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STARDUST presenta delle tecniche per affrontare i detriti spaziali e gli asteroidi

Due prestigiosi riconoscimenti scientifici sono stati recentemente assegnati al team di STARDUST per le loro scoperte fondamentali riguardanti tecniche evolute per monitorare, rimuovere/deviare e sfruttare gli asteroidi e i detriti spaziali.
STARDUST presenta delle tecniche per affrontare i detriti spaziali e gli asteroidi
Gli asteroidi e i detriti spaziali rappresentano un grave pericolo per i beni nello spazio e per quelli terrestri; allo stesso tempo, gli asteroidi rappresentano anche un’opportunità. Negli ultimi anni è diventato chiaro che la crescente quantità di detriti spaziali potrebbe portare a delle conseguenze catastrofiche nell’immediato futuro. Il progetto STARDUST, il primo e l’unico network a fornire una formazione riguardante detriti spaziali e asteroidi, è stato creato per affrontare questo crescente problema.

Il motto di STARDUST afferma che il progetto sta “superando i confini della ricerca spaziale per salvare il nostro futuro”. Potrebbe sembrare un’affermazione audace, ma la comunità scientifica è stata rapida nel dichiararsi d’accordo con essa. Nell’ultimo mese soltanto, al team è stato assegnato il premio Sir Arthur Clarke per Space Achievement in Academic Research/Study, e la giovane ricercatrice di STARDUST Natalia Ortiz Gómez ha ricevuto la quotata borsa di studio Amelia Earhart. Il merito di questi riconoscimenti va al lavoro di ricerca svolto da una rete formata da 15 ricercatori STARDUST, con esperienze pregresse molto diverse che vanno dalla teoria matematica all’implementazione dell’ingegneria pratica, che stanno sviluppando delle tecniche per monitorare, rimuovere/deviare e sfruttare asteroidi e detriti spaziali.

Il coordinatore del progetto Massimiliano Vasile della University of Strathclyde nel Regno Unito offre una panoramica della gamma di risultati della ricerca finora raggiunti, “Il team ha ora sviluppato un nuovo approccio realistico per la deviazione basato su laser e anche nuovi metodi per seguire i detriti spaziali e gli asteroidi usando i radar o le osservazioni ottiche. Noi abbiamo accresciuto la nostra comprensione delle risonanze e del moto potenzialmente caotico dei detriti spaziali in differenti regimi orbitali e abbiamo prodotto delle nuove tecniche di stabilizzazione per i detriti spaziali e nuovi modelli per studiare il moto combinato rotatorio e orbitale dei detriti spaziali.”

Inoltre, in termini di previsione e gestione del rischio, i ricercatori di STARDUST hanno sviluppato delle nuove tecniche per gestire incertezza e rischio quando si deviano gli asteroidi o si rimuovono dei detriti spaziali, hanno raggiunto una migliore comprensione di cosa accade quando questi oggetti entrano nell’atmosfera, e possono prevedere meglio se essi causeranno dei danni al suolo. E ci si aspetta che molte altre scoperte vengano alla luce mentre i ricercatori completano il loro lavoro nel corso del prossimo anno.

Quando si parla di quanto gli elementi della ricerca siano vicini alla maturità, ovvero il loro livello di prontezza tecnologica (TRL), Vasile spiega che il progetto ha adottato una strategia molto calcolata, “Anche se facciamo affidamento su strutture e su una tecnologia di riferimento che si trovano a un livello TRL elevato, fino a 6, per formare i nostri ricercatori, il programma di ricerca di STARDUST mira a sviluppare idee radicalmente nuove. Per questo motivo il livello TRL iniziale della maggior parte delle tecnologie che stiamo sviluppando è di proposito relativamente basso, generalmente TRL2. Nell’ambito di STARDUST l’obbiettivo è quello di portare alcune di queste tecnologie a TRL4, altre a TRL3.”

Con ancora un anno e mezzo davanti, risulta difficile in questa fase prevedere tutti i precisi risultati finali e gli impatti del progetto, anche se è già sicuro che i ricercatori ne usciranno con competenze e conoscenze specialistiche acquisite attraverso il network. Vasile osserva: “Entro la fine del periodo trascorso in STARDUST i ricercatori avranno prodotto importanti risultati in aree fondamentali: evoluzione a lungo termine dell’ambiente spaziale; previsione delle collisioni; rientro e impatti; e tracciamento e monitoraggio.” Molte delle tecnologie in fase di sviluppo verranno anche fatte progredire a sufficienza da essere passate all’Agenzia spaziale europea (ESA) o ai più importanti integratori della piattaforma, come Airbus DS, per un ulteriore sviluppo. Inoltre, verranno resi disponibili alla comunità scientifica degli strumenti software open source per studiare il moto degli asteroidi e dei detriti spaziali e il rischio che essi rappresentano per il nostro pianeta e per i nostri beni nello spazio.

Il team sta già guardando avanti al 2016, l’anno finale del progetto. Nel mese di gennaio del 2016, STARDUST ospiterà il suo secondo Global Virtual Workshop a Southampton, che presenta dei partecipanti prestigiosi provenienti da NASA, Agenzia spaziale del Regno Unito e JAXA. Nel mese di giugno del 2016, il progetto organizzerà un workshop a Brema sulla robotica per la rimozione dei detriti spaziali, e infine, nel mese di ottobre del 2016, il team presenterà i risultati finali durante la sua conferenza internazionale finale.

Per ulteriori informazioni, visitare:

STARDUST
http://www.stardust2013.eu/

Fonte: Sulla base di un’intervista con il coordinatore del progetto Massimiliano Vasile della University of Strathclyde.

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