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Erkki Liikanen incontra CORDIS

Erkki Liikanen, il nuovo commissario per le Imprese e la Società dell'informazione, oggi è un uomo felice. Da quando è stato eletto al Parlamento finlandese all'età di 21 anni, Liikanen ha sempre subìto il fascino dell'innovazione e della società dell'imprenditorialità che a s...
Erkki Liikanen, il nuovo commissario per le Imprese e la Società dell'informazione, oggi è un uomo felice. Da quando è stato eletto al Parlamento finlandese all'età di 21 anni, Liikanen ha sempre subìto il fascino dell'innovazione e della società dell'imprenditorialità che a suo parere ha appena cominciato a dare i suoi frutti. "Sono contento di poter lavorare in un settore che non è solo interessante in sé, ma rappresenta quello che ho sempre desiderato fare", ha affermato.
Per gran parte della sua carriera, Liikanen ha operato nei settori del bilancio e delle questioni finanziarie. È stato ministro finlandese delle Finanze dal 1987 fino alla sua candidatura a Bruxelles nel 1990 in qualità di ambasciatore e capo della missione finlandese presso l'UE. Tuttavia, nel contempo, è stato anche membro del Consiglio per le politiche sulla scienza e la tecnologia in Finlandia. Ancora prima, aveva manifestato interesse per le aziende innovative e per le nuove tecnologie entrando nel consiglio di amministrazione della Televa Corporation, una società statale che per prima ha lanciato i centralini digitali. Successivamente, è stato presidente del consiglio di amministrazione della Outokumpu Corporation, società operante nel ramo minerario e tecnologico, ed è divenuto il revisore dei conti del Fondo nazionale finlandese per la ricerca e lo sviluppo (Sitra). Infine, in qualità di Commissario europeo responsabile del bilancio, del personale e dell'amministrazione nella precedente compagine, era anche responsabile dei servizi informatici interni.
"La mia vita ha ruotato quasi sempre attorno a responsabilità orizzontali come i bilanci e la finanza, eppure ho seguito i problemi legati all'innovazione e alla società dell'informazione per tutta la mia carriera, anche se non a tempo pieno. Adesso ho finalmente la possibilità di lavorarci a tempo pieno, e ne sono entusiasta. Si tratta di un settore di grande interesse, ricco di sfide stimolanti."
Liikanen sa bene che la sua carica sarà tutt'altro che facile. "Naturalmente mi aspettano imprese difficili", ha ammesso. "Per esempio, è prevista la riorganizzazione della Direzione generale per i nuovi responsabili, ma ci saranno anche tante opportunità. Dobbiamo riprogrammare le priorità, concentrarci su di esse ed agire al meglio."
Il portafoglio di Liikanen riunisce l'industria, l'innovazione e la società dell'informazione, che a suo parere rientrano tutte in un approccio globale. "L'esigenza di promuovere l'innovazione deve caratterizzare tutta la politica dell'impresa ed essere uno dei primi fattori da prendere in considerazione ogni volta che si impongono delle decisioni. È nostro dovere incoraggiare le imprese a sfruttare quanto prima le opportunità offerte dalla società dell'informazione, come ad esempio il commercio elettronico, per dare nuovo impulso alla competitività. Questa esigenza si riferisce in particolar modo alle industrie tradizionali, in cui si prevedono processi di adattamento più lenti. Mettere insieme questi tre settori significa che nessuno di essi lavorerà separatamente dagli altri: al contrario, si daranno supporto reciprocamente."
Secondo Liikanen, il vero problema dell'Europa è la debolezza che ha dimostrato nella creazione di imprese. Un modo per superare il problema è incoraggiare la cooperazione tra le piccole e medie imprese (PMI) e le grandi aziende. La politica industriale sarà pertanto integrata al fine di apportare benefici tanto alle grandi quanto alle piccole imprese. "Dovrebbero avere tutti la pazienza di ascoltare", ha commentato. "Dobbiamo infrangere le barriere di comunicazione tra le piccole e le grandi imprese. Le grandi aziende hanno molto da dare per sostenere le piccole e viceversa. Molto spesso, le innovazioni utilizzate dalle società più grandi, sono nate nelle piccole imprese che le circondano. Oggi, quando si parla alle grandi imprese, queste non mancano di sottolineare quanto sia importante lo spirito imprenditoriale perché, quando si lavora in settori a crescita rapida e sostanziale, si necessitano continuamente nuove idee, che spesso non provengono dalla propria organizzazione."
Ovviamente, parte delle politiche da adottare saranno rivolte specificatamente alle PMI, che il Commissario per le Imprese considera il motore della creazione occupazionale. Ha detto in particolare: "La prima cosa da fare è semplificare il contesto legale. La creazione delle imprese risulta troppo onerosa economicamente e richiede troppo tempo. Dobbiamo inoltre concentrarci su una migliore formazione, perché spesso le persone che hanno le idee non hanno poi le competenze necessarie a realizzarle a livello imprenditoriale. Si impone anche la necessità di trovare soluzioni di finanziamento, e per questo dobbiamo analizzare le possibilità di finanziamento in capitale di rischio. Ed infine, dovremo semplificare le nostre procedure interne, in modo da dar loro un ruolo più significativo nei nostri programmi."
