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Informazioni di prima mano sul comportamento naturale dei guidatori

La dott.ssa Nicole van Nes, coordinatrice del progetto UDRIVE, spiega in dettaglio gli obiettivi, i vantaggi e i risultati ottenuti finora.
Informazioni di prima mano sul comportamento naturale dei guidatori
Il Naturalistic Driving è un approccio relativamente nuovo per il monitoraggio dei guidatori, nel quale le informazioni sui viaggi quotidiani di un volontario vengono registrate e raccolte in maniera discreta, priva di controllo sperimentale. Il progetto UNDRIVE sta raccogliendo dati di questo tipo allo scopo di rendere le strade europee più sicure e più sostenibili.

Benché il numero di morti sulle strade in Europa sia già sceso del 22 % dal 2010, le deludenti prestazioni registrate nel 2014 sono un segno evidente che c’è un enorme bisogno di soluzioni innovative per migliorare la sicurezza sulle nostre strade. Finora sono stati presi provvedimenti sulla base di cose come simulazioni, sondaggi, analisi di statistiche sull’argomento, campagne di prevenzione, autovelox o maggiori controlli da parte della polizia. Sappiamo però davvero cosa succede dietro al volante e come possiamo prevenirlo?

Secondo il team di UDRIVE (“eUropean naturalistic Driving and Riding for Infrastructure & Vehicle safety and Environment”) la risposa è no. Le attuali informazioni sul comportamento degli automobilisti sono spesso alterate dalla natura dei dati raccolti, che non riflettono il comportamento naturale di guida dei cittadini europei.

Dal 2012 il consorzio, che conta 19 membri e comprende università, istituti di ricerca sui trasporti, la FIA e la casa automobilistica Volvo, ha gestito il primo esperimento di Naturalistic Driving mai fatto in Europa. Guidatori volontari di auto, camion e moto di sette paesi hanno accettato di attrezzare le proprie vetture con videocamere e trasmettitori di dati. Questi dispositivi permetteranno ai ricercatori di quantificare il rischio di comportamenti pericolosi, monitorare il comportamento degli utenti per quanto riguarda i livelli di emissioni, il consumo di carburante e i fattori ambientali e identificare nuove misure per rendere il sistema stradale europeo più sicuro e più sostenibile.

La dott.ssa Nicole van Nes, project leader per un’automazione sicura di strade e veicoli presso SWOV e coordinatrice di UDRIVE, spiega gli obiettivi del progetto, i vantaggi e i risultati ottenuti finora.

Il progetto desidera contribuire alla riduzione del numero di incidenti stradali in Europa. In che modo?

L’obiettivo del progetto UDRIVE è raccogliere informazioni sui comportamenti di guida quotidiani sulle strade europee, in un contesto reale. Dati CAN, dati cinematici, immagini catturate da 5-8 videocamere e informazioni provenienti da una videocamera intelligente sono raccolte continuamente in auto, camion e scooter e questo ci dà una buona panoramica di cosa succede dentro e fuori questi veicoli. Tenendo conto delle statistiche, probabilmente registreremo un numero di incidenti o di incidenti sfiorati e questi dati ci daranno informazioni concrete sulle cause degli incidenti.

Su che tipo di dati vi concentrate e come li usate?

Con le nostre registrazioni, possiamo identificare i fattori di rischio e analizzare le conseguenze di comportamenti come l’invio di messaggi. L'interesse sarà rivolto anche a distrazione e disattenzione, interazione con i pedoni e i ciclisti e comportamenti dei guidatori di scooter.
Questi dati costituiscono il modo più preciso in cui possiamo esaminare il comportamento del guidatore in condizioni reali di traffico. Possiamo monitorare l’uso di sistemi di bordo o di telefoni cellulari in termini di frequenza, durata e situazione del traffico. L’impatto di tali distrazioni si può constatare anche esaminando i cambiamenti relativi in termini di velocità, posizione sulla carreggiata e posizione dello sguardo, che sono fondamentali per una guida sicura. Poiché inoltre i dati registrati dalle videocamere forniscono una buona visione d’insieme di cosa succede intorno al veicolo, questo ci permette di studiare il modo in cui il guidatore interagisce con pedoni e ciclisti: Quando vengono riconosciuti e come reagisce il guidatore in termini di velocità.
Infine, oltre alla sicurezza stradale, i dati sono usati anche per studiare la guida ecologica e potrebbero essere impiegati in altri settori come la gestione del traffico e le questioni relative alle infrastrutture.

Quali sono stati i criteri principali con cui avete scelto i luoghi in cui condurre gli esperimenti?

I sette siti sono stati scelti in modo da avere una buona rappresentazione dell’Europa: nord, sud, est e ovest. Inoltre, i paesi selezionati variano per quanto riguarda il livello di sicurezza stradale: paesi con livelli di sicurezza stradale alti, medi o bassi.

