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La dimensione energetica del cambiamento climatico

La Commissione europea, su iniziativa del Commissario per l'energia, Christos Papoutsis, ha adottato una comunicazione sulla dimensione energetica del cambiamento climatico, in seno alla preparazione europea per la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che s...
La Commissione europea, su iniziativa del Commissario per l'energia, Christos Papoutsis, ha adottato una comunicazione sulla dimensione energetica del cambiamento climatico, in seno alla preparazione europea per la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che si terrà a Kyoto (Giappone) nel dicembre 1997.

Obiettivo della comunicazione è mettere in evidenza la sfida che riguarda i responsabili delle politiche energetiche, individuare alcuni settori di intervento che possono contribuire a farvi fronte e cercare di stimolare un dibattito, sia all'interno che all'esterno delle istituzioni dell'Unione europea, su se e come rispettare in maniera efficace l'impegno di ridurre del 15% rispetto all'anno di riferimento 1990 le emissioni di gas ad effetto serra.

Questa comunicazione costituisce un primo passo verso la preparazione di una più ampia comunicazione che sarà presentata nel corso di quest'anno e che riguarderà i cambiamenti climatici e il collegamento a tutte le politiche. La comunicazione è incentrata sulle implicazioni in campo energetico, perché è in esso che dovranno essere attuate le misure principali, e presenta una prima analisi del contributo che il settore energetico è chiamato a dare.

Considerate le tendenze attuali, si stima che le emissioni di CO2 saranno nel 2010 di circa l'8% superiori a quelle del 1990, vale a dire che gli Stati membri dell'Unione europea supererebbero del 20% l'obiettivo concordato. Pertanto la comunicazione afferma che la sfida del cambiamento climatico è tale da richiedere un approccio integrato con politiche e misure perseguite congiuntamente a livello nazionale e comunitario.

La Commissione richiede che il Consiglio affronti i seguenti aspetti:

- per conseguire l'obiettivo di una riduzione del 15% si dovranno prendere decisioni importanti in materia di politica energetica concentrandosi sulla riduzione dell'intensità energetica, in particolare attraverso la gestione ed il risparmio dell'energia, e sul potenziamento delle fonti energetiche rinnovabili;
- è possibile ricorrere a diverse combinazioni di politiche e misure per ridurre le emissioni. Occorre quindi prendere delle decisioni per quanto riguarda gli orientamenti da seguire e individuare le soluzioni più efficaci dal punto di vista dei costi;
- per individuare le soluzioni da adottare occorrono decisioni a livello legislativo e volontario, le misure necessarie e in che misura ripartire tra la Comunità, i governi nazionali, le autorità regionali e locali, l'industria e gli altri settori economici l'attuazione delle misure stesse;
- per garantire che le politiche e le misure necessarie siano attuate, l'Unione europea e i singoli Stati membri dovranno valutare i costi da sostenere e le risorse che sono disposti a destinare.

La comunicazione indica alcuni settori potenziali di intervento che comprendono: l'efficienza energetica e il risparmio energetico, una maggiore cooperazione tra attori economici e gli accordi ambientali, l'accelerazione della diffusione delle fonti energetiche rinnovabili, una migliore gestione energetica a livello locale, insulare e regionale, la promozione della produzione combinata di calore ed energia, la produzione di energia elettrica, l'integrazione con altre politiche, la tecnologia e l'innovazione, la limitazione di gas ad effetto serra diversi dal CO2, gli strumenti fiscali e le risorse finanziarie.


Fonte: Commissione europea, Servizio del portavoce

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