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Ricercatori H2020 annunciano un’altra importante svolta 5G

Il progetto POINT è riuscito a effettuare la dimostrazione della prima implementazione IP-over-ICN-over-SDN, una nuova architettura che promette un approccio più incentrato sui contenuti per l’Internet del futuro.
Ricercatori H2020 annunciano un’altra importante svolta 5G
“Questa importante svolta è per noi molto stimolante. In soli sei mesi abbiamo sviluppato una dimostrazione davvero unica che è in grado di usare terminali IP standard e tradurre il flusso IP in un’astrazione IP-over-ICN (modello pubblicare/abbonarsi), dove un singolo salto all’interno della rete ICN ha usato commutatori SDN con regole di inoltro preinstallate per i flussi ICN,” ha detto Dirk Trossen, capo scienziato alla InterDigital e direttore tecnico di POINT. Il progetto POINT è iniziato nel gennaio del 2015 ed è supportato dall’UE con 3,5 milioni di euro.

ICN, che sta per Information Centric Network, è stato l’argomento su cui si sono concentrati molti team di ricerca sin dal 2006 per il suo potenziale di rimpiazzare la rete Internet basata su IP che conosciamo. In particolare, ICN consente ai contenuti di essere presi da server e cache multipli, per ottenere risparmi nella fornitura sincrona e quasi sincrona di contenuti popolari, per proteggere il contenuto al posto del terminale, e per consentire agli operatori di applicare regole di ingegneria del traffico.

Tuttavia le condizioni per un simile cambiamento, che includono una pesante standardizzazione, un forte supporto da parte dei portatori di interessi e il fatto che i metodi attuabili per creare un internetwork realmente scalabile di singoli highland ICN non è stato ancora trovato, hanno fatto sorgere dei dubbi sulla sua fattibilità.

Il meglio di entrambi i mondi

Per superare questo ostacolo, POINT prova con un altro approccio. Invece di cercare di sostituire le reti basate su IP (Internet Protocol), il progetto mira a sfruttare il potenziale di innovazione delle applicazioni e delle soluzioni basate su IP, traendo allo stesso tempo beneficio da specifiche soluzioni ICN in termini delle loro possibili migliori prestazioni in confronto alle loro controparti basate su IP. Nel suo nocciolo si trova la domanda fondamentale: Un sistema IP-over-ICN è una soluzione migliore per i servizi basati su IP rispetto a delle reti basate solo su IP?

Un esempio di utilizzo da parte di un cliente nell’opuscolo di presentazione del progetto aiuta a illustrare l’approccio di POINT: John, un prete londinese che desidera mettersi in comunicazione con dei parrocchiani anziani la cui salute non consente loro di andare a messa di persona, vorrebbe installare un servizio di video streaming in diretta. Sfortunatamente la sua larghezza di banda non è abbastanza alta, e i servizi di streaming a pagamento sono troppo costosi. Con riluttanza egli sceglie di usare YouTube nonostante il suo timore di perdere i suoi diritti sui contenuti e invia i dati, consentendo in tal modo a un elevato numero di utenti di vedere il video simultaneamente. Con il software POINT, John avrebbe potuto creare un flusso unicast ricevuto dagli utenti come un flusso multicast, e questo significa che lui non si sarebbe più dovuto preoccupare per la sua larghezza di banda, e avrebbe potuto fare a meno sia dei servizi di streaming a pagamento che di quelli gratuiti.

Anche se il progetto deve fare ancora molto per provare che l’approccio IP-over-ICN supera le reti basate su IP, la dimostrazione effettuata questa settimana all’Università Tecnica di Aquisgrana rappresenta già un grande risultato. Grazie a Blackadder, un’implementazione del nucleo ICN sviluppata dal premiato progetto PURSUIT finanziato dal 7° PQ, i partecipanti sono stati in grado di connettersi a un Network Attachment Point (NAP), ovvero un sistema che esegue la traduzione IP-to-ICN mediante un’astrazione IP-over-ICN e che offre un accesso IP standard mediante Ethernet (server) e Wi-Fi (clienti), per mezzo di una connessione Wi-Fi usando dispositivi quali smartphone, tablet e computer portatili.

POINT si concluderà nel mese di gennaio del 2018, un paio di anni prima dell’atteso lancio dei servizi 5G in Europa. Entro quella data, il team intende effettuare un collaudo su larga scala del suo modello IP-over-ICN su una rete funzionante a Cipro.

Per ulteriori informazioni, visitare:

POINT
www.point-h2020.eu

Fonte: Sulla base di un comunicato stampa diffuso da POINT.

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