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La Commissione delinea la politica comunitaria delle imprese

Per rispondere alle sfide poste dall'economia fondata sulla conoscenza, l'Europa deve essere più imprenditoriale ed innovativa. Questo è quanto ha affermato la Commissione in una dichiarazione che delinea la propria politica finalizzata al raggiungimento di tali obiettivi.
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Per rispondere alle sfide poste dall'economia fondata sulla conoscenza, l'Europa deve essere più imprenditoriale ed innovativa. Questo è quanto ha affermato la Commissione in una dichiarazione che delinea la propria politica finalizzata al raggiungimento di tali obiettivi.
Nella comunicazione dal titolo "Challenges for enterprise policy in the knowledge-driven economy" (Sfide per la politica delle imprese nell'economia fondata sulla conoscenza), la Commissione ha tracciato una politica delle imprese che affronta le sfide individuate al recente vertice ".com" del Consiglio europeo, tenutosi a Lisbona.
Il documento auspica una cultura d'impresa che premi l'assunzione del rischio, nonché un contesto economico sostenuto dal capitale di rischio e da un'efficace politica di ricerca e di innovazione. La comunicazione prevede pertanto che l'adozione di tutta la normativa comunitaria comporti una preventiva valutazione, al più alto livello politico, del suo impatto sulle imprese.
Un deterrente per i potenziali imprenditori può essere rappresentato dal diritto fallimentare, che impone costi elevati in caso di fallimento. Il commissario europeo per le Imprese e la Società dell'informazione Erkki Liikanen ha auspicato una revisione del diritto fallimentare degli Stati membri.
Egli ha affermato: "L'imprenditorialità è la chiave della nuova economia. Coloro che si assumono rischi devono essere premiati ed a coloro che falliscono deve essere offerta una seconda possibilità: ciò costituisce un elemento importante della curva di apprendimento".
Liikanen considera altamente prioritaria anche la riduzione dei costi burocratici di costituzione di un'impresa. "Occorre eliminare i costi inutili che ostacolano le imprese, quali le barriere nel mercato interno o le lungaggini burocratiche", ha dichiarato.
Per dare attuazione alle conclusioni di Lisbona e garantire agli Stati membri di trarre reciprocamente insegnamenti dalle migliori prassi degli altri Stati membri, la Commissione avvierà a giugno un'analisi comparativa, i cui risultati verranno presentati al Consiglio "Industria" di dicembre.
Gli obiettivi della politica delle imprese, delineati nella comunicazione, sono sostenuti da un nuovo programma pluriennale per le imprese e l'imprenditorialità, adottato per il periodo 2001-2005.
Il programma, mirato alle esigenze delle piccole e medie imprese (PMI), fornisce sostegno finanziario all'elaborazione delle politiche mediante la nuova procedura "BEST". Esso prevede, tra l'altro, importanti strumenti volti a garantire un migliore ambiente finanziario per le PMI, in termini di garanzie di prestito e sostegno per la fornitura di capitale di rischio.
Nell'arco di cinque anni, verranno forniti 230 milioni di euro a sostegno dello sviluppo delle PMI in oltre 30 paesi, tra cui lo Spazio economico europeo ed i paesi candidati.