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Le regioni premiate per l'aiuto alle PMI

In Europa esistono 16 milioni di imprese, che come dimensioni vanno dalla società unipersonale alle sterminate compagini multinazionali. Il 90 per cento di queste imprese è composto da PMI. È chiaro che buona parte della futura prosperità dell'Europa è nelle mani di queste imp...
In Europa esistono 16 milioni di imprese, che come dimensioni vanno dalla società unipersonale alle sterminate compagini multinazionali. Il 90 per cento di queste imprese è composto da PMI. È chiaro che buona parte della futura prosperità dell'Europa è nelle mani di queste imprese di dimensioni minori. Un'iniziativa pilota dell'UE individua le regioni che offrono all'iniziativa delle PMI l'ambiente più favorevole al successo, ed incoraggia lo scambio di idee e di informazioni, che potrebbe aiutare le altre regioni a emularne i risultati.



Antecedenti


La DG Imprese della Commissione europea (unità Politica dell'innovazione) ha varato, nell'ambito del suo programma Innovazione e PMI, un'iniziativa pilota della durata di 24 mesi, tesa a individuare e a premiare le regioni che offrono il migliore ambiente per la nascita e la crescita delle PMI innovative. Queste imprese sono fondamentali per la crescita, la prosperità e l'occupazione in Europa. Allo stesso tempo esse contribuiscono allo sviluppo e al benessere delle regioni in cui sono situate. Le azioni avviate per incoraggiare le regioni a compiere il necessario per generare un ambiente favorevole alle PMI produrranno benefici futuri, nelle regioni stesse e nell'Unione europea nel suo complesso.



L'iniziativa fa parte del 'Primo piano d'azione per l'innovazione in Europa'. Tra il 1996 e il 1998 sono state organizzate tre conferenze a Parigi, Lussemburgo e Vienna, a cui hanno partecipato alcuni protagonisti dell'innovazione, tra cui personalità accademiche, autorità regionali e imprenditori. Da queste conferenze è maturata un'opinione diffusa che vedrebbe con particolare favore l'avvio di un'azione pilota. Alla Commissione europea è stato affidato il compito di coordinare l'azione, di mettere in evidenza gli esempi di buone pratiche e di incoraggiare l'adozione di meccanismi e di nuove impostazioni atte a favorire la riuscita delle imprese innovative. Lo scopo - in ottemperanza al principio di sussidiarietà - non consiste nel creare le imprese stesse. Secondo il parere più diffuso questo compito dovrebbe competere agli organi nazionali e regionali. Esso consiste, invece, nel riunire gli organi competenti e nel facilitare una comunicazione e una cooperazione efficienti, nonché lo scambio di idee ed esperienze.




Descrizione, impatto e risultati


L'azione pilota affronta i temi d'interesse da tre punti di vista distinti. Il primo di questi riguarda gli aspetti più prettamente politici. Lo scopo consiste nel creare una 'vetrina' di eccellenza regionale, in cui 'esporre' le regioni che hanno creato le condizioni necessarie alla creazione e al successo delle imprese innovative.



Questo gruppo di eletti conta attualmente 20 membri, scelti utilizzando, tra gli altri criteri, una serie di 24 indicatori messi a punto in base a informazioni fornite dall'Ufficio statistico delle Comunità europee (Eurostat). Tra questi indicatori figura il prodotto interno lordo, la dotazione per la R&S, il numero di dipendenti, il numero di pubblicazioni scientifiche e la spesa per l'istruzione. Anche la disponibilità delle infrastrutture locali è un fattore preso in considerazione. La Commissione funge da fattore facilitante, garantendo il collegamento efficiente di queste regioni in una rete.



La seconda linea d'azione riguarda i singoli progetti. Molto spesso, nell'ambito dei progetti di sviluppo, le organizzazioni regionali - di tutta Europa anziché dei soli centri di eccellenza - sviluppano nuove strategie per incoraggiare la creazione di nuove imprese o di imprese derivate dalla ricerca. La Commissione sta individuando e diffondendo queste nuove idee.



Infine, l'azione pilota contiene una serie di misure di accompagnamento destinate a sostenere la rete di eccellenza. Questi compiti comprendono l'organizzazione di manifestazioni promozionali - in particolare un forum annuale delle imprese innovative - la creazione di un sito web e la costituzione di un''Interfaccia con la politica dell'innovazione'. Questa interfaccia, coordinata da altre politiche dell'UE competenti, è studiata per valorizzare al meglio le lezioni che si possono trarre dalla rete e dai singoli progetti mediante una serie di gruppi di esperti, di programmi di visite, seminari ed esercizi di analisi comparata.



Il numero di proposte ricevute in seguito all'invito pubblicato il 15 giugno ha superato di gran lunga le previsioni.




Partenariati di lavoro


I principali partner dell'iniziativa sono rappresentanti nominati dalle amministrazioni regionali. Nella maggior parte dei casi la rete interessa organizzazioni regionali di sviluppo, anche se si registra la partecipazione di alcune società di consulenza. A livello dei singoli progetti predominano le università, mentre sono presenti anche organizzazioni finanziarie e istituti di ricerca autonomi.



I coordinatori dell'azione, presso la DG Imprese (unità Politica dell'innovazione), auspicano che con il maturare dell'azione stessa si sviluppino nuovi partenariati con altre regioni dell'Unione europea.