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Un’app intelligente potrebbe aiutare i medici a diagnosticare il morbo di Parkinson

I ricercatori stanno facendo passi da gigante verso la diagnosi precoce del Parkinson grazie a una nuova app mobile.
Un’app intelligente potrebbe aiutare i medici a diagnosticare il morbo di Parkinson
Il morbo di Parkinson è una patologia lenta e degenerativa del sistema nervoso centrale, che colpisce tra 7 e 10 milioni di persone in tutto il mondo. In Europa, sono 1,2 milioni le persone che convivono con la malattia, la maggior parte di età superiore ai 50 anni. Il morbo si sviluppa gradualmente nel tempo e i primi segni sono così impercettibili che spesso passano inosservati. Sebbene sappiamo che alcuni sintomi si manifestano diversi anni prima della diagnosi della malattia, non esiste un modo specifico per rilevare il morbo nella fase iniziale.

Tenendo presente i significativi benefici della diagnosi precoce, pazienti, medici e ingegneri hanno unito le forze per trovare una soluzione con il progetto i-PROGNOSIS, finanziato dall’UE. Coordinato dall’Università Aristotele di Salonicco, in Grecia, il progetto quadriennale sta sviluppando una serie di soluzioni basate sulla tecnologia per la diagnosi precoce e la cura della malattia.

L’approccio di i-PROGNOSIS si basa sulla raccolta non intrusiva di dati comportamentali ottenuti dalla naturale interazione degli utenti con i loro dispositivi intelligenti. L’obiettivo è acquisire dati che potrebbero essere collegati a sintomi iniziali del morbo di Parkinson.

Tenendo presente questo obiettivo, nel 2017 il team ha lanciato l’applicazione mobile iPrognosis (disponibile gratuitamente su Google Play Store) in Germania, Grecia, Portogallo e Regno Unito. Secondo un comunicato stampa sul sito web del progetto, oltre 740 europei hanno scaricato l’app sui loro smartphone, smartwatch o bracciali fitness sin dal suo rilascio.

Il riscontro fino ad oggi è molto positivo. Un questionario distribuito agli utenti dell’app conferma i risultati iniziali dei partner del progetto, secondo cui l’app non modifica il normale funzionamento dello smartphone. Gli utenti hanno anche segnalato di aver bisogno di poca assistenza per configurare e utilizzare l’app. La considerano uno strumento utile nella ricerca relativa all’individuazione precoce del morbo.

Come funziona l’app?

Previo consenso dell’utente, l’app raccoglie un’ampia varietà di dati: le caratteristiche della voce mentre gli utenti parlano al telefono, la stabilità della mano mentre reggono il dispositivo e i dati relativi alla pressione dei tasti quando si utilizza la tastiera dell’app. Altre informazioni vengono inoltre raccolte sulla distanza percorsa ogni giorno, le espressioni facciali dalle foto archiviate e il contenuto emotivo dai messaggi di testo memorizzati.

La privacy degli utenti è protetta mediante crittografia dei dati e sostituzione del nome dell’utente con un ID codificato. Non è richiesto alcun cambiamento da parte degli utenti nelle abitudini di utilizzo dei loro smartphone. Possono continuare a effettuare e ricevere chiamate, digitare messaggi e scattare foto come al solito.

Gli smartwatch e i bracciali presentano vantaggi aggiuntivi. Essendo indossati per lunghi periodi di tempo (a differenza dei telefoni che di solito vengono lasciati da qualche parte) sono in grado di acquisire più dati sull’attività fisica. I sensori della frequenza cardiaca e della temperatura cutanea dei dispositivi possono anche essere utilizzati per monitorare la qualità del sonno, poiché i disturbi del sonno sono un sintomo precoce del morbo.

Finora sono stati raccolti circa 433 625 insiemi di dati, con una dimensione pari a circa 90 GB. I dati vengono utilizzati per sviluppare algoritmi di apprendimento automatico in grado di rilevare i cambiamenti comportamentali relativi alla patologia. I partner del progetto stanno ora iniziando a valutare clinicamente la prima versione di questi algoritmi. Quando i dati raccolti indicano un comportamento relativo alla patologia, agli utenti viene chiesto di farsi visitare da un medico. Possono quindi scegliere di passare alla seconda fase del rilevamento.

Cosa succede dopo?

i-PROGNOSIS (Intelligent Parkinson Elyly DetectiOn Guiding NOvel Supportive InterventionS) si concentra sull’acquisizione di ulteriori dati che possono riguardare i primi sintomi del morbo. Gli strumenti intelligenti quotidiani che utilizzerà in questa fase sono le bilance, le cinture intelligenti e i telecomandi delle smart TV per raccogliere i dati rispettivamente sulle percentuali di consumo alimentare, i rumori intestinali e le pulsazioni cardiache. In definitiva, i-PROGNOSIS prevede di progettare interventi per aiutare i malati di Parkinson a sostenere la loro qualità della vita, in collaborazione con i loro medici.

Per maggiori informazioni, consultare:
sito Web di i-PROGNOSIS

Fonte: Sulla base di informazioni relative al progetto e segnalazioni dei media

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