Sensibilizzazione: un approccio dal basso verso l'alto |
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Il metodo EASW® aiuterà a creare un ambiente sociale in cui tutti gli strati della popolazione potranno influire attivamente sullo svolgimento dei cambiamenti tecnologici ed organizzativi in seno alle proprie comunità locali. |
"Il dialogo tra i diversi interessati della comunità locale è parte essenziale della moderna politica ambientale. Abbandonando la consueta pianificazione dall'alto verso il basso, un numero sempre crescente di governi locali tenta di coinvolgere cittadini ed imprese nel processo di generazione delle idee per rendere la propria città più vivibile," afferma Yvonne van Delft. Risorse preziose
In questo approccio dal basso verso l'alto, chi vive e lavora nella comunità locale rappresenta una risorsa che non ha prezzo. La maggior parte dei cittadini ha un legittimo interesse a migliorare la qualità di vita della propria città. La van Delft li considera esperti a pieno titolo, perché conoscono le condizioni locali e sono in grado d'identificare sia le opportunità di cambiamento che i problemi. Inoltre, modificando il loro comportamento, inducono gli altri a cambiare.
"Il metodo dei workshop basati sugli scenari avvierà ed agevolerà un dialogo creativo tra i diversi strati della comunità," spiega la van Delft. "Alla gente piacciono i workshop e li considera un'occasione per esercitare il potere. Le consentono di vedere sotto nuova luce gli appartenenti ad altri gruppi d'interesse e di reperire partner per il lavoro da compiere".
AUn metodo per cambiare
Quando sono stati utilizzati in 12 città nell'ambito del progetto LEC (Local Environment Charters), questi workshop hanno ottenuto secondo la van Delft dei risultati sorprendenti, come per esempio a St. Leonard am Forst, una piccola città austriaca. Nel 1996, la città aveva organizzato un workshop per studiare la possibilità di costruire uno stabilimento alimentato a biomassa. Lo stabilimento è stato poi effettivamente aperto nel mese di marzo 1998.
Rob Bilderbeek, già appartenente alla TNO (Netherlands Organisation of Applied Scientific Research) e ora in forza alla Dialogic, spiega che il progetto EASW® ha comportato miglioramenti significativi ad altre iniziative: "Nel corso del proprio workshop, Deventer (Paesi Bassi) ha adottato un piano per l'ambiente il cui primo risultato è stata la creazione di una zona residenziale sostenibile nei dintorni della città".
Modello FLEXIMODO per uno sviluppo sostenibile | C'è bisogno di nuovi scenari
"Ma nel corso di questo lavoro abbiamo anche notato che gli scenari esistenti non contemplavano tutti i bisogni delle città. Essi riguardavano solo l'ecologia urbana, mentre altri mancavano. Oltre a quelli ambientali, i partecipanti ai workshop desideravano esaminare anche gli aspetti sociali ed economici della sostenibilità," spiega la van Delft.
La struttura del workshop è abbastanza flessibile e può essere usata per trattare argomenti diversi, purché i relativi scenari siano disponibili. "Gli osservatori nazionali in Europa avrebbero potuto iniziare ad adattare gli scenari per trattare argomenti differenti, come il recupero urbano e la mobilità. In questo modo, senza nemmeno rendersene conto, avrebbero raddoppiato il loro lavoro," dice la van Delft. Poiché per ogni città che usa il metodo sarebbe una perdita di tempo e di energie inventare i propri scenari, l'IIUE (International Institute for Urban Environment) ha avviato con gli altri quattro partner il progetto FLEXIMODO.
FLEXIMODO colma le lacune
I nuovi scenari concepiti dal progetto FLEXIMODO riguardano la mobilità, l'informazione e la comunicazione, e il recupero del tessuto urbano. Essi aumentano la documentazione EASW® esistente sull'ecologia nelle città, contribuendo ad agevolare la consultazione pubblica sui temi pertinenti ai tre fattori fondamentali per uno sviluppo sostenibile: sostenibilità ecologica, coesione sociale e accessibilità. |