Nella società dell'informazione, la questione fondamentale è quella di instaurare la fiducia - obiettivo che il Presidente della Commissione Romano Prodi ha posto come priorità da realizzare entro la fine del prossimo anno. Liikanen sostiene: "Abbiamo bisogno di una struttura legale appropriata. Abbiamo bisogno di fiducia e di sicurezza, in modo che la gente possa percepire Internet e le altre tecnologie di comunicazione come un ambiente sicuro per gli affari. A tal scopo, si rende necessaria una maggiore sensibilizzazione e conoscenza di queste questioni. Queste saranno le nostre priorità per i mesi futuri."
Liikanen ha inoltre dichiarato che il suo obiettivo primario personale è quello di "fare qualsiasi cosa per rendere l'Europa una vera società dell'informazione di livello mondiale della quale i nostri cittadini possano fidarsi." Ha poi continuato: "In ultima analisi, tutto questo creerà occupazione, che è poi l'aspetto più importante. Insieme agli Stati membri, dobbiamo sforzarci di potenziare lo spirito di impresa in Europa, in modo da poter creare molte più imprese e nuove strutture di crescita."
Liikanen ammette tuttavia che, per ottenere risultati efficaci con risorse limitate, occorre definire delle priorità ben delineate. A tal proposito dice: "Se cerchiamo di essere attivi contemporaneamente in 18 settori, ogni azione ne verrà indebolita. Dobbiamo pertanto fare un'opera di focalizzazione - trovare cinque o sei priorità e settori di investimento. Successivamente analizzeremo quali di questi obiettivi dobbiamo perseguire da soli, e per quali dovremo collaborare con il Fondo europeo o la Banca europea per gli investimenti, oppure con gli Stati membri, e via dicendo. A questo punto, dovremo trovare le soluzioni adeguate di partenariato." Liikanen ritiene inoltre che la Commissione dovrebbe essere pronta a ritirarsi da settori che sembrano in grado di operare autonomamente. "Dobbiamo rallegrarci del successo altrui, e se successo significa che non siamo più necessari, dobbiamo accettare questa realtà."
Il nuovo Commissario per le Imprese si è recato in visita presso agenzie ed organizzazioni che promuovono specificatamente l'innovazione, come ad esempio la European Venture Capital Association (Associazione europea di finanziamento in capitale di rischio). Il Commissario ha sottolineato l'importanza del lavoro svolto dagli esperti di capitale di rischio nella Commissione e dagli operatori del settore privato a stretto contatto con le industrie, le PMI e i capitalisti. "L'imprenditore è una persona che rischia tanto nella vita e in qualche modo dobbiamo dare credito a questo spirito. Non voglio dire che tutti debbano fare gli imprenditori, ma credo che siamo tenuti ad incoraggiare ed assistere coloro che hanno le qualità giuste per farlo. Dobbiamo stabilire un contatto tra il problema e le idee. Se conosciamo il mercato dei finanziamenti in capitale di rischio, possiamo dar loro dei suggerimenti."
L'Europa è il luogo ideale di sviluppo di un tale sistema, perché vi sono tanti modi di realizzare le cose, e come dice Liikanen: "Possiamo imparare l'uno dall'altro." Personalmente, egli può portare l'esempio dell'esperienza finlandese, a suo parere insieme positiva e negativa. "Sui finanziamenti in capitale di rischio, abbiamo delle esperienze positive. L'altra faccia della medaglia è che in Finlandia vi sono poche persone che desiderano fare l'imprenditore. È utile avere un punto di riferimento, e se questo comprende un aspetto positivo e uno negativo, ritengo che sia un ulteriore vantaggio. Nell'ottica di una valutazione delle nostre strategie, questa esperienza sarà molto utile. Abbiamo tanto da imparare l'uno dall'altro e in questo la Commissione si trova in una posizione ideale."
Vi sono diversi settori in cui l'Europa mantiene un vantaggio competitivo rispetto agli Stati Uniti, in particolare nelle politiche sull'istruzione e sulle telecomunicazioni. Liikanen crede che dovremmo costruire su questi vantaggi ed adottarli come esempio di quello che siamo in grado di raggiungere. A questo proposito, ha affermato: "Nel campo delle telecomunicazioni mobili, l'Europa è veramente all'avanguardia. Questo dimostra che siamo in grado di cogliere le giuste opportunità. Siamo stati in questo caso favoriti dal fatto di poter contare su un mercato interno coerente che avevamo liberalizzato, e i nostri programmi di ricerca hanno avuto un ruolo fondamentale nel momento in cui si sono creati nuovi standard. Tuttavia, in queste circostanze, occorre muoversi con la massima rapidità. Secondo me, potremmo trarre maggiori vantaggi dai nostri punti di forza se avessimo uno spirito imprenditoriale più sviluppato, che consentirebbe una rapida realizzazione delle idee ed un rapido progresso."

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