vincitori del premio Nobel e, all'ora di pranzo, recite di una serie di compagnie di teatro della scienza. Gli altri partner, Spectrum e Pandemonia, hanno presentato le loro rappresentazioni, come pure Ken Campbell, un attore solista del Regno Unito, e il gruppo italiano Teatrino Clandestino.
In totale i partner hanno presentato dieci delle loro normali opere in diciotto rappresentazioni. Al festival, che ha avuto un forte eco nella stampa, la televisione e la radio, hanno partecipato oltre 1800 persone. Un programma televisivo scientifico ha accompagnato il festival per tutta la settimana.
"Per noi professionisti, il festival è stata l'occasione di precisare il teatro della scienza e di far comprendere al tempo stesso al pubblico svedese di cosa questo teatro si occupa," dichiara Helge Skoog. "Inoltre, al livello locale, abbiamo incrementato i rapporti con la comunità scientifica".
Programmi per il festival di Parigi
Salvatore Giannino, che aveva partecipato al laboratorio ETS di Napoli, sta ora organizzando un workshop che si terrà a Parigi. Sta inoltre programmando un festival di teatro della scienza da tenersi nella primavera del 2000. Giannino possiede un'insolita miscela di competenze, avendo lavorato sia come biologo ricercatore che come attore. Recentemente i suoi interessi si sono spostati alle tecnologie multimediali e ha prodotto un filmato che si avvale della grafica computerizzata in tre dimensioni per fare entrare gli spettatori all'interno di una cellula vivente. Il film è stato proiettato sia alla Cité des Sciences a Parigi che alla Città della Scienza a Napoli.
Giannino vorrebbe combinare le nuove tecnologie multimediali, come gli sportelli interattivi e la realtà virtuale, con il teatro. "E importante che i musei utilizzino queste nuove tecnologie per spiegare la scienza," afferma. Investendo nelle nuove tecnologie, i musei possono inoltre rendere il teatro meno costoso e più efficace: "Utilizzando la videoconferenza, si possono proiettare rappresentazioni in tutto il museo e raggiungere più visitatori".
Usare la rete ETS
Viste le passate esperienze di Giannino, non sorprenderà che il festival nel 2000 accompagni una mostra sui nuovi modi di apprendimento, in cui verranno considerati i rapporti tra uomo e macchina. "Possiamo avvalerci dei collegamenti del laboratorio ETS - la sua rete europea - per organizzare il festival e mostrare le diverse esperienze dei vari centri scientifici," spiega Giannino. "L'idea ci è venuta a Napoli e abbiamo deciso di tentare di organizzare qualcosa insieme." Giannino spera di utilizzare la videoconferenza per arricchire il festival con produzioni di tutta Europa. Ai migliori spettacoli sarà assegnato un premio.