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Un futuro per la paglia

Un gruppo di PMI europee ha messo a punto un metodo innovativo per trasformare la paglia in pannelli truciolari utilizzabili nei settori dell'arredamento e dell'edilizia.



Antecedenti


A partire dagli anni Ottanta, il prezzo del legno e dei pannelli a base di legno uti...
Un gruppo di PMI europee ha messo a punto un metodo innovativo per trasformare la paglia in pannelli truciolari utilizzabili nei settori dell'arredamento e dell'edilizia.



Antecedenti


A partire dagli anni Ottanta, il prezzo del legno e dei pannelli a base di legno utilizzati nell'industria del mobile e in edilizia è aumentato costantemente, mentre il patrimonio forestale mondiale è diminuito vistosamente. Nel contempo gli agricoltori europei hanno dovuto cercare urgentemente un'alternativa alla pratica consistente nel bruciare la paglia superflua, peraltro già vietata in alcuni paesi europei. Un consorzio di PMI e gruppi di ricerca ha risolto il problema grazie a una tecnica che consente di trasformare la paglia in pannelli truciolari di alta qualità, detti truciolari di paglia, offerti a un prezzo concorrenziale.




Descrizione, impatto e risultati


In passato la paglia non veniva utilizzata nella produzione di pannelli, in cui si fa uso delle resine convenzionali a base di formaldeide, perché le cellule fibrose della paglia stessa presentano un rivestimento ceroso. Quest'ultimo impedisce alle resine a base di formaldeide in soluzione acquosa - molto utilizzate nella produzione dei truciolari industriali di media densità - di formare un legame sufficientemente solido tra le fibre. Il consorzio ha messo a punto un processo che elimina la cera con un metodo che utilizza contemporaneamente l'effetto meccanico delle forze di taglio e il trattamento termochimico. Grazie a questa nuova tecnologia, la paglia si frantuma e consente alle normali resine di urea formaldeide, nonché alle altre resine sempre a base di formaldeide, di penetrare in ogni fibra della paglia, aderendovi saldamente.



Il truciolare di paglia prodotto con questo metodo è equivalente al truciolare di media densità per aspetto, levigatezza e resistenza, e in più offre due grandi vantaggi. Primo: si calcola che i costi di produzione diminuiranno del 20 per cento. Considerato che le vendite mondiali di pannelli di truciolato e di fibre superano i 7 miliardi di euro, si prevede un impatto vigoroso sul mercato. Secondo: si tratta di un procedimento favorevole all'ambiente, dato che recupera uno scarto d'origine agricola per trasformarlo in un prodotto a valore aggiunto.



Presso gli impianti industriali di Pindos è in allestimento una linea di produzione pilota che vedrà cooperare la società tedesca Siempelkamp GmbH e l'azienda greca produttrice di pannelli Akritas S.A.. Salvo imprevisti, l'impianto entrerà in funzione entro l'estate del 2001. I partner potranno così dimostrare la validità tecnico-commerciale del nuovo metodo. Il processo, per il quale è stata introdotta una domanda di brevetto in più di 40 paesi, sarà offerto in licenza in tutto il mondo. In particolare, i partner prevedono un vivo interesse da parte dell'Europa meridionale e dell'Africa settentrionale, nonché da paesi come Cina e India, in cui il legno è una risorsa relativamente scarsa, mentre la paglia abbonda.




Partenariati di lavoro


La tecnologia, la cui prima fase è stata sviluppata dalla PMI greca Marlit Ltd., filiale della A.C.M. Wood Chemicals, ha raggiunto uno stadio che ne rende possibile la commercializzazione in tutto il mondo, mediante il programma Innovazione dell'UE. Vi partecipano quattro PMI europee (v. sopra) e la società belga Woodchem Europe, fabbricante di resine industriali, che coordina il progetto. Nel consorzio ha inoltre un ruolo determinante un istituto universitario francese di ricerca, l'INP-ENSCT (Institut National Polytechinque de Toulouse).

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