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Terapie con cellule T pronte per l’uso per il mieloma multiplo

Benché rappresentino una grande speranza per i malati di mieloma multiplo, le terapie con cellule T adottive sono ancora ostacolate da metodi costosi, lunghi e personalizzati. Un progetto finanziato dall’UE si propone tuttavia di cambiare le cose con le sue soluzioni pronte da usare.
Terapie con cellule T pronte per l’uso per il mieloma multiplo
Attualmente ci sono tre approcci principali per ottenere cellule T terapeutiche: l’isolamento, espansione e reinfusione di linfociti infiltranti il tumore (TIL); la generazione ex vivo e l’espansione di linee di cellule T specifiche dell’antigene tumorale e l’ingegneria genetica di cellule T autologhe con recettori di cellule T specifiche dell’antigene tumorale (TCR) o recettori chimerici dell’antigene (CAR). Anche se la fattibilità e l’efficacia di questi metodi sono state provate in contesti clinici, tutti questi approcci devono essere personalizzati per il paziente prima di poter essere applicati.

Tenendo conto di ciò, il progetto CARIPSCTCELLS (Generation of safe and efficient, off-the-shelf, chimeric antigen receptor (CAR)-engineered T cells for broad application) ha sviluppato una tecnologia che permetterà di avere cellule T che bersagliano il mieloma multiplo in vitro, illimitate, sicure e ampiamente applicabili. La dott.ssa Maria Themeli, coordinatrice del progetto, parla dei suoi risultati.

Perché le terapie con cellule T sono usate tanto raramente?

Le attuali strategie per ottenere cellule T terapeutiche hanno dei limiti. Il loro uso è circoscritto a istituti specializzati e a specifiche popolazioni di pazienti. L’isolamento e la manipolazione ex vivo di cellule autologhe richiede costose attrezzature specializzate, buone prassi di fabbricazione (BPF) e personale qualificato. In molti casi, l’isolamento e l’espansione delle cellule T autologhe sarebbe problematico o impossibile, per esempio in pazienti immunodepressi dopo la chemioterapia o in pazienti immuno-deficienti che presentano malignità.

Inoltre, la produzione di cellule T terapeutiche autologhe specifiche del cancro richiede tempi di lavorazione che possono essere critici per la salute del paziente. A volte il paziente muore prima di ricevere la terapia. Questo rende la produzione di cellule T terapeutiche un processo costoso e difficile da applicare ampiamente.

In che modo il suo progetto si propone di risolvere questi problemi? Come sono emerse queste soluzioni?

Abbiamo pensato che lo sviluppo di una terapia cellulare ampiamente applicabile, che sia stata prodotta, verificata dal punto di vista funzionale e conservata in anticipo e possa essere applicata al di là delle barriera dell’antigene leucocitario umano (HLA), migliorerebbe la costanza e la disponibilità riducendo allo stesso tempo il costo della terapia con cellule T adottive. Con in mente questo obiettivo, abbiamo studiato la fattibilità di una nuova strategia per generare linfotici T specifici dell’antigene, sicuri, “pronti all’uso”, illimitati con caratteristiche ottimizzate.

Proponiamo l’uso di cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC) come fonte di linfociti T. Queste cellule possono essere coltivate in laboratorio senza limiti e possono essere differenziate in linfociti T. Inoltre possono essere facilmente manipolate geneticamente in modo che il prodotto finale di cellule T possieda specifiche caratteristiche immunoterapeutiche desiderabili. Per esempio, possiamo fornire una specificità dell’antigene del cancro attraverso un CAR artificiale e cancellare l’espressione di molecole HLA per renderle istocompatibili.

Perché avete deciso di concentrarvi specificamente sul mieloma multiplo?

Il dipartimento di ematologia del VUmc Amsterdam è uno dei più grandi centri europei per la cura di malati di mieloma multiplo. Quello che ci interessa in questa malattia è che anche se sono stati fatti molti progressi nel ritardare il decorso della malattia, rimane comunque incurabile. Quindi la nostra ricerca si sta occupando di trovare nuove terapie potenzialmente curative. A questo fine, abbiamo sviluppato e valutato in fase pre-clinica l’uso di cellule che persagliano CD38 e CAR-T per la cura del mieloma multiplo.

In che modo il sistema CRISPR/Cas9 ha giovato alla vostra ricerca?

La tecnologia CRISPR/Cas9 ha rivoluzionato il settore della terapia genetica negli ultimi anni. Con questa tecnologia, modificare il genoma è diventato più facile e più sicuro, perché permette un editing genetico altamente specifico. Usiamo questo sistema per modificare geneticamente le cellule nella fase iPSC e ottenere caratteristiche specifiche ottimizzate quando si differenziano in cellue T terapeutiche.

Quali sono secondo lei i più importanti risultati ottenuti dal progetto?

Siamo riusciti a generare iPSC geneticamente modificate, che danno origine a cellule T “pronte da usare” ampiamente applicabili provviste di CAR anti-mieloma e che hanno una funzione anti-mieloma senza avere limiti di istocompatibilità.

Quale sperate sarà l’impatto a lungo termine sulla cura del mieloma multiplo?

Lo sviluppo di strumenti immunoterapeutici applicabili “pronti da usare” innalzerà l’immunoterapia da una base individuale e permetterà di avere a disposizione strumenti immunoterapeutici controllati, verificati e sicuri per un’ampia popolazione di pazienti.

Il mieloma multiplo è la seconda malignità ematologica più comune. Quindi un’immunoterapia con cellule T adottive ampiamente applicabile gioverebbe a molti pazienti. La cosa più importante però è che questo progetto getterà le fondamenta per una nuova strategia per l’applicazione diffusa di cellule T derivate da iPSC, non solo per il mieloma multiplo, ma anche per tutte le terapie con cellule T a base di CAR, perché i risultati ottenuti dai nostri studi potrebbero essere trasportati anche ad altre malignità.

Quali sono i vostri piani per un eventuale follow-up?

Vogliamo continuare a perseguire l’obiettivo di generare potenti cellule T terapeutiche a partire da iPSC. Ci concentreremo sull’ulteriore miglioramento delle proprietà terapeutiche delle cellule T generate da iPSC umane influenzando e raffinando i meccanismi della differenziazione in vitro della determinazione fenotipica e migliorando la loro persistenza e la funzione di effettore.

CARIPSCTCELLS
Finanziato nell’ambito di H2020-MSCA-IF
Pagina del progetto su CORDIS

Fonte: Intervista su research *eu rivista dei risultati n. 65 pagg. 6-7

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