Servizio Comunitario di Informazione in materia di Ricerca e Sviluppo - CORDIS

CAPS: sfruttare il potere delle TIC per il cambiamento sociale

Marta Arniani di Sigma Orionis, coordinatrice del progetto CAPS2020, illustra il concetto delle piattaforme di sensibilizzazione per la sostenibilità e l’innovazione sociale (CAPS) e la recente conferenza sulle CAPS tenutasi a Bruxelles.
CAPS: sfruttare il potere delle TIC per il cambiamento sociale
Le nuove piattaforme rese possibili dai progressi del settore delle TIC stanno aiutando a guidare l’impegno collettivo per il progresso sociale come mai in precedenza. Stanno guadagnando terreno i progetti open source guidati dalle comunità e di natura spontanea che invitano al cambiamento sociale, e la Commissione europea se ne è accorta. Nel 2013 è stato lanciato un invito specifico nell’ambito del Settimo programma quadro (7° PQ) per sostenere l’emergere di tali piattaforme – conosciute come piattaforme di consapevolezza collettiva per la sostenibilità e l'innovazione sociale (CAPS). Gli inviti delle CAPS continuano nell’ambito di Orizzonte 2020. Inoltre, il progetto CAPS2020, finanziato dall’UE, è stato istituito per aiutare a sfruttare lo slancio del movimento delle CAPS in Europa, in particolare attraverso l’organizzazione di conferenze internazionali annuali.

La più recente di queste conferenze – CAPS2015 – si è tenuta questo mese a Bruxelles. Ha riunito, tra gli altri, 11 progetti che hanno ricevuto fondi nell’ambito delle CAPS. Marta Arniani di Sigma Orionis, coordinatrice del progetto CAPS2020, ha parlato al notiziario CORDIS del concetto di CAPS, dell’importanza dell’evento e dei prossimi passi per CAPS2020.

CAPS sembra coprire un’enorme varietà di progetti e idee. Potrebbe spiegarci cosa significa CAPS per lei?

Ci siamo fatti più o meno la stessa domanda quando preparavamo CAPS2015. È così che ci è venuta l’idea del tema “Responsabilità sociale collegata in rete” per la conferenza: non importa quale sia l’obiettivo specifico delle loro azioni, gli attori sul campo delle CAPS condividono la caratteristica di agire in una rete, usando la tecnologia per dare potere a questa rete e di impegnarsi per il cambiamento sociale. Alla fine, il concetto alla base di CAPS è sviluppare e utilizzare la tecnologia per fini o cause sociali nell’interesse delle persone.

Perché è importante che ci sia un invito specifico per le CAPS nell’ambito di Orizzonte 2020 invece che progetti CAPS per le TIC o per le sfide sociali specifiche cui si rivolgono?

Entrambe le cose sono importanti: CAPS è l’unico bando che si rivolge in modo esplicito alle comunità della società civile e ai cittadini e di conseguenza va oltre i “soliti sospetti” e le grandi forze in gioco. D’altra parte, l’invito CAPS ha dimostrato l’esigenza, e la fattibilità, di questo approccio di “dare potere”, che potrebbe essere attuato anche in qualsiasi altro bando della Commissione europea che contenga aspetti di innovazione sociale. In qualche modo, CAPS è entrato nel sistema senza uscirne, il che è anche più significativo: è così che si cambiano le cose, sporcandosi le mani. Tirare i pomodori non porta da nessuna parte!

È stato difficile cercare di racchiudere tutto quello che le CAPS rappresentano in un programma di due giorni?

È una di quelle sfide piacevoli: da una parte, ha dato a noi e ai progetti CAPS l’opportunità di valutare a che punto siamo con le nostre attività e i messaggi principali che volevamo condividere con i partecipanti. Dall’altra, è stata un’opportunità per entrare in contatto con iniziative esterne come For a do Eixo in Brasile – un’affiliazione di “produttori di cultura” che usano internet per collegare e organizzare nel nome di musica e arte indipendenti e sostenibili. Oltre a questo, abbiamo aperto il programma a progetti esterni mediante un invito aperto. Questo ci ha permesso di includere nel programma argomenti interessanti come MakeSense, che riunisce membri del pubblico e imprenditori sociali per affrontare problemi sociali, e Colombio App, che collega i cittadini ai giornalisti. Come per la prima edizione, abbiamo dato ai partecipanti anche l’opportunità di presentare i loro progetti nel Forum delle idee.

Quali sono secondo lei i principali risultati della conferenza?

In generale è stata un’ottima occasione per vedere i risultati della prima fase dei progetti CAPS, per scambiare idee e per mettersi in contatto con nuovi attori (c’erano molte facce nuove, il che è un segno che la comunità si sta allargando).
In termini di contenuto, c’era un desiderio generale ad andare oltre l’entusiasmo e condividere e imparare migliori pratiche. La co-progettazione e la progettazione in generale sono emerse come fattori importanti per l’impatto e l’efficacia di tali iniziative: parliamo qui di “come” raggiungere obiettivi comuni insieme invece di dare per scontata una visione dell’impegno meccanica e incentrata sulla tecnologia. È per questo che argomenti come la democrazia e l’intelligenza collettiva sono stati al centro del dibattito, insieme al bisogno di ripensare alla sovranità dei cittadini sui loro dati e sulla loro privacy e organizzare strutture decentralizzate.

Il progetto CAPS2020 si conclude ad agosto e Marta e il resto del team si stanno occupando della relazione sull’evento CAPS2015 e sulle altre attività del progetto degli ultimi due anni – tra cui il suo fondamentale contributo al primo manuale per le CAPS che è stato pubblicato l’anno scorso.

Il prossimo invito per le CAPS è previsto nella primavera del 2016.

Per ulteriori informazioni, visitare:

CAPS2020
http://caps2020.eu/

Fonte: Basato sulla copertura di un evento a CAPS2015 e un'intervista con Marta Arniani di Sigma Orionis.

Informazioni correlate