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L'industria accoglie con favore la proposta di creare l'IET, ma chiede chiarezza su alcune «questioni scottanti»

EUROCHAMBRES, l'associazione delle camere di commercio e industria europee, ha plaudito alla proposta della Commissione europea di creare un Istituto europeo di tecnologia (IET), ma ha chiesto chiarimenti su alcune questioni «scottanti» circa la sua attuazione.

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Politiche e direttive

EUROCHAMBRES, l'associazione delle camere di commercio e industria europee, ha plaudito alla proposta della Commissione europea di creare un Istituto europeo di tecnologia (IET), ma ha chiesto chiarimenti su alcune questioni «scottanti» circa la sua attuazione.

Presentata dal presidente della Commissione José Manuel Barroso il 18 ottobre, la proposta prevede una struttura combinata dal basso verso l'altro e viceversa, che comporta una rete di comunità della conoscenza e dell'innovazione in seno a università, organizzazioni di ricerca e imprese, e le cui priorità generali sarebbero stabilite da un consiglio d'amministrazione.

EUROCHAMBRES, che vanta l'adesione di oltre 17 milioni di imprese di tutta Europa, ha accolto la proposta, definendola un «simbolo di integrazione di ricerca, istruzione e imprenditorialità». Tuttavia, ha individuato quattro settori che, sostiene, richiedono ulteriori chiarimenti da parte della Commissione. Il primo è sapere in quale modo la Commissione intende attirare gli investimenti privati, una delle fonti di finanziamento proposte, stimati a 2,4 Mrd EUR per il periodo dal 2008 al 2013. Si prevedono finanziamenti anche da fonti pubbliche.

La Commissione afferma di avere tenuto contatti regolari con il settore privato e ritiene che vi sia un certo interesse per l'IET che può essere sfruttato, fra cui contributi generali per il sovvenzionamento di base dell'Istituto. In pratica, la capacità dell'IET e delle comunità della conoscenza e dell'innovazione di attirare finanziamenti esterni (in particolare dalle imprese) dipenderà dall'elaborazione di un piano commerciale credibile, afferma la Commissione. Ma EUROCHAMBRES chiede maggiore chiarezza su questo punto.

Un secondo settore che la Commissione dovrebbe specificare è la definizione di «eccellenza», il criterio principale in base al quale saranno selezionate le comunità della conoscenza e dell'innovazione dell'IET. «L'eccellenza deve essere un criterio misurabile. Le comunità candidate dovrebbero essere selezionate in base ad un capitale o potenziale di innovazione comprovato, ovvero la capacità di creare nuove imprese, di generare e utilizzare brevetti, e di attirare finanziamenti privati e pubblici», ha dichiarato Arnaldo Abruzzini, segretario generale di EUROCHAMBRES.

La Commissione dovrebbe inoltre riflettere maggiormente sulla partecipazione all'IET delle piccole e medie imprese, sostiene EUROCHAMBRES, che teme l'esclusione delle PMI dalle comunità della conoscenza e dell'innovazione, in particolar modo in termini di conseguimento degli obiettivi a lungo termine e di partecipazione al processo decisionale. «Il coinvolgimento delle PMI andrebbe incoraggiato attraverso l'aggiornamento delle norme di partecipazione, consentendo la massima flessibilità e riducendo gli oneri amministrativi», ha affermato Abruzzini. «Ad esempio, dovrebbe essere facile per le PMI aderire ad una comunità della conoscenza e dell'innovazione nell'ambito del progetto per una durata limitata. L'IET avrà successo solo se stimolerà idee innovative in tutta la comunità della ricerca, dell'insegnamento e dell'imprenditoria».

Infine, EUROCHAMBRES si chiede in quale misura gli investimenti a favore dell'IET potranno risultare vantaggiosi per l'intera economia europea. «Poche fortunate comunità della conoscenza e dell'innovazione beneficeranno di circa 2 Mrd EUR in aggiunta alle linee di bilancio esistenti (Fondi strutturali, 7PQ [Settimo programma quadro], CIP [programma quadro per la competitività e l'innovazione] e i programmi per la formazione permanente). È un investimento colossale», ha dichiarato Abruzzini, che ha invitato Barroso a proseguire e a spiegare come il suo «faro» dell'innovazione favorirà una maggiore crescita e più posti di lavoro per tutti.

Nel frattempo, anche l'UNICE, l'associazione che raggruppa le industrie europee, ha espresso la propria opinione sulla proposta di creazione dell'IET in una lettera inviata al primo ministro finlandese Matti Vanhanen prima del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell'UE tenutosi in Finlandia il 20 ottobre. Pur appoggiando la partecipazione del settore privato alla formulazione della strategia dell'Istituto, l'UNICE ha sottolineato che la struttura, la gestione e l'obiettivo principale dell'IET dovrebbero rimanere esenti dall'influenza e dagli interessi politici. Per quanto riguarda i finanziamenti destinati alla creazione dell'Istituto, l'UNICE ha messo in guardia contro l'uso delle risorse assegnate ai programmi quadro di ricerca o di formazione permanente e ad altre iniziative di sostegno dell'innovazione.