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Coordinamento della biologia strutturale in Europa

La DG XII della Commissione europea ha sviluppato un nuovo metodo di coordinamento degli sforzi di ricerca a livello nazionale, comunitario e industriale, con l'intento di migliorare la cooperazione ed evitare la duplicazione degli sforzi. Per collaudare la nuova metodologia è...
La DG XII della Commissione europea ha sviluppato un nuovo metodo di coordinamento degli sforzi di ricerca a livello nazionale, comunitario e industriale, con l'intento di migliorare la cooperazione ed evitare la duplicazione degli sforzi. Per collaudare la nuova metodologia è stato utilizzato il settore della biologia strutturale e, recentemente, in base ai risultati ottenuti è stata pubblicata una relazione.

La tendenza crescente verso la scienza interdisciplinare, l'esigenza di grandi apparecchiature e strutture costose, nonché la complessità e l'urgenza di sfide scientifiche, evidenziano l'esigenza di una maggiore condivisione di intelligenza e di cooperazione tra ricercatori di Stati membri differenti. Inoltre, nonostante queste tendenze e gli sforzi per aumentare il coordinamento a livello europeo, le politiche di ricerca degli Stati membri vengono ancora sviluppate in gran parte individualmente, senza alcun collegamento con gli altri Stati.

Per collaudare la nuova tecnologia è stata scelta la biologia strutturale in quanto il settore illustra bene queste tendenze e, inoltre, ha contatti con la maggior parte dei settori scientifici e industriali. L'approccio consta di tre fasi principali:

- raccolta e condivisione delle informazioni sui programmi di ricerca nazionali;
- formulazione di raccomandazioni per un migliore coordinamento della biologia strutturale in Europa. Ciò ha comportato due documenti di sintesi, una dell'industria e l'altra dei gestori dei programmi nazionali;
- proposta di scenari operativi per l'applicazione pratica di queste raccomandazioni.

L'esperienza maturata con la biologia strutturale ha condotto alla formulazione di alcune osservazioni. Anche se tutte le parti in causa ritengono la condivisione delle informazioni un passo essenziale, questa si è dimostrata nella pratica più difficile che nelle previsioni. Le esigenze individuate dall'industria corrispondevano quasi esattamente a quelle identificate dai gestori dei programmi nazionali. L'elaborazione degli scenari per mettere in pratica queste raccomandazioni, di conseguenza, è stata relativamente semplice. Gli scenari proposti sono tutti compatibili con il programma comunitario in atto nel settore della biotecnologia, e ciò significa che tutti coloro che sono attivi nel settore avranno l'opportunità di dimostrare la loro volontà di mettere in pratica il coordinamento. L'istituzione della Piattaforma industriale di biologia strutturale, tesa al miglioramento del coordinamento nell'ambito dell'industria, ha costituito un inatteso risultato collaterale del progetto.


Fonte: Commissione europea, DG XII

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