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Trenta paesi partecipano al 5PQ

Il quinto programma quadro dell'UE (1999-2002) è adesso aperto ai partecipanti di circa 15 altri paesi oltre agli Stati membri dell'UE. Un totale di trenta paesi potrà ora contribuire efficacemente al bilancio del programma e partecipare su basi paritarie alle attività di rice...
Il quinto programma quadro dell'UE (1999-2002) è adesso aperto ai partecipanti di circa 15 altri paesi oltre agli Stati membri dell'UE. Un totale di trenta paesi potrà ora contribuire efficacemente al bilancio del programma e partecipare su basi paritarie alle attività di ricerca. I ricercatori provenienti dall'UE potranno avviare iniziative di partenariato con ricercatori di qualsiasi paese associato, ciò apporterà ai progetti di ricerca nuove preziose prospettive, esperienze e capacità.
Adesso che l'ultimo degli accordi di associazione è entrato in vigore, il quinto programma quadro è aperto ai ricercatori di tutta l'Europa, fino ai confini con l'ex Unione Sovietica, con le uniche eccezioni significative rappresentate dalla Svizzera (con la quale è stato stipulato un accordo che si prevede entrerà in vigore all'inizio del 2001) e dagli Stati balcanici.
I ricercatori provenienti da ciascuno dei 15 paesi "associati" (Norvegia, Islanda, Liechtenstein - i paesi del SEE -, Israele, Cipro, Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia) potranno ora presentare proposte per progetti di ricerca e ricevere finanziamenti nell'ambito del programma sostanzialmente alle medesime condizioni previste per i partecipanti dell'UE. L'unico vincolo per le proposte consiste nel fatto che almeno un partecipante dovrà provenire da uno Stato membro dell'UE, mentre gli altri partecipanti, compreso il coordinatore, potranno provenire da paesi associati.
Ai sensi degli accordi conclusi tra questi paesi e l'UE, le proposte che coinvolgono tali partecipanti saranno valutate esattamente come le proposte interamente dell'UE, sulla base esclusivamente del merito scientifico e della loro rilevanza nel contesto degli obiettivi complessivi del programma. Inoltre i rappresentanti dei paesi associati parteciperanno alle valutazioni ed ai gruppi consultivi istituiti in collegamento con il programma quadro, anche se, nei casi in cui non si dovesse raggiungere un consenso sulle misure da intraprendere, potranno votare esclusivamente i rappresentanti degli Stati membri dell'UE.
Nel caso della ricerca sull'energia nucleare, saranno applicate regole leggermente diverse, poiché soltanto Bulgaria, Repubblica ceca, Ungheria, Lettonia, Romania, Slovacchia e Slovenia hanno scelto la piena associazione al programma quadro Euratom. Anche i ricercatori di altri paesi potranno partecipare ai progetti di ricerca in campo nucleare, ma sarà necessario ottenere un'approvazione caso per caso.
L'ampliarsi del quinto programma quadro ad un così grande numero di paesi al di fuori dell'UE è una dimostrazione concreta della "zona comune di ricerca" auspicata dal Commissario Busquin in occasione del suo discorso di conferma davanti al Parlamento europeo. Per gli 11 paesi che hanno intrapreso il processo di adesione all'UE, la partecipazione al programma quadro (ed agli altri programmi dell'UE) rappresenta un'importante esperienza in materia di procedure comunitarie. Attraverso la partecipazione a queste tipologie di attività dell'UE, sia le autorità sia il settore industriale di questi paesi avranno la possibilità di verificare in prima persona le opportunità offerte dall'UE. Nel frattempo, aprendo i loro programmi di ricerca ai ricercatori comunitari (che dovranno autofinanziarsi), gli stessi 11 paesi contribuiranno a ridurre le distanze che li separano dall'UE.
È importante sottolineare che oltre ai paesi associati, numerosi altri paesi del mondo hanno stipulato accordi di cooperazione scientifica e tecnologica con l'UE, già entrati in vigore o destinati a entrare in vigore a breve termine. Questi accordi, tra l'altro, consentono ai ricercatori provenienti da altri paesi di partecipare al programma quadro, ma i rispettivi paesi di appartenenza non apportano un contributo globale al bilancio del programma, pertanto ciascun partecipante è tenuto ad autofinanziarsi. Analogamente, i ricercatori dell'UE possono partecipare alle attività di ricerca finanziate da tali paesi, ma devono autofinanziarsi. Tra i paesi firmatari di accordi di cooperazione vi sono Stati Uniti, Australia, Canada, Sudafrica, Russia, Cina ed Argentina.

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