È stato facile trovare i volontari?

Si e no. Ci sono molti volontari interessati a partecipare allo studio, quindi in questo senso non è difficile trovare volontari. Il modo in cui è impostato lo studio però richiede requisiti specifici ai suoi partecipanti, come la marca e il modello dell’auto. Solo un numero limitato di persone soddisfa i criteri di selezione, il che rende più difficile trovare volontari adatti.

Quali sono secondo lei i principali vantaggi di questo tipo di studio?

Tradizionalmente la ricerca sulla sicurezza stradale ha usato simulatori di guida, veicoli attrezzati, autovalutazioni, analisi delle statistiche d’incidente e, sempre di più, studi approfonditi degli incidenti. Questi metodi hanno dato un grande contributo alla comprensione del comportamento dell’utente della strada.
Ogni metodo però ha i suoi limiti. I risultati ottenuti tramite i simulatori di guida possono non essere sempre facili da trasferire a situazioni reali, specialmente nei simulatori semplici e statici. Negli studi con veicoli forniti di strumenti, d’altra parte, i soggetti guidano in ambienti di traffico reali ma in un veicolo speciale, pieno di attrezzature, in genere con uno sperimentatore a bordo. Questo rende i soggetti consapevoli di stare partecipando a un esperimento e di conseguenza può influenzare il loro comportamento di guida. In entrambi i casi, sarà difficile osservare incidenti o incidenti sfiorati reali. I risultati delle autovalutazioni possono essere inficiati da risposte socialmente desiderabili e da limiti di percezione e di memoria. I dati sugli incidenti sono oggettivi ma in genere insufficienti quando si tratta di dare spiegazioni adeguate. Infine le analisi approfondite degli incidenti forniscono preziose informazioni aggiuntive su come e perché è successo un incidente, ma si basano solo su informazioni raccolte dopo l’incidente, con una prospettiva successiva ai fatti da parte delle persone coinvolte e dei testimoni.
Con le osservazioni di Naturalistic Driving, i guidatori sono osservati in condizioni reali, continuamente e non si chiede loro di fare niente di specifico. Si tratta di capire il comportamento normale nel traffico in situazioni quotidiane di traffico normale. Non c’è un osservatore o un intervento sperimentale, ma possiamo comunque osservare i conflitti, gli incidenti sfiorati o magari anche gli incidenti, senza i pregiudizi dei rapporti fatti successivamente ai fatti. È molto più accurato.

I partecipanti però sanno di essere monitorati. Non temete che questo possa cambiare il loro comportamento sulla strada?

Dalla nostra esperienza con questo metodo su una scala più piccola in Europa e su scala più grande negli Stati Uniti, sappiamo che le persone dimenticano di essere osservate dopo circa una settimana. Si vede dal loro comportamento: fanno cose che una persona che sa di essere osservata non farebbe, come mettersi le mani nel naso per esempio. Inoltre, abbiamo interrogato i nostri partecipanti in uno studio precedente a questo riguardo e hanno riferito di aver dimenticato le attrezzature molto velocemente e di aver cominciato a comportarsi normalmente.

Cosa avete imparato finora dalla vostra ricerca?

Stiamo appena cominciando la raccolta dei dati, quindi è ancora troppo presto per dirlo.

Quali sono i prossimi passi del progetto e dopo il suo completamento?

Prima dell'estate, tutti i veicoli dovrebbero essere sulle strade a raccogliere dati. Il prossimo passo sarà prepararsi per l’analisi. Stiamo sviluppando strumenti per accedere ai dati, per fare selezioni appropriate e per annotare i dati video. Partner diversi svolgeranno analisi sugli argomenti principali: fattori che causano gli incidenti e rischi associati, distrazione e disattenzione, utenti della strada vulnerabili e guida ecologica. Inoltre tenteremo di applicare i nostri risultati in quattro settori specifici, e cioè l’identificazione di nuove contromisure promettenti, le potenzialità di semplici DAS per indicatori di monitoraggio delle prestazioni nel tempo, il miglioramento dei modelli di comportamento dei guidatori per la simulazione del trasporto stradale e le possibilità di applicazione commerciale dei dati di ND.
Il progetto non dispone di molto tempo e budget per l’analisi dei dati, ma avrà ancora un grande potenziale dopo la sua conclusione. Uno dei nostri obiettivi è mettere i dati a disposizione per ulteriori analisi, in conformità con i limiti legali ed etici.

Per ulteriori informazioni, visitare:

UDRIVE
http://www.udrive.eu/

Fonte: Sulla base di un’intervista nel numero 42 della rivista research*eu risultati.

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