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Elogio alla Commissione per l'eccellente lavoro analitico

Secondo il Comitato economico e sociale (CES), nell'affrontare le sfide dell'ampliamento presentate dai paesi candidati dell'Europa centrale ed orientale (PECO) in materia di aria, rifiuti, controllo dell'inquinamento industriale e gestione dei rischi, nonché sicurezza nuclear...
Secondo il Comitato economico e sociale (CES), nell'affrontare le sfide dell'ampliamento presentate dai paesi candidati dell'Europa centrale ed orientale (PECO) in materia di aria, rifiuti, controllo dell'inquinamento industriale e gestione dei rischi, nonché sicurezza nucleare, la Commissione ha svolto un eccelso lavoro analitico ed una meticolosa preparazione.

Nel maggio 1998 la Commissione si è rivolta al CES per avere un parere sulla comunicazione relativa alle strategie di accesso, in materia ambientale.

La comunicazione cerca di definire le principali sfide ambientali che si presentano all'adesione dei PECO all'UE e di sviluppare una strategia possibile per affrontarle.

Due sono le principali sfide orizzontali individuate, ovvero gli aspetti legislativo e istituzionale, e cinque di natura settoriale: aria, rifiuti, controllo dell'inquinamento industriale e gestione dei rischi, nonché sicurezza nucleare. In ultimo, mette in risalto gli ingenti investimenti necessari per ciascun cambiamento.

Il CES approva l'approccio per paese, nel verificare la conformità agli acquis comunitari, come proposto dalla Commissione europea, che si basa, secondo il Comitato, su un eccellente lavoro analitico e su una meticolosa preparazione da parte della Commissione.

Le strategie di pre-adesione così separate dovrebbero rendere possibile definire le priorità per ciascun paese, in linea con la propria situazione particolare, garantendo così che risorse e preparazione tecnica siano adeguate.

Nell'interesse di una maggiore efficacia, il CES reputa che i nuovi investimenti produttivi nei paesi candidati debbano essere conformi agli acquis ambientali esistenti, anche se in tali paesi non siano, al momento, vincolanti. Ciò assumerebbe la forma di una raccomandazione non coercitiva.

Il CES ritiene che l'applicazione degli acquis ambientali possa inoltre essere fonte di creazione di benessere ed occupazione nei paesi candidati, a condizione che venga mobilitata l'industria locale e possa essere utilizzata ogniqualvolta possibile per produrre ed impiantare gli impianti necessari. Per tale ragione, il CES richiede alla Commissione di realizzare uno studio specifico, analizzando, per ciascun paese candidato, le strutture tecnologiche disponibili, la capacità produttiva degli impianti ed il livello di formazione di tecnici ed operai che svolgono tali mansioni.

In fine, il CES fa presente la necessità di rafforzare le misure preparatorie nazionali tra regionali, tra i paesi candidati in aree quali la gestione delle reti fluviali, il controllo dell'inquinamento transfrontaliero, la gestione dei rischi e le concentrazioni industriali nei pressi dei confini, i piani di formazione e di sensibilizzazione rivolti a imprenditori, operai e gente comune.