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La trasmissione materna dell'ESB è ancora un mistero

È tuttora incerto - e saranno necessarie ulteriori ricerche per accertarlo - se l'ESB venga trasmessa attraverso una serie di meccanismi direttamente prima o dopo la nascita. È questa l'opinione del comitato scientifico direttivo della Commissione europea, Direzione generale X...
È tuttora incerto - e saranno necessarie ulteriori ricerche per accertarlo - se l'ESB venga trasmessa attraverso una serie di meccanismi direttamente prima o dopo la nascita. È questa l'opinione del comitato scientifico direttivo della Commissione europea, Direzione generale XXIV, "Politica dei consumatori e protezione della loro salute".
Il comitato ha appena pubblicato la propria risposta al quesito: "Sulla base dei dati attualmente disponibili, qual è la natura e quale l'entità dei rischi di trasmissione verticale (per via seminale, embrionale o secondo altre modalità di trasmissione materna) dell'agente dell'ESB (encefalopatia spongiforme bovina) tra i capi di bestiame oppure tra i piccoli ruminanti della stessa specie?".
Basandosi sui dati attualmente disponibili, il comitato ha tratto le seguenti conclusioni:
- i risultati di tutti gli studi epidemiologici condotti fino ad oggi hanno confermato un aumento del rischio materno pari a circa il 10 per cento nei nati entro 12 mesi dalle prime manifestazioni cliniche dell'ESB. Nel caso in cui l'intervallo di tempo tra la nascita e l'inizio dei sintomi clinici sia superiore a 12 mesi, il tasso di trasmissione materna risulta ridotto. È tuttora incerto se l'infezione venga trasmessa direttamente prima o dopo la nascita per una serie di meccanismi (ad esempio, infezione nei vitelli a causa di materiale contaminato, ambiente contaminato da sangue, escrementi, cibo infetto e così via). Saranno quindi necessarie ulteriori ricerche;
- non esistono dati scientifici che comprovino l'ipotesi secondo cui i vitelli infetti sarebbero particolarmente sensibili all'infezione per cause di natura genetica;
- sulla base dei limitati dati disponibili, sembra che non vi sia un aumento del rischio di sviluppo dell'ESB nei nati da soggetti che abbiano contratto il morbo. È perciò improbabile che il seme costituisca un fattore di rischio per la trasmissione dell'ESB;
- i risultati preliminari di uno studio incompleto sul trasferimento da embrione suggeriscono un rischio di trasmissione estremamente basso (limiti di confidenza 95 per cento: 0-1,5 per cento). Tali risultati sono compatibili con la possibilità che la trasmissione materna avvenga in una fase più avanzata del periodo di gestazione, durante o dopo la nascita dell'animale;
- la trasmissione dell'ESB tramite inseminazione artificiale è improbabile nel caso in cui il seme provenga da tori affetti da ESB nella prima fase del periodo di incubazione;
- la trasmissione dell'ESB tramite gli embrioni è improbabile laddove vengano utilizzati i protocolli IETS (International Embryo Transfer Society).
Il gruppo di lavoro del comitato scientifico direttivo ha preparato un documento dal titolo "Relazione sulla possibile trasmissione verticale dell'encefalopatia spongiforme bovina", in cui si raccomandava vivamente di avviare o potenziare la ricerca nei campi in cui vi fossero "deficit di conoscenze", e di concentrarsi, in particolare, sui seguenti punti:
- prove di contagiosità del seme, degli embrioni, del colostro (le prime secrezioni del latte dopo il parto) e del latte di animali di varie età, senza barriera di specie e seguendo la via di trasferimento intracerebrale;
- analisi epidemiologiche dei dati disponibili sul seme e sugli embrioni commercializzati.

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