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Appena lanciato il primo satellite in grado di rientrare nell’atmosfera in maniera controllata

D-Sat è il primo satellite nella storia che concluderà la propria missione rientrando nell’atmosfera terrestre in una maniera sicura e controllata, bruciando fino a consumarsi invece di diventare un ulteriore detrito. Il satellite, che è stato lanciato venerdì 23 giugno 2017, ha utilizzato un dispositivo di disattivazione e rientro creato dal progetto D3 finanziato dall’UE.
Appena lanciato il primo satellite in grado di rientrare nell’atmosfera in maniera controllata
I detriti spaziali rappresentano un problema crescente. Osservazione della Terra, previsioni meteorologiche, navigazione globale, prevenzione di disastri, agricoltura di precisione e automobili senza pilota sono tutte applicazioni che necessitano di risorse nello spazio. La nostra dipendenza da queste tecnologie sta aumentando, e lo stesso sta facendo il numero di oggetti fatti dall’uomo, non più in servizio, in orbita attorno alla Terra. Degli approssimativamente 6 000 satelliti lanciati dall’inizio dell’era spaziale, soltanto 1 300 sono operativi.

Gli oggetti in disuso, come ad esempio i satelliti disattivati, gli stadi superiori dei razzi, e altri oggetti rilasciati durante una missione spaziale, ingombrano tutti lo spazio immediato attorno al nostro pianeta. Secondo la NASA, ci sono centinaia di migliaia di pezzi di detriti con dimensioni che variano da 1 a 10 centimetri che viaggiano attorno alla Terra, ed è probabile che questo numero cresca se continuiamo a lasciare i satelliti che non funzionano in orbita. Ognuno di essi rappresenta un rischio di collisione.

D ORBIT, il coordinatore del progetto D3 (Smart propulsive device for controlled satellite decommissioning and reentry), finanziato dall’UE, sta sfruttando il lavoro effettuato dal progetto D3 per aiutare nella manovra di disattivazione del suo piccolo satellite di prova, ossia D-Sat. D-Sat effettuerà tre test e poi il dedicato dispositivo propulsivo creato da D3 lo farà uscire dall’orbita in maniera veloce, diretta e controllata alla fine della sua missione.

Il progetto spiega che, “Grazie al sistema propulsivo indipendente D3 brevettato di D-Orbit presente a bordo, D-Sat effettuerà una precisa manovra di disattivazione che farà rientrare il satellite nell’orbita terrestre in soli 30 minuti a partire dal momento dell’accensione, anche se i sistemi principali dovessero smettere di rispondere.” Il dispositivo si trova adesso su un piccolo satellite ai fini del collaudo ma D-Orbit chiarisce che la stessa tecnologia può essere ingrandita per la disattivazione di veicoli spaziali molto più grandi in qualsiasi orbita. La tecnologia, essi spiegano, offre un modo sicuro ed efficace in termini di costo per ridurre il problema dei detriti spaziali permettendo però agli operatori dei satelliti di utilizzare tutto il propellente a bordo per portare a termine le loro missioni. Il controllo offerto da D3 consente di manovrare il rientro con precisione, “(…) possiamo puntare a una zona precisa al di sopra dell’oceano, assicurandoci che possibili micro frammenti siano eliminati senza creare pericoli,” afferma D-Oribit.

Ma il satellite non effettuerà dei test solo relativi alla fase di disattivazione, esso condurrà anche tre esperimenti:

SatAlert, è una convalida in orbita del protocollo MAMES (Multiple Alert Message Encapsulation), definito da ETSI (Istituto europeo per gli standard nelle telecomunicazioni). MAMES è un protocollo di incapsulamento di messaggi multipli di allarme estensibile per trasportare messaggi di allarme di formati differenti su collegamenti satellitari. D-Sat raccoglierà i messaggi di emergenza di MAMES inviati da una stazione a terra, li immagazzinerà a bordo, e li ritrasmetterà agli enti nazionali di sicurezza pubblica non appena riceve un comando preciso. Questo esperimento convaliderà un tipico scenario di emergenza in cui le agenzie per la protezione civile hanno bisogno di uno strumento per trasmettere istruzioni in aree colpite da disastri naturali quando le infrastrutture per le telecomunicazioni a terra sono state danneggiate.

DeCas, (Debris Collision Alerting System), si attiva durante il rientro per trasmettere la propria posizione e le dinamiche dell’impatto dei detriti alle agenzie per la protezione civile. In uno scenario nel mondo reale, queste informazioni verrebbero poi elaborate a terra e in seguito trasmesse in tempo reale agli aeroplani che volano sopra quella zona mediante il centro di controllo del traffico aereo, e alle aree popolate sottostanti mediante le agenzie nazionali per la sicurezza pubblica.

Atmosphere Analyzer è un esperimento per la raccolta di dati che mira a raccogliere dati atmosferici in loco provenienti dalla bassa ionosfera durante la manovra di rientro.

Per maggiori informazioni, consultare:
Sito web del progetto
Video del progetto

Fonte: Sulla base di informazioni diffuse dal progetto e segnalazioni dei media

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