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Aggiornamento su GRAPHENESENS: la missione di un’azienda volta a portare il grafene dal laboratorio al mercato

Trattiamo moltissimo il grafene su CORDIS. E perché non dovremmo? Si tratta del composto più sottile conosciuto, ma anche del più robusto. Il grafene promette di essere un materiale incredibilmente importante nel ventunesimo secolo e l’UE ha investito moltissimo nella ricerca sul grafene. Nel nostri contenuti speciali sul grafene nel numero 70 della rivista Research*eu, abbiamo presentato GRAPHENESENS, un progetto finanziato dall’UE che sta aiutando a portare il grafene fuori dal laboratorio e sul mercato. Per lo spazio «In seguito» di questo mese, ci siamo rimessi in contatto con il dott. Pufinji Obene, direttore delle operazioni presso Precision Varionic International e coordinatore di GRAPHENESENS.

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In seguito...

© High level specialist, Shutterstock

Il progetto GRAPHENESENS inizialmente si concentrava sul grafene per sensori di contatto nell’industria automobilistica, specificamente sensori per antenne, pedali dell’acceleratore, codificatori, motori e persino, possibilmente, robotica. L’aggiunta di grafene – persino una quantità molto piccola – ai consueti metodi di produzione porterebbe a benefici enormi, quali ad esempio il miglioramento della durata del prodotto, maggiore resistenza e riduzioni nel costo complessivo.

Ogni piccolo passo aiuta

Quando abbiamo parlato l’ultima volta con il dott. Obene all’inizio del 2018, ci stava raccontando con entusiasmo i suoi piani per la commercializzazione. «Da allora, per collaudi interni, abbiamo fabbricato il prototipo di un sensore di posizione potenziato con grafene basato su un prodotto esistente e lo abbiamo testato su base comparabile e i risultati sono stati analoghi in tutto», commenta il dott. Obene. «Per collaudi esterni, abbiamo fabbricato dei prototipi di codificatori a 24 e 48 impulsi per Piher Sensing Systems, un’importante azienda spagnola che produce sistemi interconnessi e cablati. I risultati dimostrano che sono necessari solo pochi piccoli miglioramenti per ottenere dei prototipi funzionanti che soddisfino le attuali specifiche del codificatore, ovvero stampa dello schermo al grafene e tergicristalli con rivestimento al grafene».

Il dott. Obene prevede che ci vorranno solo altri sei mesi di sviluppo per completare la preparazione per l’introduzione sul mercato di questi codificatori funzionanti. In generale, è anche ottimista riguardo all’ingresso del grafene nel mercato quale componente fondamentale di molte applicazioni essenziali di tutti i giorni. «Lo sviluppo del grafene nel mercato convenzionale sarà, e già lo è, molto impegnativo, ma ora che è stata tolta di mezzo tutta la montatura mediatica scientifica, l’attenzione è concentrata sui piccoli passi che porteranno a passi sempre più grandi in termini di penetrazione del mercato, e questo è quello che stiamo provando a fare».

Anche se l’attenzione si concentra ancora principalmente sull’industria automobilistica, il dott. Obene precedentemente ci ha detto che erano interessati anche ad ampliarsi in altri settori. Sono stati compiuti dei progressi in questo campo? «Adesso siamo anche interessati al settore dei prodotti di consumo, in particolare usando i codificatori come sensori di posizione per controllo del joystick e del volante per il mercato dei videogiochi», afferma il dott. Obene. «In effetti sono ora in contatto con diverse aziende di videogiochi a tal proposito e mi auguro che da queste discussioni nasca presto qualcosa di molto positivo».

Riguardo alle opportunità di finanziamento dell’UE

Parlando dell’impatto dei finanziamenti dell’UE, il dott. Obene ha concluso: «Il finanziamento del progetto proveniente dallo Strumento PMI 1 si concentra di fatto sull’analisi del mercato e ritengo che questo sia un aspetto importante su cui l’UE si dovrebbe concentrare maggiormente in termini di finanziamenti. Stiamo attualmente prendendo in considerazione lo Strumento PMI 2 quale passo successivo, ma vogliamo davvero mettere tutto a posto prima. E dobbiamo veramente ringraziare la Commissione europea per il suo contributo nell’aiutarci a comprendere davvero il mercato e a individuare le migliori opportunità. Il nostro lavoro continua!».

Paesi

Regno Unito