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Entra in vigore l'accordo UE-Israele

L'accordo di associazione UE-Israele è entrato in vigore dopo essere stato ratificato dal Parlamento europeo, dalla Knesset e dai parlamenti dei 15 Stati membri dell'Unione europea.
L'entrata in vigore del documento completa una serie di accordi tra Israele e l'UE: un accordo ...
L'accordo di associazione UE-Israele è entrato in vigore dopo essere stato ratificato dal Parlamento europeo, dalla Knesset e dai parlamenti dei 15 Stati membri dell'Unione europea.
L'entrata in vigore del documento completa una serie di accordi tra Israele e l'UE: un accordo di cooperazione scientifica e tecnologica entrato in vigore all'inizio del 1999, con il quale Israele si è associato al quinto programma quadro di RST; due accordi entrati in vigore all'inizio del 1997, rispettivamente in materia di appalti per gli operatori di telecomunicazioni e di appalti pubblici, e un accordo sulle buone pratiche di laboratorio entrato in vigore nel maggio di quest'anno.
Il nuovo accordo ha avuto come ulteriore conseguenza l'instaurazione di un dialogo politico-istituzionale in seno al Consiglio di associazione che si riunisce una volta all'anno a livello ministeriale. Il primo di tali incontri avrà luogo il 13 giugno. Inoltre, l'accordo di associazione definisce una serie di ambiti di possibile cooperazione futura tra cui, per esempio, l'industria, l'energia, le norme, i servizi finanziari, le infrastrutture dell'informazione e le telecomunicazioni, nonché i trasporti e il turismo. L'accordo prevede inoltre opportunità di cooperazione in settori tra cui l'audiovisivo e la cultura.
L'accordo euro-israeliano rientra in una serie di accordi di associazione euro-mediterranei analoghi, già firmati o ancora in fase di negoziazione tra l'Unione europea e i suoi 12 partner nell'ambito del partenariato euro-mediterraneo. Gli accordi di associazione con la Tunisia e il Marocco, nonché l'accordo ad interim con l'Autorità palestinese sono già entrati in vigore. Uno degli obiettivi di tali accordi consiste nel gettare le basi per la creazione, entro il 2010, di un'area di libero scambio euro-mediterranea.