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L'energia offshore potrebbe coprire il 10% del fabbisogno energetico europeo

In una relazione pubblicata recentemente dall'Associazione europea per l'energia eolica (EWEA) si prevede che i progetti di energia eolica offshore - già esistenti o in programma - potrebbero presto fornire il 10% dell'energia elettrica europea. La relazione intitolata "Un mar...
L'energia offshore potrebbe coprire il 10% del fabbisogno energetico europeo
In una relazione pubblicata recentemente dall'Associazione europea per l'energia eolica (EWEA) si prevede che i progetti di energia eolica offshore - già esistenti o in programma - potrebbero presto fornire il 10% dell'energia elettrica europea. La relazione intitolata "Un mare di opportunità" (Oceans of opporunity) è stata presentata alla conferenza European Offshore Wind 2009, tenutasi il 14 settembre a Stoccolma, in Svezia.

L'insieme dei progetti di energia eolica offshore che sono stati proposti e che sono attualmente in fase di sviluppo, hanno la capacità di fornire oltre 100 gigawatt (GW), diffusi in 18 paesi europei, tra cui 15 sono Stati membri. Secondo l'EWEA questi 100 GW produrranno 373 terawatt ore (TWh) e contribuiranno a diminuire ogni anno di 200 milioni di tonnellate le emissioni di biossido di carbonio (CO2).

Per riuscire a raggiungere questo scopo la relazione dell'EWEA invita la Commissione europea, i governi degli Stati membri, i regolatori, gli operatori dei sistemi di trasmissione e l'industria eolica a coordinare i loro sforzi sia per quanto riguarda l'implementazione dei progetti che il sostegno della relativa ricerca e sviluppo (R&S). Occorre inoltre un'azione coordinata per superare le strozzature in diversi punti della catena di approvvigionamento che rallentano l'attuazione puntuale del progetto, si legge nella relazione.

L'EWEA propone l'introduzione di un meccanismo di pagamento per l'energia eolica offshore europea sotto forma di un'azione volontaria intrapresa dai relativi Stati membri e coordinata dalla Commissione europea. Un tale meccanismo potrebbe accelerare lo sviluppo delle tecnologie e attirare gli investitori.

La relazione dell'EWEA fa anche notare che è necessario cambiare la mentalità per quanto riguarda le reti elettriche: "Dobbiamo smettere di pensare alle reti elettriche come infrastrutture nazionali e iniziare a trasformarle - terrestri e offshore - per farne dei corridoi europei per il commercio dell'energia elettrica."

Alla conferenza di Stoccolma, il ministro svedese per l'Impresa e l'energia Maud Olofsson - rappresentante della presidenza svedese del Consiglio dell'Unione europea - ha detto dell'energia eolica offshore: "La fonte è disponibile e gli sviluppatori sono pronti. Se anche i governi sono pronti a fare la loro parte, possiamo rivoluzionare il futuro energetico dell'Europa."

A sua volta, il commissario europeo per l'Energia, Andris Piebalgs, ha rassicurato le parti interessate sul supporto della Commissione: "Imbrigliare i venti delle coste europee [...] potrebbe essere la risposta alle sfide dei cambiamenti climatici globali: l'esaurimento di risorse energetiche locali, l'aumento dei costi del carburante e la minaccia di interruzioni di rifornimento energetico. La Commissione europea farà tutto il possibile per sostenere gli sviluppatori eolici offshore e assicurerà la realizzazione dei progetti programmati."

Riferendosi alla prima Comunicazione della Commissione dedicata in modo specifico all'energia eolica offshore, il commissario Piebalgs ha osservato: "A livello comunitario, questo impegno politico verso l'energia eolica offshore è relativamente nuovo, ma [è stato] fortemente dimostrato nel corso del mandato dell'attuale Commissione europea." La comunicazione "Energia eolica offshore: Interventi necessari per il conseguimento degli obiettivi della politica energetica per il 2020 e oltre" è stata adottata alla fine del 2008.

Nel maggio 2009 è stato approvato un aumento del sostegno finanziario da parte della Commissione, con l'assegnazione di 365 milioni di euro ai progetti riguardanti l'energia eolica offshore dal bilancio 2009 e 2010 del Piano di ripresa economica per l'Europa.

"Credo si tratti dell'inizio di ciò che io credo sarà un aumento continuo delle risorse finanziarie dedicate alle tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio", ha dichiarato il commissario Piebalgs. "Aumentare i finanziamenti è una prerogativa importante per dare slancio all'innovazione legata all'energia eolica offshore, in modo da ridurre ulteriormente i costi e mantenere l'Europa in posizione di guida in questo campo." Il commissario ha invitato gli Stati membri dell'UE a prevedere meccanismi di supporto specifici in accordo con i loro piani d'azione nazionali per l'energia rinnovabile per assicurare l'applicabilità dei progetti.

Fonte: Associazione europea per l'energia eolica; Commissione europea

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