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Progetto UE costruisce un cervello artificiale per i robot

Alcuni scienziati spagnoli hanno compiuto un enorme passo avanti nel settore della robotica, costruendo il primo cervelletto artificiale che consentirà ai robot di interagire con gli esseri umani. Il cervelletto è la parte del cervello che presiede alle funzioni motorie.

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Progetto UE costruisce un cervello artificiale per i robot
Alcuni scienziati spagnoli hanno compiuto un enorme passo avanti nel settore della robotica, costruendo il primo cervelletto artificiale che consentirà ai robot di interagire con gli esseri umani. Il cervelletto è la parte del cervello che presiede alle funzioni motorie.

Il progetto prevede ora l'impianto del cervelletto costruito dall'uomo in un robot, al fine di rendere più naturali i suoi movimenti e la sua interazione con gli esseri umani. L'obiettivo finale è quello di incorporare il cervelletto in un robot progettato dal centro aerospaziale tedesco nell'arco di due anni. I ricercatori sperano inoltre che il loro lavoro aiuti a comprendere come curare le malattie cognitive quali il morbo di Parkinson.

Il progetto, denominato Sensopac (SENSOrimotor structuring of perception and action for emerging cognition), che avrà una durata di quattro anni, è finanziato dall'UE nell'ambito del Sesto programma quadro (6°PQ) e riunisce fisici, neuroscienziati ed ingegneri elettronici provenienti dai principali atenei europei.

Gli scienziati dell'Università di Granada stanno progettando dei microchip nei quali è incorporato un sistema neuronale completo, al fine di simulare il modo in cui il cervelletto interagisce con il sistema nervoso umano.

L'impianto del cervelletto artificiale in un robot consentirebbe all'automa di manipolare altri oggetti e di interagire con essi con efficacia maggiore rispetto a quanto finora possibile.

«Anche se i robot stanno acquisendo sempre maggiore importanza nella nostra società e sono basati su tecnologie sempre più avanzate, essi non sono ancora in grado di eseguire determinate operazioni eseguite dai mammiferi», riferisce il professore Eduardo Ros Vidal, coordinatore del lavoro presso l'Università di Granada.

«Parliamo di umanoidi da anni, ma non li abbiamo ancora visti per le strade, né utilizziamo le possibilità illimitate che essi ci offrono», ha aggiunto il professore.

I robot potrebbero essere impiegati come assistenti domiciliari per i disabili.

Il passo successivo del progetto Sensopac sarà lo sviluppo di una pelle artificiale per i robot, che li renda visivamente più simili all'uomo e sensibili alle informazioni tattili proprio come la pelle umana.

Fonte: Università di Granada (UGR)

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