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Il Parlamento europeo ribadisce la necessità di stanziare 16.300 MECU per il Quinto programma quadro

Prima di procedere all'adozione formale del Quinto programma quadro di RST occorre trovare una soluzione per il disavanzo di 2.300 MECU, pari ad un ottavo circa dello stanziamento globale. La differenza è stata confermata quando il Parlamento europeo ha seguito il parere del C...
Prima di procedere all'adozione formale del Quinto programma quadro di RST occorre trovare una soluzione per il disavanzo di 2.300 MECU, pari ad un ottavo circa dello stanziamento globale. La differenza è stata confermata quando il Parlamento europeo ha seguito il parere del Comitato della ricerca, respingendo in seconda lettura della proposta del 17 giugno 1998 di accettare la riduzione della dotazione del programma in linea con la proposta dei Ministri della ricerca dell'UE. La divisione tra, da un lato, il Parlamento e la Commissione, entrambi a favore di uno stanziamento di 16.300 MECU ed il Consiglio d'altro lato, che ha potuto attribuire soltanto 14.000 MECU dev'essere risolta tramite trattative conciliatorie che saranno probabilmente avviate dopo l'estate. Una procedura di questo tipo lascerà ai negoziatori del Parlamento e del Consiglio appena sei settimane per raggiungere, in merito al programma, un accordo che dovrà essere confermato dalle due istituzioni entro altre sei settimane.

La seconda lettura del Parlamento contiene circa 35 emendamenti alla posizione comune del Consiglio concordata il 12 febbraio 1998. Oltre a quelli relativi al bilancio, diversi di questi riflettono le perplessità del Parlamento riguardo all'attuazione del programma. Altri si riferiscono a particolari campi della ricerca, per i quali il Parlamento vorrebbe vedere gli sforzi di ricerca più specificatamente orientati nell'ambito dei programmi tematici.

Intervenendo nel dibattito in occasione della seconda lettura il Commissario della ricerca ed innovazione Edith Cresson ha espresso la gratitudine della Commissione per l'appoggio deciso dato dal Comitato della ricerca alla proposta originale di attribuzione di 16.300 MECU. Come ha sottolineato, la dotazione approvata dal Consiglio non è accettabile, poiché si traduce in una riduzione della spesa in termini reali. Ha poi messo in rilievo che il valore della ricerca in Europa risalta nelle informazioni di ogni giorno ed ha poi assicurato agli europarlamentari che la Commissione avrebbe sostenuto il Parlamento nella fase di conciliazione volta ad evitare una riduzione della spesa dell'Unione europea nel campo della ricerca.

Commentando gli emendamenti, il Commissario ha affermato che il Parlamento sarebbe stato maggiormente coinvolto nell'attuazione del programma che in passato. Sugli emendamenti non finanziari, tuttavia, ha espresso l'opinione che la posizione comune prendesse già in considerazione gran parte degli emendamenti espressi dal Parlamento in prima lettura ed ha dichiarato che la Commissione non intendeva sostenerli. La sua posizione in merito riflette in parte le difficoltà del Consiglio a raggiungere un'unanimità; perché si raggiunge un accordo sul programma quanto prima sarebbe opportuno evitare di riaprire la discussione su altri aspetti del testo.

Le cifre della dotazione (in MECU) adottate dal Parlamento in seconda lettura sono:

- programmi tematici (prima attività): 12.000
. qualità della vita e gestione delle risorse vitali: 3.250
. società dell'informazione di facile uso: 3.750
. crescita competitiva e sostenibile: 2.630
. energia, ambiente e sviluppo sostenibile:
. ambiente e sviluppo sostenibile: 1.185
. energia: 1.185

- cooperazione internazionale (seconda attività): 500
- innovazione e PMI (terza attività): 420
- risolse umane (quarta attività): 1.320
- Centro comune di ricerca (iniziative dirette): 800

- IMPORTO MASSIMO COMPLESSIVO: 15.040

Il totale di 16.300 MECU è il risultato della somma di tale importo e di 1.260 MECU destinati ad iniziative di ricerca nucleare nell'ambito del Programma quadro Euratom. Il programma quadro Euratom è adottato sulla base di una procedura separata, sulla quale il Parlamento ha meno influenza ed il Consiglio ha raggiunto un accordo in merito il 12 febbraio 1998, contemporaneamente alla posizione comune sul Quinto programma quadro.

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