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Verso un futuro in cui lo sghiacciamento dell’aeromobile sia un ricordo del passato

Usando la nanotecnologia, i ricercatori creano nuovi rivestimenti idrorepellenti in grado di impedire la formazione del ghiaccio sugli aeroplani.
Verso un futuro in cui lo sghiacciamento dell’aeromobile sia un ricordo del passato
Quando il ghiaccio si accumula sulle superfici di un aeromobile, sconvolge gli orari dei voli e lascia i passeggeri bloccati negli aeroporti ad aspettare che il loro aereo venga sghiacciato. Eppure una conseguenza più seria e potenzialmente mortale è la sua capacità di compromettere gravemente il funzionamento delle ali, delle eliche, degli sfiati e di altre parti vitali di un aeromobile.

Per affrontare tale difficile problema dell’accumulo di ghiaccio sulle superfici degli aeromobili è stato formato un consorzio di ricerca internazionale. Grazie al progetto PHOBIC2ICE, finanziato dall’UE, i partner stanno lavorando su diverse tecniche che permetteranno ai materiali della superficie di respingere il ghiaccio.

Rivestimenti che dicono no all’acqua e al ghiaccio

L’attuale problema di accumulo di ghiaccio risiede nella natura delle superfici di alluminio, che consentono alle gocce d’acqua di aderire a esse. Per questo motivo, in condizioni di freddo e umidità, le particelle di ghiaccio si attaccano all’aereo. I ricercatori si stanno ora concentrando su come evitare la formazione di ghiaccio applicando rivestimenti superidrofobici sugli aeromobili. La loro soluzione è un rivestimento sperimentale con nanoparticelle che permette all’alluminio di respingere l’acqua e impedisce la formazione di ghiaccio.

«Le nanoparticelle formano dei rilievi che intrappolano l’aria», spiega Bartlomiej Przybyszewski, scienziato dei materiali e coordinatore del progetto proveniente dalla Technology Partners Foundation. L’aria impedisce all’acqua di penetrare e quindi l’acqua scorre semplicemente sulla superficie.

Nello sviluppo della loro tecnologia innovativa, i ricercatori hanno tratto ispirazione dalla natura. In particolare, il segreto risiede nelle foglie della pianta di loto, la cui struttura superficiale nanoscopica non consente loro di bagnarsi (o di sporcarsi, per quello che vale!).

Verificare le superfici nelle gallerie del vento

Essi stanno anche verificando l’efficacia dei rivestimenti utilizzando una galleria del vento ghiacciato. Simulando condizioni meteorologiche avverse nella galleria, i ricercatori sono in grado di vedere in che modo si forma il ghiaccio sulle superfici degli aeromobili. Una nube di ghiaccio viene creata nella galleria spruzzando acqua al suo interno. L’acqua viene raffreddata al di sotto del punto di congelamento, senza essere congelata, e quindi atterra sulle superfici dell’aereo, dove si ghiaccia all’impatto.

Ma non è solo il ghiaccio ciò che deve essere preso in considerazione. Lo scienziato dei materiali Elmar Bonaccurso, della Airbus Central R&T, descrive a cosa punta la squadra: «Come industria, dobbiamo assicurarci che questi rivestimenti siano non solo efficaci contro la formazione di ghiaccio, ma anche resistenti agli agenti atmosferici come la sabbia se vogliamo volare attraverso una tempesta di sabbia, la pioggia se vogliamo attraversare le nuvole e i raggi ultravioletti».

Il successo del progetto è un passo positivo verso la riduzione dei consumi energetici e dell’impatto ambientale degli attuali processi di sghiacciamento. I ricercatori stanno lavorando per rendere i rivestimenti più durevoli e, di conseguenza, più realizzabili dal punto di vista economico.

Attraverso i suoi risultati, PHOBIC2ICE (Super-IcePhobic Surfaces to Prevent Ice Formation on Aircraft) sta facendo progressi verso un futuro in cui le frequenti procedure di sghiacciamento non saranno più necessarie negli aeroporti. Ciò contribuirà a ridurre i costi, l’inquinamento e i ritardi dei voli.

Per maggiori informazioni, consultare:
sito web del progetto PHOBIC2ICE

Fonte: Sulla base di informazioni relative al progetto e segnalazioni dei media

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