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Gli Stati membri dell'UE concordi sui test post mortem per i bovini

Gli Stati membri hanno ora formalmente adottato programmi relativi ad una serie di test volti al monitoraggio ed al controllo dell'encefalopatia spongiforme bovina (ESB) in Europa.
Ciò segue l'approvazione da parte del comitato veterinario permanente dell'UE della proposta del...
Gli Stati membri hanno ora formalmente adottato programmi relativi ad una serie di test volti al monitoraggio ed al controllo dell'encefalopatia spongiforme bovina (ESB) in Europa.
Ciò segue l'approvazione da parte del comitato veterinario permanente dell'UE della proposta della Commissione europea volta a rafforzare la sorveglianza epidemiologica dell'ESB nei bovini, grazie all'introduzione di un programma di monitoraggio a decorrere dal 1° gennaio 2001 (vedi Notiziario CORDIS RCN 14579).
La nuova politica richiede agli Stati membri di svolgere annualmente dei programmi di monitoraggio su un campione di animali a rischio, in particolare su quelli deceduti negli allevamenti, sui capi macellati d'urgenza per malattia e sui capi che presentano comportamenti o sintomi neurologici inusitati. Circa 65.000 test verranno eseguiti sui capi di bestiame più a rischio. La Commissione è persuasa che i risultati di questi test forniranno alla comunità un chiaro quadro epidemiologico dell'ESB in Europa.
Il commissario europeo per la Salute e la Tutela dei consumatori David Byrne, intervenendo dopo la decisione del comitato veterinario permanente del 4 aprile, ha accolto l'accordo con soddisfazione.
"Auspico che esso ci fornirà più informazioni sull'efficacia dei nostri sistemi di sorveglianza negli Stati membri e ci consentirà di garantire la massima protezione dei cittadini europei."
Secondo la Commissione europea, nell'UE ci sono circa 41 milioni di capi con più di due anni di vita. Circa 400.000 di questi capi sono considerati particolarmente a rischio. Con l'adozione della proposta della Commissione, gli Stati membri si impegnano di effettuare test su un campione di 65.000 bovini, ovvero oltre il 10 per cento del patrimonio zootecnico a rischio, per individuare la presenza di sintomi clinici dell'ESB.
Il programma di test verrà valutato dopo sei mesi, per stabilire se necessita di ulteriori perfezionamenti.
In aggiunta, Byrne ha sollecitato gli Stati membri affinché adottino quanto prima un'altra proposta relativa all'asportazione dei materiali specifici a rischio (MSR) dai bovini macellati.
Gli MSR, che comprendono il cervello, il midollo spinale e la milza, presentano il rischio più elevato di potenziale infettivo di ESB, nonché l'eventuale rischio di esposizione umana a forme non classiche del morbo di Creutzfeldt-Jakob (CJD). Il Commissario ha ammonito che detti tessuti non devono entrare nella catena alimentare.
In otto Stati membri sono già in vigore misure a livello nazionale volte a far asportare gli MSR.

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