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Una strategia di sostegno alla ricerca nei paesi in via di sviluppo

Il Parlamento europeo (PE) ha concesso il sostegno alla strategia della Comunità europea a sostegno della ricerca nei paesi in via di sviluppo, a fronte delle basi dell'accordo raggiunto sul quinto programma quadro (5PQ/FP5) di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (RS...
Il Parlamento europeo (PE) ha concesso il sostegno alla strategia della Comunità europea a sostegno della ricerca nei paesi in via di sviluppo, a fronte delle basi dell'accordo raggiunto sul quinto programma quadro (5PQ/FP5) di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (RST) e delle discussioni in corso in merito alla quinta Convenzione di Lomé.

Il PE ha adottato, senza alcun dibattito, la relazione redatta dal parlamentare europeo Jup Weber (ARE, L) riguardante la comunicazione della Commissione europea su questo argomento, dopo che la commissione per lo sviluppo aveva sostenuto la necessità di porre l'accento sulle tecnologie (per esempio nei settori "igiene, acque e smaltimento dei rifiuti") che consentono alla popolazione di combattere la povertà e avviarsi verso la creazione di un benessere sostenibile.

La Commissione è stata invitata ad applicare, qualora appropriato, il principio della differenziazione stilando, insieme con i partner locali e regionali, regole e priorità differenziate per i vari campi e le diverse regioni geografiche. La commissione parlamentare è del parere che il sostegno debba essere concesso sul lungo termine piuttosto che a progetti ad hoc. Lo scopo della cooperazione nella ricerca, ad ogni modo, deve consistere nel contribuire alla creazione di capacità locali di ricerca e nel fare in modo che i ricercatori siano stimolati a rimanere nel paese di appartenenza.

Da ultimo, la commissione parlamentare ha sottolineato l'importanza della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica per la gestione sostenibile delle risorse e la riduzione dei danni ambientali provocati da un processo di industrializzazione insostenibile.

Nella sua proposta originale, la Commissione aveva rimarcato l'insufficienza del potenziale di ricerca nei paesi in via di sviluppo presi nel loro insieme (nei paesi non asiatici in via di sviluppo, il numero di ricercatori/personale R&S è di 0,5 ogni 10.000 persone della popolazione attiva, mentre per Stati Uniti e Unione europea tale numero ammonta rispettivamente a 69 e 40). La Commissione ha altresì preso in considerazione mezzi per migliorare tale situazione, attraverso le risorse comunitarie attualmente disponibili. La debolezza della cultura tecnologica e, soprattutto, la scarsità di risorse (basate per la maggior parte su livelli bassissimi di sostegno pubblico) accentuano ulteriormente il divario tecnologico caratteristico dei paesi in via di sviluppo.

La Commissione ha messo in rilievo i vantaggi di un maggiore accesso al 5PQ per le nuove economie e dello sviluppo della cooperazione scientifica onde agevolare l'accesso delle imprese comunitarie a questi mercati in rapida crescita.

La Commissione ha inoltre insistito sul fatto che gli Stati membri dovrebbero collaborare e coordinare maggiormente le rispettive azioni in questo campo e ha sottolineato la necessità di un autentico dialogo politico, riguardante questo settore, con i paesi e le regioni interessati.

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