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La politica ambientale comunitaria deve avere una portata più globale

Secondo quanto recentemente affermato dall'on. Ken Collins, la Comunità europea ha bisogno di accrescere il proprio grado di coinvolgimento nella politica ambientale a livello globale, se vuole avere un qualche impatto reale sulle decisioni politiche in settori quali il cambia...
Secondo quanto recentemente affermato dall'on. Ken Collins, la Comunità europea ha bisogno di accrescere il proprio grado di coinvolgimento nella politica ambientale a livello globale, se vuole avere un qualche impatto reale sulle decisioni politiche in settori quali il cambiamento climatico e la biodiversità. L'on. Collins è il presidente del comitato del Parlamento europeo per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori. Egli ha sostenuto che è necessaria una politica per l'ambiente a livello internazionale, in quanto anche se l'80% della legislazione ambientale ha origine nell'Unione europea (UE), molti problemi ambientali, già per la loro stessa natura, superano comunque i confini comunitari.
L'on. Collins ha preso la parola in occasione di un'audizione pubblica tenutasi il 20 aprile 1999 dal titolo: "Ambiente 2000 - Agenda per il cambiamento".
Il presidente, on. Collins, ha posto l'accento sul fatto che il lavoro della commissione subirà cambiamenti drastici a causa dell'ampliamento imminente dell'Unione europea, del programma Agenda 2000 e della globalizzazione. Egli ritiene inoltre che l'Europa stia ora attraversando il momento più indicato per effettuare il punto delle conquiste raggiunte sinora nel campo della politica ambientale e per discutere delle sfide future.
Il primo oratore della riunione, il sig. David Baldock, direttore esecutivo dell'Istituto per la politica ambientale europea, ha sottolineato il fatto che nel corso degli ultimi venti anni l'UE ha assunto il ruolo di leader globale nella legislazione e nella politica in materia di ambiente. Pur essendo il numero annuo di articoli di legislazione ambientale approvati considerevole, egli ha comunque menzionato l'esistenza di problemi nella trasposizione delle direttive nella legislazione nazionale.
Il sig. Domingo Jiménez Beltrán, direttore esecutivo dell'Agenzia europea dellambiente, ha inoltre convenuto che sono stati realizzati alcuni miglioramenti in campo ambientale, ma che sinora non vi sono comunque stati progressi importanti. Egli ha biasimato l'eccessiva lentezza del processo decisionale. Al fine di ottenere maggiori sviluppi sostenibili, egli ha proposto alcune misure nei settori dell'agricoltura, dell'energia e dei trasporti.
Il sig. James Currie, direttore generale per l'ambiente (DG XI) della Commissione europea, ha proposto un approccio a doppio binario della tematica ambientale, che tenga in considerazione sia il rafforzamento della politica ambientale sia l'ulteriore integrazione delle considerazioni ambientali in tutti i campi della politica. Secondo quanto affermato dal sig. Currie, la sostenibilità può essere conseguita solamente coinvolgendo nel processo decisionale tutti i governi degli Stati membri, nonché i settori finanziario ed economico.