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Le istituzioni dell'UE reagiscono al tentativo dell'Università di Edimburgo di brevettare il metodo di clonazione

La Commissione europea e l'Europarlamento hanno espresso preoccupazione e sgomento per la concessione di un brevetto all'Università di Edimburgo, il quale include una tecnica per la modificazione genetica di embrioni umani che potrebbero essere utilizzati per la clonazione di ...
La Commissione europea e l'Europarlamento hanno espresso preoccupazione e sgomento per la concessione di un brevetto all'Università di Edimburgo, il quale include una tecnica per la modificazione genetica di embrioni umani che potrebbero essere utilizzati per la clonazione di esseri umani.
L'Ufficio europeo dei brevetti (UEB) ha autorizzato il rilascio lo scorso dicembre, sebbene la concessione di simili brevetti non sia consentita dalla normativa dell'Unione europea. Il rilascio è avvenuto, apparentemente, a seguito di un errore di traduzione.
La Commissione europea e l'Europarlamento attendono che l'Ufficio dei brevetti, con sede a Monaco di Baviera, revochi al più presto il brevetto. Gli europarlamentari chiedono inoltre che vengano riesaminate le attività di tale ufficio allo scopo di sancire la responsabilità pubblica dello stesso.
L'Ufficio ammette che il brevetto non avrebbe dovuto essere concesso, poiché dalla richiesta dell'Università riguardante "un metodo di preparazione di un animale transgenico" è stata omessa la dicitura "non umano". Sebbene l'Ufficio dei brevetti non possa emendare il brevetto a rilascio avvenuto, chiunque ha facoltà di presentare un ricorso entro nove mesi. Greenpeace ha presentato il proprio ricorso il 24 febbraio.
Intervenendo dinanzi al Parlamento europeo a nome della Commissione europea, il commissario responsabile per il Mercato interno Frits Bolkestein si è mostrato aperto alla possibilità che l'UEB avesse rilasciato il brevetto per puro e semplice errore.
Formalmente, l'Ufficio europeo dei brevetti non è un organo comunitario e pertanto la Commissione europea non ne è direttamente responsabile, ha affermato il Commissario. Ciononostante egli ha inviato una lettera all'Ufficio dei brevetti, secondo la quale gli attuali ritardi nell'esaminare la nota di ricorso formale di Greenpeace sono sconvenienti. L'UEB ha risposto esprimendo il suo assenso all'istituzione di un gruppo di lavoro per discutere immediatamente della questione, in vista della pubblicazione, quanto prima, di una dichiarazione preliminare, nell'attesa di una decisione finale.
In occasione di un dibattito parlamentare svoltosi a fine marzo, gli oratori dei gruppi politici hanno dato voce alle loro preoccupazioni. Essi temevano che il brevetto potesse essere utilizzato, ovviamente, a scopo di clonazione umana, contravvenendo così alla direttiva del 1998 in materia di biotecnologia. Alla luce dell'attuale situazione è necessario che il Parlamento europeo insista su severe norme, hanno affermato gli eurodeputati, alcuni dei quali hanno chiesto una moratoria totale su tutti gli esperimenti che ricorrono a tali pratiche.
Lord Inglewood, tuttavia, si è schierato a difesa dei ricercatori dell'Università di Edimburgo, affermando che essi avevano richiesto il brevetto in buona fede, al fine di condurre ricerche sui tessuti umani, ambito che, secondo gli studiosi, rivestirà un'importanza fondamentale nella ricerca di cure per malattie quali il morbo di Alzheimer e la leucemia. Egli ha sottolineato che l'università non ha infranto nessuna legge e che non aveva affatto intenzione di condurre esperimenti che includessero la clonazione di esseri umani. Si è trattato di un puro e semplice errore che deve essere corretto, ha affermato Lord Inglewood.
Il commissario Bolkestein ha risposto dibattito, affermando di essere alla ricerca di una soluzione pragmatica al problema e dichiarandosi speranzoso di potervi giungere attraverso un accordo negoziato. Se ciò non sarà possibile, tuttavia, la Commissione si riserva il diritto di impugnare il brevetto. Bolkestein ha evidenziato la convinzione della Commissione, secondo la quale la direttiva del 1998 in materia di biotecnologia non ha nulla di sbagliato e ha ricordato agli eurodeputati che entro la prossima estate la Commissione presenterà una proposta di direttiva sui brevetti.

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Biotecnologia