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La Commissione vara la seconda fase dell'indagine nel settore delle telecomunicazioni, relativa al roaming della telefonia cellulare

La Commissione europea ha avviato indagini sulle condizioni e sulla determinazione dei prezzi per il roaming nazionale ed internazionale della telefonia cellulare, nonché sulla loro compatibilità con le norme comunitarie in materia di concorrenza, a seguito dei reclami sulle t...
La Commissione europea ha avviato indagini sulle condizioni e sulla determinazione dei prezzi per il roaming nazionale ed internazionale della telefonia cellulare, nonché sulla loro compatibilità con le norme comunitarie in materia di concorrenza, a seguito dei reclami sulle tariffe troppo elevate del roaming.
La Direzione generale della Concorrenza ha inviato quasi 200 richieste formali di informazioni alle autorità nazionali della concorrenza ed a quelle regolamentari del settore delle telecomunicazioni in Europa, nonché ai diversi operatori delle reti della telefonia cellulare e ai fornitori di servizi. Le risposte, che dovranno essere fornite entro i prossimi due mesi, costituiranno la base delle indagini.
Il roaming della telefonia cellulare si verifica quando gli utenti dei telefoni cellulari utilizzano i loro apparecchi telefonici su una rete della telefonia mobile diversa da quella cui sono abbonati e si basa su accordi di roaming bilaterali tra diversi operatori della telefonia cellulare e fornitori di servizi. La possibilità del roaming, agevolato dallo standard della telefonia cellulare GSM/DCS, dovrebbe agevolare la nascita di reti paneuropee.
Tuttavia, non sembrano emergere sani accordi per la concorrenza a livello degli operatori e tra gli operatori ed il pubblico, anche se gli operatori della telefonia cellulare possono concludere accordi di roaming con numerosi altri operatori della telefonia mobile nella maggior parte dei paesi.
Nel novembre del 1999, l'International Telecommunications Users Group (INTUG) ovvero l'Organizzazione internazionale degli utenti delle telecomunicazioni ha ultimato uno studio di confronto tra le tariffe al dettaglio per il roaming e le normali tariffe della telefonia cellulare, da cui è emerso che il divario tra i prezzi potrebbe arrivare al 500 per cento. La Commissione stessa ha ricevuto numerosi reclami in merito ai costi elevati ed alla possibile collusione sulle tariffe di roaming, nonché al rifiuto ad operare a livello nazionale ed internazionale.
L'obiettivo dell'indagine in corso è quello di valutare se le prassi commerciali correnti ed i prezzi attuali costituiscano una violazione delle norme comunitarie sulla concorrenza, in particolare di quelle relative al divieto delle pratiche restrittive ed all'abuso di posizione dominante.
Se emergeranno prove di violazioni delle norme comunitarie sulla concorrenza, verranno avviati procedimenti formali nei confronti delle singole imprese.
L'indagine è la seconda di una serie di tre indagini della Commissione nel settore delle telecomunicazioni. La prima è stata avviata nel novembre 1999 e riguardava l'utilizzo di linee affittate. La terza esaminerà la fornitura dell'accesso alla linea locale fissa ed il relativo utilizzo. L'autorità di vigilanza (ESA) dell'EFTA sta preparando un'indagine parallela.