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Valutazione quinquennale del Centro comune di ricerca

Alcuni specialisti indipendenti hanno valutato le attività svolte negli ultimi cinque anni dal Centro comune di ricerca (CCR) della Commissione, nell'ambito del programma di valutazione delle attività di ricerca comunitarie. I gruppi di specialisti hanno visitato ciascuno dei ...
Alcuni specialisti indipendenti hanno valutato le attività svolte negli ultimi cinque anni dal Centro comune di ricerca (CCR) della Commissione, nell'ambito del programma di valutazione delle attività di ricerca comunitarie. I gruppi di specialisti hanno visitato ciascuno dei sette istituti del CCR, ed hanno redatto relazioni su ognuno di essi ed una relazione riassuntiva comprendente i vari rapporti.

Nella relazione si evidenzia la profonda trasformazione del CCR nei cinque anni considerati. In particolare, la sua attività è oggi rivolta essenzialmente alla ricerca competitiva, non solo nell'ambito dei programmi di ricerca comunitari, ma anche per organizzazioni esterne. Questo diverso approccio porta il CCR ad impegnarsi più che in passato in partenariati ed a partecipare a reti con istituti di ricerca esterni. Grazie ai contatti più intensi con le organizzazioni esterne il CCR è inoltre diventato più aperto ed accessibile.

La relazione loda la rapidità con cui il CCR si è adattato al cambiamento ed evidenzia la funzione degli orientamenti recentemente decisi dal Consiglio, che hanno contribuito a dargli maggior senso. La relazione richiama l'attenzione sui rischi di una diversificazione eccessiva delle attività del CCR, ritenendo che esso debba concentrarsi sui settori in cui non si sovrappone agli istituti nazionali ed afferma che il CCR dovrebbe essere un centro di eccellenza in cui si effettua un lavoro di altissima qualità.

Le politiche di assunzione e di assegnazione del personale applicate all'interno del CCR sono considerate un punto debole. Per assicurare che continuino a lavorare nel CCR i massimi specialisti, la relazione consiglia in particolare di modificare le procedure di assunzione. Bisogna potenziare il ricorso al personale temporaneo per garantire una mobilità sufficiente ed immettere nuove idee.

Occorre svolgere ricerche di politica energetica in campo nucleare indipendentemente dalle politiche seguite in ambito nazionale, afferma la relazione, in quanto i problemi e le sfide che il loro uso comporta sono paneuropee. Secondo la relazione il CCR, che già possiede un'esperienza considerevole nel settore, può idealmente assumersi in questo una funzione di primo piano.

Nella conclusione si afferma che il CCR è ora sulla strada giusta e che le politiche oggi seguite sono attuabili e soddisfacenti; il Centro è diventato un interlocutore valido delle istituzioni e dell'industria europee. Per conservare il vantaggio la relazione presenta alcune raccomandazioni, soprattutto a proposito della gestione del personale, della difesa della qualità e dei temi di ricerca sui quali occorre concentrarsi.

Il compendio pubblicato comprende le singole relazioni e raccomandazioni riguardanti i diversi istituti, oltre alla relazione riassuntiva sul CCR. Sono inclusi anche i commenti dell'ufficio di presidenza del CCR.


Fonte: Commissione europea, Segretariato generale

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