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Collegamenti teleinformatici tra i porti e i loro partner

Secondo la relazione finale recentemente pubblicata nel quadro dell'azione COST 330, Internet potrebbe rivoluzionare la comunità portuale europea, la cui efficienza è stata ostacolata da un utilizzo insufficiente dei sistemi informativi.
Dalla relazione emerge che l'utilizzo d...
Secondo la relazione finale recentemente pubblicata nel quadro dell'azione COST 330, Internet potrebbe rivoluzionare la comunità portuale europea, la cui efficienza è stata ostacolata da un utilizzo insufficiente dei sistemi informativi.
Dalla relazione emerge che l'utilizzo di sistemi teleinformatici potrebbe migliorare la competitività delle autorità portuali velocizzando il traffico merci e passeggeri, soprattutto nei porti più piccoli. Tuttavia il cammino per l'accettazione e l'attuazione rapide di tali sistemi è disseminato di numerosi ostacoli, tra i quali i costi proibitivi, la mancanza di sensibilizzazione nei confronti della TI e l'incompatibilità dei sistemi.
Un'indagine condotta nel 1995/96 su 77 porti marittimi e 29 porti di navigazione interna ha rivelato l'esistenza di un "vero gap telematico" tra i porti di piccole dimensioni e quelli di grandi dimensioni, raccomandando ai governi nazionali e alla Commissione europea di sostenere i programmi di formazione TI e l'armonizzazione delle operazioni.
Tuttavia la rivoluzione di Internet ha radicalmente modificato la situazione. Dallo svolgimento dell'indagine nel 1996, le comunità portuali hanno iniziato ad utilizzare Internet a tal punto che può sostituire i sistemi di comunicazione tradizionali come l'EDI (scambio elettronico di dati)
Mariella Stumm, presidente del comitato di gestione, ha affermato: "I sistemi informativi moderni possono migliorare il transito di container e merci nei porti, soprattutto quando questi sistemi sono collegati agli spedizionieri doganali e agli altri operatori dei trasporti. Ciò incrementerebbe la loro efficienza, ma dalla nostra indagine è emerso un utilizzo insufficiente dei sistemi informativi".
"Sono stati riscontrati ostacoli di ogni genere all'adozione di sistemi informativi. I porti più piccoli non hanno il supporto o la competenza per realizzarli e la maggior parte dei programmi disponibili sono troppo ambiziosi per i loro scopi."

La relazione spiega che la barriera più grande allo sviluppo di sistemi telematici è costituita dal costo. Tuttavia rappresentano deterrenti significativi anche il software e l'hardware obsoleti, la scarsità di personale di supporto TI e la non consapevolezza di come i collegamenti teleinformatici possano sostenere la gestione del porto.
La mancata interoperabilità tra i porti, molti dei quali utilizzano sistemi diversi e incompatibili tra loro, aggrava la situazione. Dalla relazione risulta che è difficile superare gli ostacoli tecnologici che da lungo tempo impediscono l'interscambio dei dati - ostacoli quali l'armonizzazione dei codici dei caratteri, dei diversi formati dei file, dei diversi sistemi operativi e delle differenti procedure di comunicazione dei dati.
La maggior parte dei porti di grandi dimensioni ha realizzato un PCS (port community system - sistema per la comunità portuale) mediante la condivisione di risorse informative e di équipe di esperti informatici. Tuttavia tali sistemi sono caratterizzati da elevati costi di realizzazione e richiedono l'impegno, spesso difficile da ottenere, di tutti i partner.
"I porti di grandi dimensioni hanno i loro sistemi di comunicazione cargo - ha affermato Mariella Stumm - ma tali sistemi non possono essere esportati, perché i vari sistemi europei sono contraddistinti da differenti modi di gestione ed è difficile avere un modo comune di concepire i sistemi di comunicazione cargo per tutti i porti."
"Tuttavia l'indagine è stata condotta nel 1996 quando stava iniziando il boom di Internet. All'epoca pochissimi porti utilizzavano Internet, ma da allora la situazione è notevolmente mutata."
Complessivamente sono state distribuite 2.700 copie della relazione tra studiosi, operatori economici e altri addetti del settore. Di recente, presentando tale relazione in occasione del convegno annuale della European Inland Waterway Association (Associazione europea delle vie di navigazione interna) nei Paesi Bassi, Pekka Koskinen, responsabile del progetto, si è così espresso: "Nel complesso è stata ben accolta".
"I porti principali hanno ogni sistema informativo che si possa immaginare, mentre i porti più piccoli stanno ancora lottando per avere sistemi di base ed è positivo che ciò venga riconosciuto."
Uno dei destinatari della relazione, Luc de Pestel manager della Stora Enso, società che tratta i prodotti forestali avvalendosi di porti in ogni parte del mondo, ha affermato: "È positivo avere una visione generale in modo da poter decidere quale sia il porto migliore con cui condurre affari. Un lavoro come questa relazione non può essere svolto soltanto da un'impresa o da un gruppo di imprese. Occorre un'organizzazione come l'Unione europea in grado di fornire questo tipo di informazioni generali per un più vasto utilizzo da parte del settore e degli operatori".

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