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Secondo l'EFSA, le conclusioni sul rischio associato all'aspartame sono infondate

L'aspartame, un dolcificante contenuto in molti alimenti di consumo e bibite analcoliche, ha ricevuto l'autorizzazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Il gruppo di esperti dell'EFSA in materia di additivi alimentari, aromatizzanti, coadiuvanti tecno...
Secondo l'EFSA, le conclusioni sul rischio associato all'aspartame sono infondate
L'aspartame, un dolcificante contenuto in molti alimenti di consumo e bibite analcoliche, ha ricevuto l'autorizzazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Il gruppo di esperti dell'EFSA in materia di additivi alimentari, aromatizzanti, coadiuvanti tecnologici e materiali a contatto con gli alimenti (AFC) ha condotto una valutazione del dolcificante in risposta ai risultati di una ricerca pubblicata nel 2005 dalla Fondazione europea di oncologia e scienze ambientali "B. Ramazzini", secondo cui l'aspartame può provocare il cancro. Nel parere pubblicato dal gruppo di esperti dell'AFC, le conclusioni affermano che, sulla base di tutte le prove attualmente disponibili, non è necessario modificare gli attuali orientamenti sull'impiego e il consumo del dolcificante, e conferma la dose giornaliera ammissibile (DGA) che corrisponde a 40mg/kg di peso corporeo.

Il dottor Herman Ko?ter, direttore esecutivo facente funzione dell'EFSA, ha commentato come segue la valutazione del rischio espressa dal gruppo di esperti AFC: "L'EFSA ritiene che i risultati del nuovo studio sull'aspartame non forniscano basi scientifiche per riconsiderare il suo impiego negli alimenti".

L'aspartame (APM), noto in Europa anche come E951, è un dolcificante artificiale largamente diffuso, utilizzato da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. E' presente in 6.000 prodotti, tra cui bibite analcoliche, gomme da masticare, dolciumi, yogurt, edulcoranti da tavola e alcuni prodotti farmaceutici quali le vitamine e le pasticche per la tosse senza zucchero.

Benché abbia superato numerosi test di valutazione della sicurezza, l'aspartame è sempre stato, dalla sua introduzione nel mercato nel 1956, una sostanza controversa. In uno studio a lungo termine, la Fondazione europea Ramazzini ha somministrato l'aspartame nel mangime di ratti di sesso femminile e maschile di otto settimane di età, fino al decesso spontaneo. Sono stati riscontrati incrementi correlati al dosaggio e "statisticamente significativi" di forme di cancro quali linfoma e leucemia, tumori maligni della pelvi renale nei ratti femmina e tumori maligni dei nervi periferici negli animali di genere maschile. La fondazione sostiene che tali risultati dimostrano per la prima volta che l'aspartame è un agente cancerogeno, in grado di provocare patologie maligne a livelli di dosaggio inferiori alla dose giornaliera ammissibile per gli umani.

Tuttavia, secondo l'EFSA, tali conclusioni non sono ammissibili. L'Autorità ha affermato che la scala dello studio stesso, in termini di tempo, numero di animali utilizzati e dosi prescritte non aggiungeva nulla di nuovo rispetto agli studi convenzionali di carcinogenicità e poteva pertanto essere più sensibile agli effetti di una bassa incidenza. Inoltre, in tutti i gruppi, compresi i ratti che non avevano assunto il dolcificante, è stata osservata un'incidenza di base elevata di patologie infiammatorie croniche nei polmoni e in altri organi. I gruppo di lavoro AFC ha concluso che la causa probabile dell'aumento dell'incidenza del cancro sia da ricercare nella patologia infiammatoria cronica e non nell'assunzione di aspartame.

Per quanto riguarda le conclusioni relative al cancro ai reni, all'uretere e alla vescica dei ratti che avevano assunto l'aspartame, il gruppo di lavoro AFC ha rilevato che tali patologie potevano essere state causate da irritazioni o squilibri del metabolismo del calcio specifici dei ratti, e pertanto privi di rilevanza per l'uomo.

In risposta ai commenti del gruppo di esperti AFC, il direttore scientifico della Fondazione europea Ramazzini nonché autore primario dello studio sull'aspartame, il dottor Morando Soffritti, ha rilevato che "quelle che il gruppo di esperti considera carenze dello studio rappresentano invece caratteristiche distintive e positive del nostro protocollo di ricerca, che negli ultimi 30 anni ha fornito innumerevoli volte le basi scientifiche per le modifiche di normative internazionali".

"Il modo in cui è articolato lo studio [...] rispecchia fedelmente la condizione umana in cui persone specifiche possono essere esposte a determinati agenti negli ambienti industriali e generali dalla vita embrionale al decesso naturale. Poiché l'80 per cento dei casi di cancro viene diagnosticato a pazienti oltre i 55 anni, è altrettanto importante osservare in che modo un agente influisce sugli animali da laboratorio nell'ultimo terzo della loro vita", ha aggiunto.

In un comunicato stampa, la fondazione ha annunciato che condurrà ricerche aggiuntive, non soltanto sull'aspartame, ma su dolcificanti industriali ampiamente diffusi e miscele impiegate in migliaia di alimenti, bevande e prodotti farmaceutici. "Le agenzie internazionali quali l'EFSA continueranno a essere il nostro primo punto di riferimento, e le terremo costantemente e puntualmente informate sui nostri risultati, come di consueto", ha affermato il dottor Soffritti.

Da parte sua, l'EFSA ha dichiarato che continuerà a monitorare la situazione. "Qualora, in futuro, si rendessero disponibili ulteriori informazioni, l'EFSA le valuterà con la massima priorità", ha affermato il dottor Ko?ter.

Fonte: Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA); Fondazione europea "B: Ramazzini"