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I vincitori del premio Nobel 1999

I premi Nobel 1999 per la chimica, la fisica e la medicina sono stati assegnati rispettivamente ad un chimico egiziano, a due scienziati olandesi e ad un professore tedesco.
Il professor Ahmed Zewail, soprannominato il "chimico più veloce del mondo", ha ricevuto il premio per ...
I premi Nobel 1999 per la chimica, la fisica e la medicina sono stati assegnati rispettivamente ad un chimico egiziano, a due scienziati olandesi e ad un professore tedesco.
Il professor Ahmed Zewail, soprannominato il "chimico più veloce del mondo", ha ricevuto il premio per la chimica grazie ai suoi tentativi pionieristici di scoprire i particolari di reazioni chimiche. Per merito del prof. Zewail, del California Institute of Technology, Pasadena, i chimici adesso possono contare sul supporto di una telecamera ultrarapida per lo studio delle reazioni chimiche che si verificano nelle cellule del corpo umano. Per primo, Zewail ha fatto uso di laser per scoprire processi che si realizzano in pochi femtosecondi, laddove un femtosecondo rappresenta un millesimo di milionesimo di milionesimo di secondo.
I ricercatori olandesi, Gerardus 't Hooft, dell'Università di Utrecht, e Martinus Veltman di Bilthoven hanno ricevuto il premio Nobel per la fisica grazie al lavoro da loro svolto che, trent'anni fa, ha reso possibile l'assegnazione di altri premi Nobel. Le loro ricerche hanno inoltre fondato la base teorica per il nuovo acceleratore di particelle a fasci collidenti utilizzato presso i laboratori del CERN a Ginevra. Motivazione del premio è "l'aver posto la fisica delle particelle su basi matematiche più solide". Il rigore matematico di questi due scienziati ha convalidato uno sforzo di unificazione teorica che è valso un altro recente premio Nobel.
Il premio Nobel per la medicina è stato assegnato al professor Günter Blobel, oggi cittadino americano e docente della Rockefeller University di New York, per la scoperta del cosiddetto "sistema postale" della vita. Il suo studio sul percorso delle proteine attorno alle cellule ha sostenuto importanti progressi nella diagnosi e nel trattamento delle patologie. Esso è inoltre destinato a fornire un contributo alla prossima generazione della terapia medica, in particolare ai trapianti genetici.