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Compiuti nuovi progressi per la protezione dei cittadini europei dall'ESB

In un rinnovato sforzo di definire regole armonizzate che garantiscano l'estromissione dalla catena alimentare dei tessuti su cui grava il sospetto di contagio da encefalopatia spongiforme bovina (ESB), la Commissione europea ha adottato una proposta di decisione al fine di re...
In un rinnovato sforzo di definire regole armonizzate che garantiscano l'estromissione dalla catena alimentare dei tessuti su cui grava il sospetto di contagio da encefalopatia spongiforme bovina (ESB), la Commissione europea ha adottato una proposta di decisione al fine di regolamentare l'uso di materiali a rischio specifico (MRS) che presentano una pericolo di trasmissione di ESB.
L'approccio proposto consisterebbe nell'imporre a tutti gli Stati membri il ritiro di alcuni materiali a rischio dalla catena alimentare umana e animale.
"L'eliminazione degli MRS rappresenta in assoluto la misura più importante che si possa adottare per contenere il pericolo di contaminazione umana da ESB e, di conseguenza, ridurre il rischio di contagio per l'uomo da parte di nuove varianti del morbo di Creutzfelt Jakob (nv CJD)", afferma la Commissione.
La nuova strategia si conforma ai pareri scientifici che hanno reiterato e di recente ribadito con forza, la necessità di rimuovere i tessuti ad alto rischio dalla catena alimentare umana ed animale. Inoltre, il primo caso di ESB diagnosticato ad una mucca nata in Danimarca, registrato nel marzo di quest'anno, ha sollevato ulteriori perplessità circa lo stato di "paese indenne da ESB" di cui beneficiano molti paesi nei quali non sono stati mai stati registrati casi di malattia.
"Se vogliamo offrire garanzie ottimali ai nostri cittadini, è necessario eliminare i materiali a rischio, che sono responsabili del 95 per cento dei contagi", ha dichiarato David Byrne, commissario per la Tutela e la Salute dei consumatori. "Dobbiamo trarre insegnamento dal recente caso di ESB riscontrato in Danimarca. L'UE dovrebbe disporre da tempo di un programma a livello comunitario per il ritiro dei materiali a rischio specifico. Tale aspetto è d'importanza cruciale per la tutela della salute pubblica."
In questo modo verrebbe imposto a tutti gli Stati membri di estromettere dalla catena alimentare il cranio (compresi occhi e cervello), le tonsille e il midollo spinale di bovini, ovini e caprini che superano l'anno di vita, l'ileo di bovini di oltre un anno, nonché l'ileo e la milza di ovini e caprini, indipendentemente dall'età. Nei paesi ad alto rischio, tra cui, ad esempio, Regno Unito e Portogallo, è prevista anche l'estromissione dell'intera testa dell'animale (ad eccezione della lingua), del timo, della milza, degli intestini e del midollo spinale dei bovini che superano i sei mesi. Inoltre, si impone l'eliminazione dalla catena alimentare della colonna vertebrale dei bovini di oltre sei mesi di età per il Portogallo e di oltre 30 mesi per il Regno Unito.
La proposta prevede inoltre il divieto di utilizzo di alcune tecniche di macellazione che comportano un rischio di contaminazione del sangue animale attraverso la diffusione di tessuto cerebrale infetto dall'ESB nella circolazione sanguigna, a seguito di quanto indicato in un parere scientifico emesso nell'aprile del 2000.
La proposta verrà sottoposta il 10 maggio ai rappresentanti degli Stati membri che partecipano al Comitato veterinario permanente. Se gli Stati membri approveranno la proposta, essa verrà formalmente adottata dalla Commissione ed entrerà in vigore il 1° luglio del 2000. La decisione sarà riesaminata alla luce di nuovi dati scientifici. Le disposizioni in essa contenute verranno abrogate al momento dell'entrata in vigore del proposto regolamento del Consiglio e del Parlamento europeo, relativo alla prevenzione e al controllo di alcune encefalopatie trasmissibili.
Tale proposta sostituisce le precedenti proposte della Commissione che miravano allo stesso fine, ma che, allo stato attuale, non sono ancora state approvate dagli Stati membri. In mancanza di un sistema relativo all'asportazione dei materiali a rischio in seno all'Unione europea, otto Stati membri (Belgio, Danimarca, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito) hanno adottato norme a livello nazionale.

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