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Un referendum in Svizzera prepara il terreno per nuovi accordi con l'UE

I cittadini svizzeri hanno votato a favore di sette accordi con l'Unione europea, che consentono ai ricercatori svizzeri di compiere un ulteriore passo avanti verso una più stretta collaborazione con i ricercatori dell'UE.
In un referendum svoltosi il 21 maggio, il popolo sviz...
I cittadini svizzeri hanno votato a favore di sette accordi con l'Unione europea, che consentono ai ricercatori svizzeri di compiere un ulteriore passo avanti verso una più stretta collaborazione con i ricercatori dell'UE.
In un referendum svoltosi il 21 maggio, il popolo svizzero ha approvato gli accordi in materia di: libera circolazione delle persone, per consentire ai cittadini comunitari di lavorare in Svizzera, appalti pubblici, trasporti aereo e terrestre, agricoltura, mercato interno e ricerca.
Gli accordi hanno ora ottenuto il voto favorevole del Parlamento europeo, del governo svizzero e degli elettori svizzeri. Tuttavia, gli accordi, dato il loro carattere bilaterale, non potranno entrare in vigore finché anche i governi nazionali dei 15 Stati membri non avranno completato le rispettive procedure di ratifica. Secondo i funzionari dell'ufficio di collegamento tra Svizzera e UE in materia di ricerca (Swisscore) con sede a Bruxelles, la procedura verrà ultimata all'inizio del 2001.
Attualmente la Svizzera dispone di un accordo quadro per la cooperazione scientifica e tecnologica con l'UE, firmato nel 1986 ed entrato in vigore nel 1987. Il nuovo "accordo di associazione" consentirà ai ricercatori svizzeri di partecipare alle attività orizzontali del quinto programma quadro di RST della Commissione europea, quali il programma di borse di studio "Marie Curie", nonché di agire come coordinatori di progetti. Un funzionario di Swisscore ha affermato: "Ciò potrebbe incoraggiare i ricercatori svizzeri a farsi promotori di proposte di progetti per il 5PQ. Inoltre la ricerca svizzera trarrà vantaggio dall'accordo di ricerca, poiché il governo svizzero verserà il proprio contributo per il 5PQ alla Commissione e ciò ridurrà il carico di lavoro amministrativo a livello nazionale. Potremo anche organizzare conferenze dell'UE in Svizzera ed alle équipe di ricerca svizzere risulterà più agevole partecipare al programma comunitario 'Innovazione e PMI', politicamente più delicato".
Parlando a nome dell'UE, il presidente della Commissione europea Romano Prodi ha affermato: "Sono molto lieto del fatto che il popolo svizzero si sia oggi espresso a favore dei sette accordi con una maggioranza così ampia. Il risultato del referendum mostra chiaramente che il popolo svizzero intende sviluppare e favorire ulteriormente i rapporti con l'Unione europea. Si tratta di una pietra miliare lungo il nostro cammino congiunto verso la prosperità e la stabilità in Europa, a vantaggio dei cittadini svizzeri e di quelli dell'Unione europea".