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La rovente arte della gestione degli incendi boschivi

Alberi in fiamme, animali in fuga frenetica, una densa coltre di fumo oscura il cielo... la violenza di un incendio boschivo è una prospettiva terrificante. Eppure, cercare di prevenire tutti gli incendi boschivi in ogni caso potrebbe semplicemente incrementare il rischio di alt...

Alberi in fiamme, animali in fuga frenetica, una densa coltre di fumo oscura il cielo... la violenza di un incendio boschivo è una prospettiva terrificante. Eppure, cercare di prevenire tutti gli incendi boschivi in ogni caso potrebbe semplicemente incrementare il rischio di altri incendi più grandi e più difficili da controllare. Un'équipe di ricerca finanziata dall'UE ha sviluppato un approccio integrato per la gestione degli incendi boschivi che mette, infatti, in evidenza la possibilità di combattere il fuoco con il fuoco. Il progetto FIRE PARADOX ("An innovative approach of integrated wildland fire management regulating the wildfire problem by the wise use of fire: solving the fire paradox") ha ricevuto più di 12,6 milioni di euro nel quadro dell'area tematica "Sviluppo sostenibile, cambiamento globale ed ecosistemi" del Sesto programma quadro dell'UE (6° PQ). In una nota, Cemagref, partner francese di FIRE PARADOX, dichiara: "Le foreste europee sono regolarmente colpite da incendi, che spesso producono conseguenze catastrofiche dal punto di vista ambientale, economico e sociale. La reazione più diffusa è da sempre quella di combattere il fuoco a ogni costo perché la principale preoccupazione in mente è l'impatto negativo degli incendi. Ma ora è indispensabile un nuovo approccio alla gestione territoriale, alla prevenzione degli incendi e alla lotta contro il fuoco se vogliamo attenuare in modo sostenibile l'intensità e la gravità degli incendi in Europa". "Il fuoco è un cattivo padrone, ma un buon servitore"; dice Cemagref spiegando il nome del progetto. "Questo proverbio finlandese sintetizza la nostra relazione paradossale con il fuoco. Il paradosso consiste nel fatto che, ostacolando gli incendi boschivi a tutti i costi, il potenziale danno dell'incendio successivo aumenta nel tempo perché l'accumulo di biomasse vegetali fa aumentare la disponibilità di materiale combustibile che può causare e alimentare un incendio", aggiunge il gruppo, un istituto pubblico di ricerca francese, specializzato in tematiche ambientali. L'uso del fuoco contro il fuoco prevede il metodo degli incendi controllati, in base al quale vengono avviati incendi rigorosamente circoscritti per ridurre in via preventiva le biomasse vegetali come antidoto contro il fuoco spontaneo. Queste tecniche sono state usate nel corso della storia e oggi è certo che aiutano a ridurre la quantità totale di anidride carbonica (CO2) generata dagli incendi boschivi, ma presuppongono una conoscenza approfondita del modo in cui gli incendi si sviluppano e si propagano. Si tratta di "imparare a convivere con il fuoco". I partner FIRE PARADOX hanno prodotto un consistente lavoro che si basa sulle competenze di specialisti del campo, su nuove conoscenze e su approcci innovativi. Parte di questo lavoro si concentra sulle cause e sulle dinamiche degli incendi, mentre altri filoni sono dedicati alle analisi del rischio e ai metodi di gestione. I risultati del progetto hanno alimentato lo sviluppo di un set di strumenti e applicazioni specificamente progettati per professionisti forestali, vigili del fuoco e autorità territoriali. Alcuni esempi di queste applicazioni comprendono un software di simulazione di incendi di vaste dimensioni in Europa e nel bacino mediterraneo, un metodo di valutazione del rischio e di mappatura e un'ampia varietà di pubblicazioni. "Presso Cemagref", osserva l'istituto mettendo in evidenza uno dei suoi apporti al progetto, "gli scienziati hanno caratterizzato i meccanismi biologici che regolano l'infiammabilità e la combustibilità di alberi e piante. Queste informazioni sono usate per mettere a punto metodi che consentano di descrivere nel dettaglio le varie specie vegetali (arbusti o alberi, con o senza rami, aghi o foglie, ecc.) e di classificare le piante in base alla loro infiammabilità e combustibilità". Questo lavoro è stato condotto in collaborazione con altri due partner di progetto in Francia: l'Istituto nazionale di ricerca agricola (INRA) e Agence MTDA Sarl. Il loro lavoro congiunto ha portato allo sviluppo del simulatore, che analizza informazioni inerenti a fattori quali la topografia, il vento e la combustibilità delle piante per prevedere come si propagherà un incendio isolato. Il metodo di valutazione del rischio è incentrato sulle cosiddette zone di interfaccia tra aree dedicate all'edilizia e alle infrastrutture e tratti boschivi, dove è l'attività umana ad aggravare il rischio di incendi. La minaccia a queste aree varia in base a una serie di fattori, come le caratteristiche residenziali e il tipo preciso e la densità della vegetazione. L'applicazione combina analisi territoriali e immagini satellitari con informazioni su incendi passati per offrire indicatori di rischio relativi a queste zone di interfaccia. Tra le pubblicazioni chiave del progetto figurano un manuale che delinea pratiche sicure da seguire per gli incendi controllati e una guida metodologica sulla mappatura delle aree di interfaccia nel bacino mediterraneo. FIRE PARADOX ha coinvolto non meno di 36 partner provenienti da Argentina, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Marocco, Polonia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Tunisia, Federazione russa, Sudafrica, Svizzera e Regno Unito. Per maggiori informazioni, visitare: Cemagref: http://www.cemagref.fr Scheda informativa del progetto FIRE PARADOX su CORDIS, fare clic: qui Sito web FIRE PARADOX: http://www.fireparadox.org/index.php Per scaricare la guida metodologica, fare clic: qui

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