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L'Europarlamento approva la nuova Commissione di Prodi

Dopo mesi d'incertezza, l'Unione europea ha oggi ufficialmente una Commissione stabile, a seguito del voto del Parlamento europeo di mercoledì 15 settembre, che ha sancito l'approvazione della nomina di Romano Prodi quale nuovo Presidente della Commissione e degli altri 19 com...
Dopo mesi d'incertezza, l'Unione europea ha oggi ufficialmente una Commissione stabile, a seguito del voto del Parlamento europeo di mercoledì 15 settembre, che ha sancito l'approvazione della nomina di Romano Prodi quale nuovo Presidente della Commissione e degli altri 19 commissari; per tutti, il mandato scadrà nel gennaio 2005.
L'approvazione interviene al termine delle audizioni dinanzi al Parlamento europeo, durante le quali i commissari designati sono stati chiamati a rispondere, per iscritto e di persona, a domande sulla loro integrità personale e sulla loro capacità di assumere le responsabilità dei rispettivi portafogli. Solo quattro commissari della squadra di Prodi hanno precedente esperienza nell'incarico, essendo stati riconfermati nel ruolo di commissario dopo le dimissioni della precedente Commissione. Alla luce delle circostanze che hanno caratterizzato la perdita di credibilità della precedente Commissione, non sorprende il fatto che gli europarlamentari siano preoccupati soprattutto dell'integrità della nuova squadra di Prodi. Malgrado ciò, essi hanno approvato tutti e 19 i membri del team.
Il socialista belga, Philippe Busquin, assumerà ora la responsabilità della ricerca, nonostante le difficoltà incontrate nell'audizione dinanzi al Parlamento europeo, in quello che molti hanno giudicato come un inopportuno regolamento di conti a livello europeo di una battaglia politica interna del Belgio. Il socialdemocratico finlandese, Erkki Liikanen, uno dei quattro commissari riconfermati, sarà il responsabile dell'innovazione e del programma di ricerca "La società dell'informazione di facile uso" (IST).
Prima del voto, Romano Prodi ha invitato gli europarlamentari a votare a favore di tutta la Commissione ed ha affermato: "Insieme, possiamo e dobbiamo mettere l'Europa al servizio dei cittadini. Dobbiamo recuperare la fiducia dei singoli cittadini nell'Europa e in una visione europea che attribuisce alle loro esigenze importanza prioritaria".
Tuttavia permane la preoccupazione del Parlamento europeo in merito alla responsabilità individuale dei singoli commissari. Ciononostante, Prodi è convinto di poter egli stesso affrontare efficacemente questo genere di problemi all'interno della Commissione. Ha inoltre sottolineato: "Il principio della collegialità [.] non diventerà un riparo dalla responsabilità individuale che tutti noi abbiamo, come politici, dinanzi a questa assemblea e dinanzi all'opinione pubblica europea".
Successivamente ha espresso la sua opposizione nei confronti della richiesta dell'Europarlamento per una sospensione automatica di un qualsiasi membro della Commissione nei cui confronti fossero formulate gravi accuse di rilevanza penale, affermando che tale norma non rispetta il principio della presunzione di innocenza. Ha inoltre confermato che non attenderà l'approvazione da parte del Parlamento europeo dei "codici di condotta" proposti per la nuova Commissione e per le nomine ad alto livello, prima di procedere alla loro applicazione: "Ho bisogno che queste regole siano in vigore già nel 'giorno uno' della nuova Commissione. Non voglio che sussistano equivoci sull'impegno immediato al processo di riforma di cui questi codici costituiscono il segnale all'interno della Commissione".
Ora che l'Europarlamento ha approvato la squadra, Prodi ha ribadito: "Ci siamo impegnati ad essere trasparenti, a dar conto delle nostre azioni e ad essere efficienti". Ha paragonato l'apertura della Commissione all'esame dei cittadini alla glasnost. Ed ha aggiunto: "È ora che anche da noi ci sia un po' di glasnost! Vogliamo far uscire l'Europa dalle sue porte chiuse, perché si presenti ad un esame completo da parte dei cittadini. Vogliamo che i cittadini stessi possano seguire da vicino quello che facciamo e che possano constatare che la Commissione si sta veramente occupando dei problemi che stanno loro a cuore".
Tra i problemi più urgenti, Prodi ha sottolineato la sua preoccupazione in merito alla necessità per l'Unione europea di sviluppare le competenze nel settore della tecnologia dell'informazione per poter competere con l'economia americana. "Mi preoccupa la riluttanza che sembrano mostrare i paesi europei a sfruttare in pieno il potenziale di questa tecnologia" ed ha aggiunto: "Favorire l'impiego e lo sviluppo della tecnologia dell'informazione costituirà quindi una priorità per la nuova Commissione". Prodi ha poi precisato che intende varare un'iniziativa in questo campo in occasione del prossimo Consiglio europeo di Helsinki, che si terrà a dicembre.
In questa fase un'altra priorità è rappresentata, per Prodi, dalla sanità. Le sue preoccupazioni riguardano, in particolare, la capacità dei sistemi di sicurezza sociale europei di far fronte al progressivo rapido invecchiamento della popolazione. Ha affermato: "Di recente, la Commissione ha proposto un'ambiziosa strategia [..] in questo settore. È un punto al quale attribuisco particolare importanza".
Prodi prevede di presentare le sue linee programmatiche per i prossimi cinque anni a gennaio del 2000 e ad esse seguirà la presentazione del programma di lavoro per l'anno 2000. Intende inoltre presentare ogni anno un rapporto politico ed economico sullo "stato dell'Unione europea", nel quale troverà forma consolidata quanto figura in un'ampia serie di relazioni della Commissione.
Ma le sfide fondamentali, riconosciute da Prodi e dalla sua squadra, sono rappresentate da:

- l'ampliamento dell'Unione europea e la sua incidenza sulle relazioni con i paesi vicini;
- la riforma delle istituzioni dell'UE e la preparazione della prossima conferenza intergovernativa;
- il consolidamento della crescita economica, la creazione di posti di lavoro e il perseguimento di uno sviluppo sostenibile.
Ora, nelle istituzioni europee ed anche al di là delle stesse, tutti gli occhi saranno puntati sul nuovo Presidente per vedere come affronterà tali sfide.