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Riconcepire il mondo delle donne affette da disabilità grazie al loro stesso aiuto

Sebbene un cittadino dell’UE su sei sia affetto da disabilità, sono in molti a restare invisibili in quanto privi di accesso a istruzione, cultura, occupazione e trasporti pubblici. RISEWISE ha offerto alle donne con disabilità una piattaforma e strumenti per migliorare la loro situazione.

Società

La disabilità, sia essa ereditata o acquisita attraverso malattia, età o infortunio, spesso riduce la possibilità di svolgere attività e limita la partecipazione. Può infatti diminuire le opzioni per quanto concerne la disponibilità di trasporti, l’accesso agli edifici, la formazione e l’occupazione, restringendo al contempo le opportunità di usufruire di attività culturali e sociali. Una ricerca suggerisce che le donne affrontano più spesso situazioni di isolamento e condizioni di stigmatizzazione rispetto agli uomini. Il progetto RISEWISE, intrapreso grazie al supporto del programma di azioni Marie Skłodowska-Curie, è stato incentivato dai dati raccolti da Eurostat, che sottolineano gli evidenti svantaggi, in particolare nell’ambito del mercato del lavoro, subiti dalle donne affette da disabilità. La ricerca sociale di RISEWISE, realizzata congiuntamente ad alcune donne con disabilità, ha portato ad azioni condivise quali la fondazione di RISEWISESPECIAL, una ONG che promuove opportunità a livello sportivo per le donne affette da disabilità. «La disabilità viene tuttora solitamente medicalizzata, trascurando le esperienze vissute dalle donne che ne sono affette. Abbiamo messo queste donne al centro del nostro progetto non per curarle o assisterle, ma per ascoltarle», spiega la coordinatrice del progetto, Cinzia Leone dell’Università di Genova, l’ente che ha ospitato RISEWISESPECIAL. Nel 2017, Leone ha tenuto un discorso dinanzi al Parlamento italiano sulle donne con disabilità e il mercato del lavoro. La relazione finale di RISEWISE fornisce raccomandazioni specifiche in merito alle migliori pratiche da adottare, tra cui la necessità di una maggiore partecipazione da parte delle donne affette da disabilità alla vita pubblica.

Un’analisi olistica

L’obiettivo della metodologia partecipativa a 360 gradi di RISEWISE era quello di comprendere meglio le esigenze della persona nella sua interezza, piuttosto che quelle determinate dalla disabilità. Nell’ambito dei flussi di lavoro il 25 % dei partecipanti era costituito da donne con disabilità, che hanno aiutato a decidere quali contenuti includere nel progetto. «Abbiamo appreso informazioni sulle esperienze quotidiane e all’ambiente di vita di queste donne, approfondendo diversi temi in diversi contesti, da un punto di vista multidisciplinare», afferma Leone. I 16 partner, appartenenti al settore privato, alle ONG e al mondo accademico, provenivano da nazioni di tutta Europa, quali Austria, Spagna, Italia, Portogallo, Slovenia, Svezia e Turchia. Per individuare i settori di intervento, RISEWISE ha analizzato una serie di argomenti, tra cui: integrazione sociale; opportunità di istruzione; aspetti normativi e il mercato del lavoro; metodi per l’emancipazione; stigmatizzazione e violenza; accessibilità degli strumenti digitali negli spazi pubblici; metodi di progettazione architettonica. I risultati sono stati di ampio respiro. Ad esempio, mediante l’impiego di Telegram i ricercatori hanno sviluppato un chatbot che si basa sull’apprendimento cooperativo per aiutare le persone affette da disabilità a farsi strada nelle città. Annalisa Bovone, una delle ricercatrici, è stata insignita del premio Marisa Bellisario, simbolicamente rappresentato da una mela d’oro, per il proprio lavoro ed è per questo stata ricevuta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Politiche inclusive e non discriminatorie

Circa 80 milioni di cittadini dell’UE vivono con una disabilità di qualche tipo e si prevede che questo numero aumenti nel futuro. Secondo le stime dell’OMS, «il 15 % della popolazione mondiale vive con una qualche disabilità e una percentuale compresa tra il 2 e il 4 % di tali soggetti affronta notevoli difficoltà funzionali». La Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 dell’UE ha l’obiettivo di attuare la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CDPD) delle Nazioni Unite, che è entrata in vigore nel 2008 e vede la partecipazione dell’UE e dei suoi Stati membri. La strategia si impegna per l’inclusione sociale, puntando alla realizzazione di pari diritti, opportunità e libertà, e per la protezione dalla discriminazione, indipendentemente dall’età e dal sesso. RISEWISE ha contribuito a questi sforzi fornendo alle persone con disabilità un forum per esprimere le proprie preoccupazioni e sviluppando al contempo soluzioni per affrontare le sfide attuali. Il lavoro svolto nell’ambito del progetto ha alimentato direttamente i contenuti di formazione per le responsabilità sociali presso l’Ulysseus European University, mentre sono in corso attività di ricerca su questioni quali la progettazione degli spazi urbani e l’adozione della realtà virtuale nella vita quotidiana.

Parole chiave

RISEWISE, disabilità, accesso, partecipazione, donne, occupazione, trasporti, diritti, integrazione sociale, stigmatizzazione, strumenti digitali, lavoro

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