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Gli esperti etici mettono in guardia contro una proibizione aprioristica della ricerca che implica la distruzione di embrioni umani

Secondo il gruppo europeo di etica nella scienza e nelle nuove tecnologie (EGE) la Commissione europea non dovrebbe vietare completamente il finanziamento di qualsiasi ricerca sull'embrione umano che abbia per effetto la distruzione di questo. La posizione segue il voto del Pa...
Secondo il gruppo europeo di etica nella scienza e nelle nuove tecnologie (EGE) la Commissione europea non dovrebbe vietare completamente il finanziamento di qualsiasi ricerca sull'embrione umano che abbia per effetto la distruzione di questo. La posizione segue il voto del Parlamento europeo a favore dell'esclusione di tale tipo di ricerca dai finanziamenti e la conseguente richiesta di parere professionale dell'EGE sul tema da parte della Commissione europea.

Il gruppo ha assunto questa posizione perché, afferma "la distinzione che si potrebbe fare tra la ricerca che implica la distruzione dell'embrione e la ricerca che permetterebbe all'embrione di continuare a svilupparsi completamente sarebbe artificiale".

"Considerando le conoscenze attuali e le nuove tecniche, il fatto di impiantare in un utero femminile un embrione che sia stato preventivamente oggetto di ricerche e che, di conseguenza, potrebbe essere stati danneggiato, costituirebbe un rischio inaccettabile. L'emendamento in questione propone peraltro di non finanziare i progetti di ricerca, a livello europeo, che risultino in definitiva nella distruzione dell'embrione , cosicché, in pratica, include in pratica tutta la ricerca sugli embrioni umani ."

L'EGE prosegue, concludendo che il finanziamento comunitario "non dovrebbe escludere a priori la ricerca sull'embrione umano". Questa, afferma, "è oggetto di scelte etiche diverse in diversi paesi".

Per giustificare il proprio invito l'EGE ha pubblicato il testo del suo parere in cui illustra le basi scientifiche, legali ed etiche della ricerca sull'embrione umano. Il gruppo esprime inoltre alcune raccomandazioni relative alla politica di ricerca futura nell'Unione europea.

La legislazione in materia presenta grandi differenze tra i vari paesi dell'Unione europea. La ricerca risultante nella distruzione degli embrioni umani è ad esempio proibita dalla legge in Germania, Austria ed Irlanda, ma permessa, a certe condizioni, in Danimarca, Regno Unito, Spagna e Svezia. Pertanto la relazione dell'EGE afferma che "non sarebbe appropriato imporre un unico codice morale".

Esso difende invece il ricorso a controlli severi, raccomandando di porre sotto il controllo dello Stato la ricerca sull'embrione umano, indipendentemente dal fatto che i progetti siano attuati dal settore privato o pubblico. L'EGE suggerisce che questo potrebbe contribuire a ridurre al minimo di rischi di sperimentazione arbitraria.

L'EGE afferma che è urgente allargare il dibattito.

Nell'ambito del Quinto programma quadro non sarà finanziata la ricerca sull'embrione umano che possa risultare nella clonazione di persone o alteri il loro patrimonio genetico.