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La Commissione modifica la proposta relativa alla protezione delle invenzioni biotecnologiche

La Commissione europea ha adottato una proposta modificata di direttiva relativa alla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, in risposta al parere espresso dal Parlamento europeo il 16 luglio 1997.

Nella sua proposta modificata, la Commissione ha inserito 65 d...
La Commissione europea ha adottato una proposta modificata di direttiva relativa alla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, in risposta al parere espresso dal Parlamento europeo il 16 luglio 1997.

Nella sua proposta modificata, la Commissione ha inserito 65 dei 66 emendamenti adottati dal Parlamento. In particolare, tali modifiche sono relative alla dimensione etica delle invenzioni biotecnologiche. Ora la clonazione umana è proibita in modo esplicito, allo stesso modo di qualsiasi intervento sull'identità genetica del feto. Un comitato indipendente sarà incaricato di valutare gli aspetti etici della biotecnologia.

Il Commissario Mario Monti, responsabile del mercato interno, ha affermato che è stato raggiunto l'equilibrio fra l'esigenza di tenere in considerazione gli aspetti etici della protezione del corpo umano e l'imperativo economico di garantire la realizzazione del mercato unico. Inoltre, ha rilevato che il Parlamento, nel riconoscere la brevettabilità di elementi isolati provenienti dal corpo umano, ha contribuito ad aumentare l'attenzione sulla dimensione etica.

L'unico emendamento non approvato dalla Commissione si prefiggeva l'uso dei brevetti per organizzare un sistema di prova volto a dimostrare che gli elementi di origine umana, animale o vegetale siano stati prelevati con il consenso della persona d'origine o nel rispetto della legislazione vigente nel luogo d'origine. La Commissione rileva che ciò sarebbe contrario alla legislazione in materia di protezione dei dati e andrebbe al di là degli impegni internazionali della Comunità derivanti dalla Convenzione di Rio sulla diversità genetica.

La proposta modificata della Commissione dovrà ora essere esaminata dal Consiglio. La Commissione auspica che il Consiglio adotti la propria posizione comune nel novembre 1997, considerato che la proposta è una delle quattro priorità individuate nel recente Piano d'azione per il mercato unico.


Fonte: Commissione europea, Servizio del portavoce

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