CORDIS
Risultati della ricerca dell’UE

CORDIS

Italiano IT

Notizie

Italiano IT

Il denaro non è garanzia di innovazione efficace, rivela un nuovo studio

Da un nuovo studio emerge che il denaro da solo non è sufficiente ad assicurare l'efficacia dell'innovazione e l'elevata redditività degli investimenti auspicata dalle imprese.

Lo studio annuale sull'innovazione mondiale ha preso in considerazione le 1 000 imprese che invest...

Altro

Da un nuovo studio emerge che il denaro da solo non è sufficiente ad assicurare l'efficacia dell'innovazione e l'elevata redditività degli investimenti auspicata dalle imprese.

Lo studio annuale sull'innovazione mondiale ha preso in considerazione le 1 000 imprese che investono maggiormente in ricerca e sviluppo (R&S) a livello globale e ha rilevato che meno del 10% delle società appartiene alla categoria degli «high leverage innovators», ossia imprese in grado di realizzare una performance nettamente superiore per ogni dollaro investito in R&S nel lungo periodo.

Gli autori della relazione «Smart Spenders: The Global Innovation 1000» hanno valutato l'impatto degli investimenti in R&S sulla performance delle imprese e scoperto fattori che suggeriscono la complessità dei rapporti tra i due elementi.

Solo 94 imprese appartenenti al gruppo degli «high leverage innovators» devono il loro successo alla capacità di trarre benefici dagli investimenti in R&S, alle economie di scala e alle competenze in quanto esperte della catena del valore dell'innovazione nelle fasi di elaborazione, selezione del progetto, sviluppo e commercializzazione del prodotto finale.

Inoltre gli autori dello studio non hanno individuato alcuna relazione statistica tra il numero o la qualità dei brevetti e la performance finanziaria complessiva di un'impresa. Le importanti innovazioni che interessano attualmente la tecnologia televisiva sono ancora frutto di brevetti della prima metà del 20° secolo.

La relazione rivela: «Si crede comunemente che R&S siano uno strumento prevedibile in grado di trasformare automaticamente gli investimenti nell'innovazione di oggi nei profitti di domani, benché nessuno sappia realmente in che modo...L'innovazione spesso comporta un aumento della performance, ma il processo non è automatico.»

«L'impegno di molte imprese nel settore R&S non è mirato. Le risorse vengono sprecate per "inventare ruote" che altri hanno già saputo sfruttare. Le buone idee sono bloccate da impedimenti in fase di sviluppo. E le innovazioni promettenti non arrivano mai sul mercato a causa di una cattiva interpretazione delle necessità dei consumatori e di carenze nella pianificazione del marketing e degli investimenti», si legge nello relazione.

Gli autori proseguono affermando che «non esiste una formula magica. Se questi innovatori di alto profilo hanno qualcosa in comune, sembra essere la volontà di sviluppare abilità polifunzionali in tutta l'impresa capaci di fornire un vantaggio competitivo sostenibile. I loro investimenti nell'innovazione sono concepiti sul lungo periodo e sono alla base di una crescita e un rendimento superiori a lungo termine».

Le imprese europee che figurano tra i primi 20 investitori mondiali in R&S sono DaimlerChrysler, Siemens, GlaxoSmithKline, Volkswagen, Sanofi-Aventis, Novartis, Nokia e Roche Holdings.

Le prime 10 imprese europee incluse nell'elenco globale dei 94 «high leverage innovators» sono invece Adidas, Cadbury Schweppes, Christian Dior, Meda, Phonak, Recordati, Smith & Nephew, Synthes, Trelleborg e il gruppo Volvo.